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Alessandro Fabian, triatleta cresciuto a pasta, fagioli e…Polignano

Questa settimana intervistiamo Alessandro Fabian, classe 1988, triatleta che divide il suo cuore tra Padova e Polignano.

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DI FABRIZIO RESTA

Credit foto: Stoked Studios

Ex Campione europeo e mondiale di Duatlon Under 23 ed indiscusso dominatore di specialità in Italia tra il 2009-2014. Primo classificato ‘Tappa di Coppa Panamericana’ di Gennaio 2010 a Vigna de Mar Cile, di Gennaio 2010 e 2011 a La Paz Argentina. Nel 2012 a Londra ha conquistato il decimo posto alle olimpiadi, risultato mai conquistato prima da atleti italiani.Nel 2023 al Campionato Europeo Ironman 70.3 di Tallinn, in Estonia, Fabian ha ottenuto un terzo posto assoluto, laureandosi vicecampione d’europa. Conosciamo uno dei migliori atleti triathlon italiani con una passione in particolare: Polignano a mare

Ciao Alessandro, grazie per aver accettato la nostra intervista. Tu hai cominciato a nuotare a soli 4 anni, prima su distanze brevi poi ti sei specializzato nel fondo

Si, esattamente così, ho iniziato a nuotare quando avevo quattro anni, diciamo sulla scia di mio fratello maggiore e a 10 anni ho iniziato a fare agonismo. Diciamo che in quel periodo, tra i 10 e i 17, quando ho iniziato a fare triathlon…. è stato dove mi sono specializzato nel nuoto, nel Fondo, ma nel mezzo fondo perché effettivamente avevo fatto solo piscina.

Moreno Daga, allenatore padovano di nuoto, è stato una delle persone più importanti della tua vita. Cosa ci puoi raccontare di lui?

Sì, Moreno Daga, diciamo che da quando ho iniziato a fare agonismo nel nuoto ad ora ,è un filo conduttore che mi ha accompagnato negli anni e diciamo che inizialmente è sempre stato un allenatore, cioè come figura principale è stato un allenatore, ma devo dire che è sempre andato oltre questa figura. Perché nella sua filosofia ha sempre messo la persona prima dell’atleta e questa cosa è stato un valore che negli anni si è sentito e poi insieme all’ambito tecnico stiamo ancora navigando nell’area agonistica.

Dal nuoto sei passato al Triathlon. Nuotare resta il tuo sport preferito oppure facendo Triathlon hai scoperto la passione per un’altra disciplina?

Allora sì, sono passato dal nuoto al triathlon all’età a cavallo tra i 17 e i 18 ed è stato diciamo un passaggio abbastanza naturale. A me piaceva molto nuotare, soprattutto mi piaceva il contesto che aveva creato, appunto Moreno e la compagnia e questo creava aggregazione e creava anche la voglia di nuotare, di sacrificare. Nel momento in cui ho scoperto il triathlon, sicuramente ho scoperto altre due discipline, in particolar modo la corsa, che mi ha diciamo permesso di esplorare ancora di più. Sicuramente il primo amore rimane il nuoto, però anche la corsa, per uno curioso come me, è stato un altro amore, ecco.

Chi riesce a gestire meglio il passaggio da nuoto, ciclismo e corsa al triathlon?

Sicuramente chi proviene dal nuoto, dal mondo del nuoto, probabilmente ha una capacità di approcciare al triathlon, maggiore, perché il nuoto rappresenta uno scoglio importante per chi non sa nuotare. Soprattutto quando l’età avanza, la possibilità di adattarsi, imparare a nuotare è sempre più difficoltosa. Quindi sicuramente chi sa nuotare è avvantaggiato. Però conosco molti non nuotatori che hanno saputo nuotare, adattarsi e diventare atleti di alto livello.

Sport a parte hai sempre avuto 2 passioni: la prima è la tutela dell’ambiente. ci racconti la tua esperienza su questo fronte?

La tutela dell’ambiente è sicuramente parte integrante del mio cammino agonistico. Fa parte un po della mia etica morale. Poi nessuno è perfetto. Però sicuramente è una rappresentazione del rispetto che hai per te stesso. L’ambiente che ti circonda è un po un riflesso del rispetto che hai verso di te, quindi sicuramente saper rispettare l’ambiente è anche un modo per rispettare se stessi.

La seconda passione è Polignano. Che rapporti hai con questa città?

Beh, sicuramente Polignano è una cittadina fantastica perché è una città incastonata nella natura, con i suoi scorci, soprattutto uno in particolare. È molto bella, molto caratterizzante. Diciamo che la mia esperienza con Polignano è stata sempre legata al triathlon, grazie a Domenico Lippolis che aveva organizzato Calaponte, che era una gara che si faceva lì e lì ho avuto la possibilità di conoscere ancora meglio Polignano, ma comunque, diciamo, la Puglia è sempre stato un paese del Sud che ho bazzicato molto più di tutto il resto.

L’alimentazione è molto importante nel triathlon ma se potessi sgarrare con quale piatto lo faresti? Magari dicci un piatto veneto e uno pugliese

Allora in questo caso diciamo che per me l’alimentazione è molto importante ed è legata anche, non solo alla qualità ma anche alla quantità. Un piatto veneto che mi piace è sicuramente pasta e fagioli, che è un piatto povero, semplice, però mi piace perché è gustoso. E poi della Puglia ci sono i panzerotti, che sono fantastici e sono molto, molto buoni.

Hai mai avuto momenti di sconforto durante una gara? se si ce lo puoi raccontare?

Ho avuto momenti di sconforto in gara. Capita spesso, nel senso che le gare purtroppo non sono mai perfette. Ci sono delle gare che ci mettono in difficoltà, mi mettono in difficoltà. L’anno scorso, per esempio, durante il campionato del mondo, ho dovuto affrontare una gara molto sottotono dove il mio…Il mio dialogo interiore l’ha fatta un po da padrona e dove ho dovuto cercare di gestire questo sconforto, questa delusione, tristezza.

Hai un sogno nel cassetto?

Sicuramente sì. Ho ancora un sogno nel cassetto, che è molto legato al migliorare le mie capacità. Vincere un mondiale o comunque vincere una medaglia …molto importante.È sempre il sogno nel cassetto che tengo e che spero un giorno di realizzare.

Quali sono gli appuntamenti per questo 2024?

Sicuramente Gran Canaria ad aprile, che sarà un Challenge media distanza come quello che hanno fatto spesso a borgo Egnazia e poi devo ancora decidere la parte, diciamo, intermezza della stagione. Sicuramente, poi a fine stagione c’è il campionato del mondo di mezzo Iron Man In Nuova Zelanda, dove vorrò essere lì a a giocare le mie carte.

Cosa farai quando smetterai di fare l’atleta? resterai in questo mondo o cambierai strada?

Questa è una bellissima domanda che in qualche maniera sto cercando di rispondere ma che mi vede molto proiettato sul futuro, con tante idee. Sicuramente mi piacerebbe rimanere legato al mondo sportivo, soprattutto nell’ambito della crescita psico-emotiva dello sport, che secondo me è una cosa molto sottovalutata, ma anche nell’ambito della crescita personale, con commentoring, ecco.

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Informatico, sindacalista, appassionato di politica e sportivo