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Editoriale

“Amato”, passato di nome ma non di fatto

Mentre il Governo riafferma la riforma Fornero per le pensioni con quota 104, nei palazzi di potere continuiamo ad assistere a un continuo riciclo di poltrone per conservare figure di rappresentanza fine a sé stesse. E se il metaverso fosse l’Italia?

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AI, machine learning.

di Alessandro Andrea Argeri

Il Governo ha annunciato l’istituzione della Commissione Algoritmi AI, un ente incaricato di studiare le possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale nel mondo dell’editoria, dalla creazione del prodotto culturale all’esercizio di quest’ultimo nel mercato. L’intento di istituire un team di ricerca con lo scopo di indagare gli effetti sia positivi sia negativi dell’intelligenza artificiale nel mondo della cultura risponde a un’esigenza di estrema attualità, soprattutto perché gli effetti dell’AI si sono già rivelati stupefacenti, quando non addirittura sconvolgenti, nella nostra quotidianità. Terminate le ricerche, il gruppo avrà quindi il compito di consegnare una relazione al Governo. I nomi dei componenti non sono ancora stati pubblicati, tuttavia logica vuole debbano essere esperti in materia, dunque docenti universitari così come pionieri del settore.

Invece a capo della commissione è stato nominato l’ex presidente del Consiglio, ex presidente della Corte costituzionale, ex un sacco di altre cose Giuliano Amato, un giovanotto di 85 anni nel pieno vigore della sua florida gioventù. Ebbene, con un radioso futuro davanti a sé, il Dorian Gray della politica italiana dovrà indagare gli effetti di un problema incredibilmente moderno. Se questo non è uno scherzo, è forse un tentativo bislacco di sfatare la comune narrazione dei nonni incapaci a destreggiarsi con la tecnologia? Altrimenti, c’è il rischio concreto che Amato chieda aiuto ai nipoti per imparare ad usare Chat GTP? Ancora, prima di nominarlo, qualcuno si è accertato se almeno sa inviare i messaggi su Whatsapp oltre al buongiorno sul gruppo della famiglia?

Certamente però Amato si è rivelato un politico molto innovativo, oltre che un progressista dalla mentalità sorprendentemente aperta, infatti da presidente della Corte costituzionale ha bocciato prima il referendum sull’eutanasia poi quello per la legalizzazione della cannabis, due temi decisamente medievali! Secondo alcuni, i pochi veramente disposti a concedere il beneficio del dubbio, il nostro “giovin signore” sarebbe stato messo a capo di questa commissione per controllare eticamente, legalmente e moralmente il futuro sviluppo delle IA. Questo potrebbe essere vero, in quanto chi è biologicamente vecchio non necessariamente è incapace di guardare avanti al futuro. Ma perché affidare l’etica di un’invenzione potenzialmente rivoluzionaria a un soggetto non qualificato? Inoltre, anche se fosse effettivamente così, come si possono esprimere valutazioni su un dato argomento se non lo si capisce? Vabbè, non c’è problema! D’altronde noi “Eatalians” siamo sempre un passo avanti nel passato, come in “Back to the Future” … E se il metaverso fosse l’Italia?

N. B. Mentre il Governo riafferma la riforma Fornero per le pensioni con quota 104, nei palazzi di potere continuiamo ad assistere a un continuo riciclo di poltrone per conservare figure di rappresentanza fine a sé stesse. Amato poi, col suo talento incredibile è riuscito a ricoprire ogni singola posizione di potere lungo tutto l’arco costituzionale. Capite? Non potevamo mica mandare in pensione una simile leggenda! O, più semplicemente, forse Amato non ha nessuno con cui giocare a briscola…

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Giornalista regolarmente tesserato all'Albo dei Giornalisti di Puglia, Elenco Pubblicisti, tessera n. 183934. Pongo domande. No, non sono un filosofo (e nemmeno radical chic).