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27 Aprile 2026

Violenza nel Calcio: Un Bollettino di Guerra Lungo Sessant’anni

Cronistoria delle tragiche vittime della violenza nel calcio in Italia.

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Credit foto www.lastampa.it

Di Pierdomenico Corte Ruggiero

L’immagine di Anna Frank con la maglia della Roma, usata da alcuni “tifosi” della Lazio come insulto verso gli avversari giallorossi, è rimasta impressa nella nostra memoria e ha sollevato aspre polemiche. Lasciamo ad altri, più qualificati, analisi e considerazioni. Noi racconteremo storie, spesso dimenticate, per dimostrare come la violenza negli stadi sia un problema antico e mai risolto. E certamente non per difetto di soluzioni.

La Cronologia del Terrore

  • 28 aprile 1963: Nello stadio di Salerno, Giuseppe Plaitano viene ucciso da un proiettile sparato durante gli scontri tra polizia e tifosi.
  • 29 giugno 1971: Nella piazza di Vicovaro, viene ucciso a colpi di pistola Enrico Dante, a causa di una lite avvenuta poche ore prima durante una partita.
  • 28 ottobre 1979: Stadio Olimpico di Roma. Vincenzo Paparelli viene ucciso da un razzo lanciato da un “tifoso” della Roma. La sua morte è diventata il simbolo delle vittime della violenza negli stadi.
  • 21 marzo 1982: A Sant’Oreste, il vagone di un treno che trasportava tifosi della Roma viene incendiato da alcuni vandali. Tra le fiamme muore Andrea Vitone, di soli 14 anni.
  • 8 marzo 1984: A Trieste, fuori dallo stadio, Stefano Furlan viene colpito alla testa durante una carica della polizia mentre tornava a casa. Morirà dopo una lunga agonia.
  • 30 settembre 1984: Milano, si gioca Milan-Cremonese. Marco Fonghessi, tifoso del Milan ma con l’auto targata Cremona, viene ucciso a coltellate da alcuni “colleghi” di tifo.
  • 13 aprile 1986: Paolo Saroli, 16 anni, muore tra fiamme e fumo sul treno di ritorno dalla trasferta di Pisa.
  • 9 ottobre 1988: Ad Ascoli muore Nazzareno Filippini, picchiato da “tifosi” interisti al termine della partita.
  • 4 giugno 1989: Ultras del Milan aggrediscono quattro tifosi della Roma. Uno di loro, Antonio De Falchi, muore per infarto durante la fuga.
  • 18 giugno 1989: “Tifosi” della Fiorentina lanciano molotov contro un treno di tifosi del Bologna. Ivan Dall’Olio rimane sfigurato al volto.
  • 10 gennaio 1993: A Bergamo, Celestino Colombi muore stroncato da un infarto dopo essere rimasto casualmente coinvolto in una carica della polizia.
  • 30 gennaio 1994: Salvatore Moschella muore gettandosi dal treno nel tentativo di sfuggire all’aggressione degli ultras del Messina.
  • 29 gennaio 1995: A Genova, il tifoso rossoblù Vincenzo Spagnolo viene ucciso a coltellate da “tifosi” del Milan.
  • 24 maggio 1999: Un treno di tifosi della Salernitana prende fuoco. Muoiono Vincenzo Lioni, Ciro Alfieri, Simone Vitale e Giuseppe Diodato.
  • 17 giugno 2001: Messina-Catania. Antonio Currò, tifoso del Messina, viene ucciso da una bomba-carta lanciata dalla curva avversaria.
  • 27 gennaio 2007: Ermanno Licursi muore per i colpi ricevuti cercando di sedare una rissa in un campo di terza categoria.

Ricordiamo tutti, poi, i tragici casi di Filippo Raciti, Gabriele Sandri, Matteo Bagnaresi e Ciro Esposito.


Le Domande Senza Risposta

Un vero bollettino di guerra. Terrificante. Davanti a un simile massacro, rimangono solo domande aperte:

  1. Perché, se le violenze sono opera di pochi elementi spesso già noti, non si riesce a isolarli?
  2. Perché non si riesce mai ad andare oltre la sterile indignazione?
  3. Quali reali interessi alimentano le frange violente del calcio?
  4. Perché esistono intrecci così fitti tra estremismo politico, malavita e tifo violento?

A ciascuno di noi resta il compito, tra coraggio e intelligenza, di trovare le risposte

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