20 Luglio 2026
L’Intelligenza Artificiale genera un Dio a “la carte”
Studio shock: i credenti usano l’IA più degli atei per cercare risposte morali e spirituali

Di Fulvio Rapanà
In questi giorni Helen Zheng e Liane Young hanno pubblicato su Risvegli, una newsletter che tratta di argomenti religiosi, uno studio dal quale risulta che l’Intelligenza Artificiale sta cambiato radicalmente il modo in cui otteniamo informazioni anche su questioni che, per millenni, sono di competenza delle strutture religiose. Da questo studio emerge che milioni di persone cercano una guida morale nei chatbot basati sull’intelligenza artificiale. Sembrerebbe naturale supporre che i laici siano più propensi a rivolgersi all’IA per un’analisi apparentemente completa e oggettiva delle conseguenze morali delle loro azioni. Ma non è così
Le persone di fede più degli atei utilizzano l’IA
La ricerca conferma che sono le persone di fede che si rivolgono più regolarmente all’IA per una guida morale e una consulenza spirituale. Per cui non sorprende che le persone che dichiaravano di essere convinte religiose sono più propense a considerare i chatbot come dotati di autorità morale e, di conseguenza, a chiedere loro più frequentemente una guida morale. Non trovo nulla di sorprendente in tutto questo . Chi crede in Dio è anche più propenso a cercarlo ovunque molto più di chi non solo non ci crede ma anche per quelle persone che hanno una “religiosità laica”, che lo scrittore Romano Màdera, nel saggio “Una spiritualità laica” lo rappresenta come uno “slancio etico” mentre la “religione è legata ai dogmi”. L’Etica Confuciana dei cinesi è una tipica religiosità laica rispetto all’ Induismo che è una religione . Questa ricerca di intermediazione verso il divino che sia fatta da persone o da strumenti è abbastanza diffusa negli Stati Uniti dove sono autorizzate circa 200 confessioni religiose cristiane. Chiese grandi, come le evangeliche, o le tante chiese che fanno riferimento, soprattutto economico, a predicatori, millantatori e imbonitori di ogni genere. Coloro che credono in Dio sono più inclini non solo a cercare comprensione nell’intelligenza artificiale riconosciuta come fonte di conoscenza divinamente approvata. Secondo la ricerca Claude, il chatbot basato sull’IA di Anthropic, risulta essere particolarmente accattivante quando tratta argomenti spirituali e persuasivo nel dispensare consigli morali e religiosi. Lo studio prova a dare una spiegazione che si basa su due fattori: le persone di fede sono anche più propense a percepire i chatbot basati sull’IA come esseri consapevoli e intenzionali. La confusione deriva dalla tendenza degli esseri umani a credere di non essere esclusivamente organismi fisici, di possedere un’anima immateriale oltre al corpo fisico. Inoltre se a questo si aggiunge la nostra tendenza a percepire un’azione intenzionale anziché casuale , si ottiene una predisposizione ad attribuire pensieri, sentimenti e intenzioni a oggetti o forze non umane. In passato, questa tendenza poteva portare le persone a credere in un dio del mare o in una divinità del vento. Oggi, induce le persone a percepire un’intelligenza attiva e un’autorità morale personale dietro le risposte fornite dai chatbot.
I semi nella disgregazione della società americana Ritengo che questo fenomeno abbia le radici più nel sociale che nel religioso e risponde all’imperante edonismo individualista di cui Trump è la punta di diamante. La società americana è il capitalismo che permea il 99% della sue istanze. Nella mia permanenza negli Stati Uniti di 50 anni fa’ mi capitò di passare da Kansas City e di starci per due giorni alla fine capii cosa significa “una società alienata” dove persone, case, sparse su un territorio immenso, auto e oggetti interagivano senza una forza intimista, solo il capitalismo le teneva insieme . Ridevo pensando ai nostri poveri paesi in cui le “comari” erano sedute davanti alle porte di casa e si sentivano ricche delle relazioni in cui mettevano insieme il poco che avevano, e gli uomini si incontravano nelle piazze a discutere, scherzare e fare affari. Le persone che vivono in quelle città sono spesso isolate e risultano essere più vulnerabili, indifese e condizionabili. Ora moltiplicate Kansas City per le mille provincie della società americana dove l’unica parola amica potrebbe essere quella di un predicatore o quella che ti viene da una chatbot di IA. A queste persone l’intelligenza artificiale sembra una voce ” magica nel cielo”, sempre pronta e disponibile a parlare con noi in qualsiasi momento, una voce che sembra sapere tutto di noi e che è sempre disponibile ad ascoltarti. E’ la realizzazione della religione fatta in casa, usa e getta. L’edonismo sempre più diffuso, sdoganato da Trump e dal mondo MAGA, condiziona la volontà di persone che si trovano di fronte alla scelta tra una chatbot, che le loda e le comprende, e le autorità religiose umane che le mettono in discussione, alcune sceglieranno la prima soluzione. Papi, Vescovi e sacerdoti potrebbero iniziare a sembrare poco convincenti al confronto con la voce amica della macchina. Poi vi è il problema della perdita della forza di inclusione delle organizzazioni civili e religiose. Religioni classiche e partiti tradizionali non riescono più ad attirare, amalgamare e indirizzare persone e idee e trasformarle in fattori politici. La maggior parte delle persone sa istintivamente come dovrebbe rispondere a un interrogativo morale, ma se la risposta potrebbe non piacergli e cerca qualcuno o qualche cosa che le dia una scusa per scegliere diversamente. Prendete il problema dell’immigrazione. Un credente, che è anche un cittadino e uno che vota, è diviso fra l’accoglienza che predica la Chiesa Cattolica e le convinzioni politiche che provengono da leader che pur dichiarandosi cristiani uccidono, abusano e incarcerano esseri umani immigrati, soprattutto se questo arriva da leader condannati per molestie sessuali e crimini finanziari. Queste persone sono bombardate da un’ informazione ambigua, di cui non si fidano, ma che comunque incide sulle sue credenze religiose. A quel punto può succedere che chieda ad una “entità” ravvicinata di trasmettergli i fondamentali con cui valutare. Quando lo fa non pensa che anche quello strumento sia di parte ma che gli trasmetta la verità. Non comprende la realtà di fondo che l’IA legge le Scritture per loro e le interpreta per dire loro ciò che probabilmente vogliono sentirsi dire ma che proviene sempre non da una entità non divina ma economica e politica che vuole che lui faccia ciò per cui è stato creato.
Fenomeno passeggero? non credo. Come spesso succede in quel paese ha alla base interessi finanziari e di sicurezza del sistema. La religiosità che promana da chiese deviate e predicatori o IA risponde all’esigenza di controllo della società. In un momento in cui la società non si fida più dei propri leader o delle élite chi tiene le fila del sistema ha comunque la necessità di entrare in contatto diretto con gli individui, di condizionarli e quale migliore strumento che il “messaggio divino” .


