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Economia & lavoro

I Percettori del Reddito di Cittadinanza nelle Regioni Italiane

L’osservatorio sul reddito e pensione di cittadinanza tenuto presso l’INPS calcola l’ammontare dei percettori del reddito di cittadinanza in ogni esercizio con riferimento ad un dettaglio di tipo regionale e provinciale. In base ai dati che sono stati rilevati a maggio 2021 è possibile fare una classifica delle regioni per maggior numero di percettori di reddito di cittadinanza.

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Credit foto Inps

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Di Angelo Leogrande

In 24 mesi erogati 13,7 miliardi di euro di redditi e pensioni di cittadinanza

L’osservatorio sul reddito e pensione di cittadinanza tenuto presso l’INPS calcola l’ammontare dei percettori del reddito di cittadinanza in ogni esercizio con riferimento ad un dettaglio di tipo regionale e provinciale. In base ai dati che sono stati rilevati a maggio 2021 è possibile fare una classifica delle regioni per maggior numero di percettori di reddito di cittadinanza. La Campania è al primo posto con un numero di percettori di reddito di cittadinanza pari a 129.203 unità, seguita dalla Sicilia con un numero pari a 101.462 unità e dal Lazio con un ammontare pari a 73.143. A metà classifica si trovano l’Emilia-Romagna con un valore pari a 25.713 unità, seguita dalla Sardegna con un ammontare pari a 21.937 unità e dal Veneto con un ammontare pari a 21.776 unità. Chiudono la classifica il Trentino-Alto Adige con un ammontare pari a 3.933 unità, il Molise con un ammontare pari a 3.080 unità e la Valle d’Aosta con un ammontare pari a 682 unità. Tuttavia, poiché tali valori sono assoluti e non consentono di realizzare una analisi in relazione alla popolazione residente, di seguito viene anche indicata la classifica delle regioni con numero di percettori di reddito di cittadinanza in percentuale dei residenti.

Reddito di cittadinanza in percentuale della popolazione. Nella classifica del reddito di cittadinanza in percentuale della popolazione residente al primo posto vi è la Campania con un ammontare pari a 2,27%, seguiti dalla Sicilia con un valore pari a 2,10% e dalla Calabria con un valore pari a 2,01%. A metà classifica vi sono la Liguria con un valore pari a 0,93%, il Piemonte con un ammontare pari a 0,90% e la Basilicata con un valore pari a 0,90%. Chiudono la classifica il Friuli-Venezia Giulia, il Veneto ed il trentino Alto Adige rispettivamente con un ammontare pari a 0.51%, 0,45%, e 0,36%. Tuttavia, occorre considerare che poiché il reddito di cittadinanza viene ad essere attribuito nei confronti dei nuclei famigliari e poiché il numero dei nuclei familiari è circa la metà del numero dei residenti allora tali valori andrebbero sostanzialmente raddoppiati anche se l’ordinamento della classifica rimarrebbe praticamente lo stesso.

Ranking del reddito di cittadinanza per percettori di reddito nelle provincie italiane. Nel ranking delle provincie per numero di percettori di reddito di cittadinanza al primo posto vi è Napoli con un valore pari a 80.796 unità, seguita da Roma con un valore pari 55.684 unità e da Milano con un valore pari a 32.971 unità. Seguono nella top ten Palermo con 27.503 percettori, Catania con un valore pari a 26.513 unità, Torino con un valore pari a 23.639 unità, Salerno con un valore pari a 16.155, Bari con 15.866 unità e Cosenza con un valore pari a 13.126 unità. Chiudono la classifica la provincia di Ogliastra con un valore pari a 589 unità, Belluno con un valore pari a 554 unità e Bolzano con un valore pari a 391 unità.

Classifica per importo medio del reddito di cittadinanza. L’INPS offre anche dei dati relativi al valore dell’importo medio del reddito di cittadinanza. Al primo posto vi è la Campania con un valore dell’importo medio del reddito di cittadinanza pari ad un valore di 621 euro mensili, seguita dalla Sicilia con un ammontare pari a 599,44 euro e dalla Puglia con un ammontare pari a 553,17 euro. A metà classifica vi sono il Piemonte con un valore pari a 516,40 euro, l’Umbria con un ammontare pari a 506,28 euro e la Liguria con un valore pari a 494,10 euro.  Chiudono la classifica il Friuli-Venezia Giulia con un valore pari a 433,06 euro, la Valle d’Aosta con un ammontare pari a 413,75 euro ed il Trentino-Alto Adige con un valore pari a 385,92 euro.

Importo erogato ai percettori di reddito e pensione di cittadinanza. Tra aprile 2019 ed aprile 2021 sono stati erogati circa 13,7 miliardi di euro in redditi di cittadinanza. Il valore dei versamenti è stato quasi sempre crescente nel passaggio da una mensilità all’altra. Per esempio, da dicembre 2020 a gennaio 2021 il valore degli importi erogati cumulativamente tra reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza è passato da un ammontare pari a 651 milioni di euro fino ad un valore pari a 693 milioni di euro ovvero pari ad un valore di 41,9 milioni di euro pari ad un valore di 6,43%. Nel passaggio tra il gennaio 2021 ed il febbraio 2021 il valore del reddito di cittadinanza è passato da un ammontare pari a 693,4 milioni di euro fino a 623,3 milioni di euro ovvero una riduzione pari a -70,1 milioni di euro pari a -10,12%. Nel passaggio tra il febbraio 2021 ed il marzo 2021 il valore dell’importo erogato a titolo di reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza è passato da un valore pari a 623 milioni di euro fino ad un valore pari a 674 milioni di euro ovvero pari ad un valore di 51 milioni di euro pari a 8,19%. Nel complesso tra il marzo 2021 e l’aprile 2021 il valore degli importi erogati a titolo di redditi e pensioni di cittadinanza cumulativamente è cresciuto da un ammontare pari a 674,4 milioni di euro fino ad un valore pari a 679,5 milioni di euro pari ad un ammontare di 5,1 milioni di euro ovvero pari ad un valore di 0,76%.

Conclusioni. In sintesi, è possibile sottolineare che l’insieme di reddito e pensione di cittadinanza è stato molto richiesto dai cittadini soprattutto dai cittadini meridionali. Tuttavia, come dimostrato anche dai dati, vi sono alcune rilevanti città del Nord che hanno dei valori molto rilevanti di reddito e pensione di cittadinanza come per esempio Roma, Milano e Torino. Tale condizione mette in risalto che effettivamente nelle grandi città italiane esiste un disagio economico-sociale molto significativo che probabilmente le classiche politiche economiche e sociali non riescono più a produrre. Tuttavia, il reddito di cittadinanza potrebbe essere considerato come un fallimento qualora mancasse di accompagnare i percettori ad un vero percorso di inserimento nel lavoro anche attraverso dei percorsi di formazione professionale. Il reddito e la pensione di cittadinanza devono essere intesi come delle politiche finanziarie short che tuttavia non possono sopperire alle politiche sociali in grado di garantire l’accesso ai servizi pubblici essenziali. Infatti, quello che accade è che le regioni con politiche sociali più deboli sono anche quelle con maggiori percettori di reddito di cittadinanza. Ne deriva ovviamente che il reddito di cittadinanza per quanto possa essere considerato utile manca di preparare i lavoratori alle opportunità del mercato del lavoro e certamente con difficoltà può sostituire l’assenza di adeguate politiche sociali. Forse sarebbe meglio puntare a politiche della riduzione della disoccupazione attraverso il rafforzamento dei mercati del lavoro anche locali con politiche sociali sull’istruzione, trasporti e sanità.

Professor of Risk Management at University of Bari Aldo Moro.