06 Luglio 2026
I lefebvriani rappresentano un tradizionalismo di lusso
Il recente scisma della Fraternità San Pio X a Écône evidenzia la netta separazione tra cattolici conservatori (che accettano il Concilio Vaticano II pur difendendo l’ortodossia) e tradizionalisti (che rifiutano la modernità e le riforme in favore del rito pre-1962). L’analisi dei video della comunità lefebvriana rivela un formalismo sfarzoso distante dalle Opere di Misericordia e dall’universalità della Chiesa. Il tradizionalismo si configura così come un movimento populista e nostalgico radicato nell’Occidente, che contrasta la via riformista di una Chiesa Cattolica oggi sempre più globale, aperta e radicata in Africa, Asia e America Latina

Di Fulvio Rapanà
Negli ultimi giorni sulla stampa e i media mondiali è montata la questione dello scisma della comunità di Écône, in Svizzera, che si definisce “la Fraternità Sacerdotale San Pio X”. Nei commenti soprattutto di chi non conosce bene le questioni della Chiesa Cattolica vengono confusi i termini tradizionalisti e conservatori. La differenza principale sta nell’atteggiamento verso il Concilio Vaticano II e la modernità. I conservatori accettano le riforme conciliari pur difendendo l’ortodossia dottrinale; i tradizionalisti le rifiutano in toto, prediligendo la liturgia e i testi in latino precedenti al 1962 e considerando la modernità come una deriva da respingere. In questa categoria ci entrano più variabili. Gli ultra tradizionali, quasi eretici, che dichiarano il Papa non valido, e i vecchi bacucchi a cui piacciono i canti gregoriani con i cori accompagnati dagli organi e rifiutano le cerimonie con i canti in italiano accompagnati da batteria e chitarra. Si legge molto sulla questione, che parte dal 1988 in piena era Wojtyla, polacco di Cracovia, che non era certamente un progressista, che scomunicò i quattro vescovi lefebvriani il 30 giugno 1988. Mi sono guardato i filmati che si trovano su YouTube su questa setta , i riti, le persone presenti , le loro facce, i loro gesti, come sono vestiti per provare a capire che tipo di società rappresentano. Attraverso i video diciamo sono stato un po’ di tempo in mezzo a loro. Non sempre le cose scritte e le parole riportate riescono a darti un’ idea di chi hai di fronte meglio di un filmato. Comprendere le differenze risulta particolarmente difficile in un contesto religioso di dimensioni colossali come la Chiesa Cattolica dove gli estremi sono distanti moltissimo pur partendo dal medesimo punto: la parola di Cristo. E’ una differenza che ho vissuto personalmente. Ho frequentato per un anno l’Istituto dei Padri Scolopi nella vana speranza che “mi raddrizzassero le ossa”. Non riuscita l’operazione gli Scolopi mi liquidarono e passai ai Salesiani . La medesima religione e il medesimo obiettivo ma due modi totalmente diversi di definire l’istruzione e l’educazione dei ragazzi. Nel primo l’impegno era di creare, con le buone o le cattive, persone formate religiosamente per quadri dirigenti della società: sposati, osservanti e praticanti, preparati per guidare la società. Celebre la frase “se non conoscete il latino e il greco al massimo potete fare i barbieri”. Uno degli alunni dell’Istituto, Carmelo Bene, ha sempre pubblicamente dichiarato l’apprezzamento per i “fondamentali” classici ricevuti in quella scuola. Ai Salesiani se volevi studiavi e ti seguivano, non volevano inculcare nulla se non divulgare l’opera di Don Bosco per il recupero dei ragazzi emarginati . Le differenze fra i vari gruppi diventano più accentuate, rispetto all’insegnamento dei ragazzi, nell’interpretazione dei riti, della liturgia, dell’ermeneutica, dell’autorità papale. Nella storia della Chiesa differenze anche significative ce ne sono state ma è stato il Concilio, che ha adottato una flessibilità dottrinale, che permette alle differenze di essere ricondotte in un contesto unico. Cosa diversa è nominare vescovi o sacerdoti senza l’autorità papale, che è quello che è stato fatto in questi giorni dai lefebvriani, e che ha portato alla scomunica non solo dei del clero ma anche dei fedeli che partecipano alle funzioni religiose. Prévost il “duro di Chicago” vuole tagliare alla radice la questione e chiuderla definitivamente. Nelle ore passate a guardare i filmati delle cerimonie con e senza Lefevre si notavano paramenti dei celebranti molto belli e sfarzosi , cerimonie scintillanti che mi davano di parata militare, latino perfettamente pronunciato , ostensori in oro massiccio, con i fedeli, tutti bianchissimi, eleganti che sembrava stessero più al campo centrale di Wimbledon o al Roland Garros che alla funzione di una religione che predica la povertà, l’uguaglianza, l’accoglienza. Tutti cattolici che hanno messo in subordine, rispetto alle forme, la sostanza della Chiesa Cattolica che non sta nella Bibbia o nei 10 comandamenti ma nell’ottemperanza delle Opere di misericordia corporali: dar da mangiare agli affamati; dar da bere agli assetati; vestire gli ignudi; alloggiare i pellegrini (o accogliere i forestieri);visitare gli infermi; visitare i carcerati; seppellire i morti; e delle Opere di misericordia spirituali: consigliare i dubbiosi; insegnare agli ignoranti; ammonire i peccatori; consolare gli afflitti; perdonare le offese; sopportare pazientemente le persone moleste; pregare Dio per i vivi e per i morti.
Nostalgici ecclesiastici e populisti nazionalisti alleati contro la modernità
Alla base di questo movimento religioso ci sono i medesimi sentimenti e risentimenti che sono alla base di tutti i movimenti populisti. Una volontà religiosa e politica di ritornare alla presunta “all’età dell’oro”: preservare la purezza culturale, religiosa e razziale, combattere il secolarismo ripristinando gli antichi fasti di Chiesa e Stato. Ritrovare la propria identità. E’ la stessa promessa di ripristinare l’età dell’oro fatta da Trump e dai “neocon” americani. Nostalgici ecclesiastici e sovranisti nazionali uniti nella medesima strategia di combattere la Chiesa Cattolica che sempre di più si va affermando come la voce morale più autorevole al mondo in materia di diritti umani, guerra, intelligenza artificiale, migranti e povertà. Lo scontro fra Trump , J.D. Vance e Papa Leone fa parte di questa strategia. Ciò che realmente è in gioco su questa vecchia questione della Messa in latino è un contrasto più ampio alla strada riformista della Chiesa, a cui Papa Francesco ha dato nuova linfa. Francesco è stato ripetutamente accusato da un’ampia gamma di gruppi e leader conservatori e tradizionalisti di abbracciare l’eresia e di seminare confusione dottrinale: ” La modernizzazione è stata la fine per la Chiesa, perché le riforme del Concilio Vaticano II sono coincise con il forte declino della pratica religiosa in Europa e in Occidente”. Ecco l’identità. La fede dei tradizionalisti è legata alla cristianità occidentale ma come dimostrano i dati attualmente l’Europa e gli Stati Uniti rappresentano una parte assolutamente minoritaria del Cattolicesimo che dopo il Vaticano II° è cresciuto enormemente passando da 653 milioni di fedeli nel 1970 a 1,4 miliardi oggi. Il Cattolicesimo è molto più africano, più asiatico, più latinoamericano che europeo o americano.
Il “Nostalgismo” di una età dell’oro che non c’è mai stata
In molti fedeli tradizionalisti c’è una convinzione diffusa che in passato la società cattolica fosse migliore e che la Messa fosse veramente sacra e celebrata con uno stile impeccabile e in latino perfetto da ecclesiastici in sontuosi paramenti, accompagnati dalle note di musica sacra in latino. Non è mai stata così per la gran parte delle celebrazioni. Solo pochi riti nelle cattedrali o nei santuari avevano questo cliché. La Messa preconciliare era spesso una celebrazione superficiale, in un latino stentato e con scarsa partecipazione dei fedeli che nei secoli aveva già subito notevoli cambiamenti proprio per adattarla alle esigenze sociali, come il passaggio dal greco al latino o l’inserimento di letture dell’Antico Testamento. Una chiesa che nelle fantasie dei conservatori e tradizionalisti non difende il sentimento di identità. E la ricchezza, lo sfruttamento, il colonialismo. Fra le persone dei filmati non ho visto le facce di Madre Teresa di Calcutta, di Papa Giovanni, di San Filippo Neri, di Don Bosco, di Don Milani né di volontari, come nella Caritas, che operano nel sociale . Fra le poche cose che mi sono rimaste della frequentazione di scuole cattoliche è che la religione Cattolica ha il carattere dell’universalità. Cattolico deriva dal greco katholikós e significa “aperta a tutti gli uomini” e “destinata all’intero genere umano” . Se ti chiudi in un bel recinto non sei cattolico e quindi bene ha fatto Leone a espellerli tutti capi, sottocapi e praticanti. I Papi non rispondono della sacralità e sontuosità dei riti e delle cerimonie. I Papi risponderanno di tutto il genere umano che Gesù Cristo ha affidato a Pietro non dei ricchi, degli europei o degli americani.
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