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Simone Dessi: “con la carrozzina in movimento è più difficile ma è stato un match bellissimo”

L’incontro tenutosi a Pescara di Paraboxe, in occasione del Fight Clubbing World Championship di Pescara fa subito storia, dato che è stato il primo match in Italia di boxe autonoma in carrozzina, ossia con carrozzine in movimento. Protagonisti Yelfry Rosado Guzman ed il “solito” Simone Dessi, ormai simbolo della Paraboxe.

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DI FABRIZIO RESTA

Credit foto: Wagner Mela

Mesi fa lo abbiamo intervistato come simbolo della Paraboxe. Il movimento si sta sviluppando e nei giorni scorsi a Pescara si è disputato il primo incontro di paraboxe con carrozzine in movimento. Protagonista, manco a dirlo, sempre il nostro Simone Dessi che abbiamo intervistato. Stavolta il suo avversario era Yelfry Rosado Guzman, costretto sulla carrozzina, dopo essere stato sparato da un cliente mentre lavorava come cuoco in un ristorante.

Simone è un piacere riaverti tra noi. Spiegaci com’è nata questa iniziativa

Ciao a tutti, è un piacere anche per me. E allora questa iniziativa è partita da una collaboratrice della Federazione, Mariangela, che mi ha contattato e mi ha detto…..guarda, conosco un ragazzo di Pescara che si allena…si allena con noi e prima faceva pugilato, poi gli è successo questo brutto incidente e gli piacerebbe risalire sul ring a combattere e io gli ho detto bene…io dovevo già essere da un’altra parte, il 20 maggio doveva essere a vedere Alessio a Monza…però, dopo che loro m’han detto così e c’era sto ragazzo che aveva questo sogno di risalire sul ring ho detto, va bene, vengo da voi e ho deciso di andare da loro a fare questa questo match.

E’ molto differente combattere con una carrozzina che si muove?

Allora è stato un match difficile, devo essere sincero, è un match difficile perché rispetto a alla carrozzina da fermi, la carrozzina in movimento è più difficile perché è molto più simile a un match di boxe vero, nel senso che comunque anche te davanti, uno davanti all’altro ti devi muovere per cercare di arrivare perché non hai la misura, quindi devi….devi un attimo…. il primo round, infatti, è stato da guardare come prendere le misure, cercare di arrivare a colpirlo, perché non ci arrivavo, quindi dovevo muovermi con la carrozzina e cercare di prendere, ripeto le misure.

Com’è andato il match?

Il match è andato, è andato molto bene. È stato un pareggio ma secondo me meritato perché anche il mio avversario era veramente, veramente bravo. Poi aveva 50 match da dilettante quando era in piedi, quindi la vena pugilistica gli è rimasta giustamente e anche come fisico era messo molto bene. Era preparato. Ecco in tutto e per tutto. E’ stato un match bellissimo.

Spavaldi, soprattutto nella figura di Luca Aragno, si sta impegnando a portare la Paraboxe ovunque. Quanto è importante una manifestazione come questa?

Sì, si Spavaldi è sempre con me, anche se purtroppo nell’ultimo incontro non c’era perché era Monza, però mi ha accompagnato Giò di pugile da tastiera che ringrazio veramente veramente tanto perché si è fatto 5 ore di macchina dopo che il treno gli è stato annullato per l’alluvione, ha preso la macchina e si è fatto 5 ore di macchina per venire al mio angolo, solo ed esclusivamente per quello e solo per questo porto tantissimo rispetto e lo ringrazio veramente veramente tanto. Perché sono gesti che fanno veramente veramente piacere. Quando ci sono persone che si sbattono per te e credono in te e quello per me è una cosa veramente importante.

All’angolo avevi, oltre a Giovanni Rosa (Pugile da tastiera) anche Andrea Tulli Cutmnan (Catizone team). Com’è nata questa collaborazione?

Vabbè, avevamo anche il nostro Andrea Tulli, il mio…., perché oramai adesso è il mio Cutman (ride) che è rimasto contentissimo. Si è emozionato. C’era lui e suo figlio al mio angolo e…. tanta roba, mi ha fatto i bendaggi da professionista, mi ha messo i guantoni da pro e mi ha messo la la vasellina in faccia come un vero e proprio professionista. Mi son sentito un professionista quella sera lì, veramente trattato super bene da tutti, dall’organizzazione, da Giò, da da Andrea Tulli. Quindi non potevo veramente chiedere di meglio. Adesso con Andrea Tulli mi ha chiamato ancora l’altro giorno che vuole che vado a trovarlo giù 3-4 giorni lì a casa sua, li da lui e stare lì con loro e spero di riuscirci perché mi farebbe davvero piacere e sono persone veramente stupende: da giò a Luca ad Andrea Tulli, che è stato disponibilissimo al 100% e posso solo che per adesso ringraziarli.

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Informatico, sindacalista, appassionato di politica e sportivo