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Editoriale

Trump è una fortuna per l’europa

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credit foto E’ veramente sorprendente come velocemente vengono a galla le bugie e le ipocrisie dei governanti che non avendo più, come una volta, la possibilità di non spiegare, di non dichiarare, di non chiarire, si aggrappano al muro del pozzo in cui stanno cadendo sperando che le unghie della disinformazione siano tanto forti da evitare di schiantarsi sul fondo. E’ il caso del ReArm Europe presentato da tutti i giornali e da quasi tutti i leader, esclusi quelli della vera sinistra, come l’emergenza continentale per l’imminenza e l’ineluttabilità di una guerra con la Russia. Il 24 e 25 giugno 2025 alla riunione NATO Rutte e gli altri leader europei, con in testa la Meloni, hanno mandato in scena la ignominiosa fiera delle menzogne, dalla vanità , dell’adulazione e del servilismo verso Trump. La guerra con la Russia era dietro l’angolo e bisognava armarsi e tenere agganciati gli Stati Uniti al sistema militare europeo. Scrissi 1) su questo giornale che era tutto inutile e i fatti che sono avvenuti mi hanno dato ragione. L’intero circo mediatico, industriale e militare rappresentato da quei leader che purtroppo sono ancora tutti in carica, anche se votati da pochi, hanno continuato a martellare con la disinformazione le opinioni pubbliche per convincerla che tocca mettere mani alle pensioni, ai diritti, alla scuola, alla sanità, alle infrastrutture, al debito pubblico per effettuare un “salto di qualità, se non volete parlare russo, nella difesa impegnandoci ad aumentare la spesa militare dall’attuale 2,1% a ben oltre il 3,5% che ci chiede Trump”. Il crollo delle illusioni Ora tutta questa impalcatura di menzogne sta venendo giù sotto il peso dell’evidenza che il vero pericolo per l’Europa viene oltre che dai fascisti russi, soprattutto dal nostro più caro amico e alleato: gli Stati Uniti. A differenza delle precedenti amministrazioni americane che si sono succedute dal 2000 in poi e che già da tempo chiedeva un maggiore impegno militare dell’Europa, ma sempre in una cornice di contrapposizione con la Russia, Trump nel solco del pensiero di Kissinger ritiene che per agli Stati Uniti sia più comodo non una contrapposizione ma il ripristino delle sfere di influenza concordato con tra Cina, Russia e Stati Uniti che restano in competizione ma non in contrapposizione. Partendo da questo disegno, secondo molti analisti concordato con Putin e Xi Jinping, gli Stati Uniti stanno ripristinando la loro sfera di influenza su tutto il continente pan-americano, che va dall’Alaska a Capo Horn mettendo sotto assedio il Venezuela, Cuba, Panama pretendendo di annettere la Groenlandia e tenendo sotto tiro tutti gli stati centro e sud americani. La prima conseguenza è l’uscita o un forte disimpegno dal continente europeo e quindi dalla NATO che creata dagli USA come difesa dall’Unione Sovietica non ha più ragione d’essere se la Russia non è più un nemico. Il salto di qualità che ha messo a nudo la realtà è avvenuto sia con l’attacco al Venezuela che con la pretesa annessione della Groenlandia, che appartiene alla Danimarca membro della NATO. L’Europa non viene sbertucciata e offesa tutti i giorni da Putin ma dai leader dell’amministrazione e del mondo MAGA. Sono molte le citazioni del circo di Trump e dei suoi uomini sull’Europa degli scrocconi, le ultimissime di questi giorni , Trump in una intervista a FOX News a proposito dell’invio di truppe NATO in Afghanistan dopo l’11 settembre: ” diranno che hanno mandato delle truppe in Afghanistan, e l'hanno fatto, sono rimasti un po' indietro, un po' lontani dalle prime linee". Ignorando, come quasi sempre gli succede, il fatto che 800 soldati europei hanno perso la vita in quel intervento: Regno Unito 457, la Francia 90, Germania 62, Italia 53. Sempre di questi giorni l’intervista di Repubblica a Steve Bannon, che capisce più di bourbon che di geopolitica, che riferendosi non si capisce bene se all’Italia o direttamente alla ex “fantastica alleata” Meloni, usa toni durissimi contro il governo italiano, la Nato, per l’ipotesi di un ridimensionamento della presenza delle agenzie di sicurezza statunitensi alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. “Citami letteralmente: ..fuck you”, dice Bannon, rivendicando senza attenuazioni la sua posizione. Per Bannon, il tema va ben oltre la questione sulla presenza delle agenzie di sicurezza americane: “non è solo per l’Ice: gli Usa forniscono un massiccio aiuto per la vostra generale sicurezza. Se non lo volete, lo togliamo, tanto siete scrocconi che vi approfittate di noi” e rincara la dose “Non dovremmo mandare l’Ice, l’Fbi, il Dhs, così non avreste protezione da tutti i cattivi soggetti e i terroristi che avete fatto entrare. Meglio così, risparmiamo soldi”. Carney: siamo in presenza di una rottura Nel suo intervento molto apprezzato a Davos il primo ministro canadese Carney è stato chiarissimo: “non siamo in un periodo di transizione ma di rottura dell’intero ordine mondiale. Non sappiamo quando e come ne usciremo, se le medie potenze vorranno avere un futuro dovranno accordarsi sui sistemi di difesa comuni che non sono solo militari ma anche politici, economici e diplomatici” Ottima come dichiarazione velleitaria per le prospettive. La questione della Groenlandia si è parzialmente e momentaneamente risolta solo per l’iniziativa di Macron, con l’appoggio silenzioso del Cancelliere Metz, e di Starmer, i quali hanno avvisato Trump che se avesse fatto ulteriori pressioni sarebbero scattate le contromisure economiche verso l’economia americana e se non fossero bastate anche le ritorsioni. Il grade merito di Trump per l’ Unione Europea è quello di aver modificato in modo drastico le preferenze delle opinioni pubbliche nazionali. Un sondaggio Gallup (2) di dicembre 2025 conferma che la leadership dell'UE gode di un indice di gradimento medio del 68%, significativamente superiore al 53% della Germania, al 35% degli Stati Uniti e al 46% del proprio Paese. Il medesimo sondaggio, nel 2024, 22 paesi dell'UE su 26 hanno opinioni pubbliche che preferiscono Bruxelles alla propria leadership nazionale, per Irlanda, Germania, Danimarca e Slovacchia l’ apprezzamento è eguale per entrambe. Un vero fallimento per i partiti nazionalisti e anti-europeisti che più si avvicinano al potere più le opinioni pubbliche preferiscono le Istituzioni Comunitarie ai propri governi. Ma anche questo non basta per convincere i governi nazionali a stringere i ranghi e unire meglio forze e risorse. Non si procede in modo convinto verso la creazione di una reale forza armata europea perché, a parte la controinformazione, pochi ritengono la Russia un reale e imminente pericolo, per la pace e la sovranità delle proprie nazioni, esclusa la Polonia e i Paesi Baltici, tale da giustificare una centralizzazione europea con una cessione di sovranità delle proprie scelte militari e strategiche. Simmetricamente prima dell’ azione sul Venezuela e della questione groenlandese si considerava Trump più un tipo strano, folcloristico che pericoloso, attualmente per un sondaggio 2026 di Radar SWG, Trump è ritenuto dal 56% un pericolo tanto quanto Putin (61%). Xi Jinpng è al 20%. E’ auspicabile che le opinioni pubbliche fiutando il pericolo degli imperialismi di Putin, di Trump di Netanyahu e Xi Jimping si convincano che è meglio condizionare i propri governi nazionali a cedere più sovranità all’Europa soprattutto in materie come la difesa, la sicurezza, le scelte geopolitiche, gli standard di vita e della salute dei cittadini. Spero che questo movimento di opinioni pubbliche continentali impongano ai propri governi di spostare su base europea il progetto di ReArm Europe che attualmente è su base nazionale e contribuisce ad indebitare ulteriormente le finanze pubbliche, aumenta la corruzione e il clientelismo ma serve poco per una reale difesa militare. 27 fanterie, 27 reparti corazzati, 27 aviazioni, 21 marine militari, i governi nazionali pensano veramente di poterci difendere efficacemente in questo modo?. O in Europa siamo realmente in pericolo, e lo siamo, e allora dobbiamo sviluppare velocemente una difesa comune, o non siamo in pericolo e allora niente soldi per le armi. 1) https://ilsud-est.it/esteri/2025/06/30/nato-la-fiera-delle-menzogne-e-del-servilismo/ 2)https://news.gallup.com/poll/657860/member-states-show-strong-support-brussels.aspx

Di Fulvio Rapanà

E’ veramente sorprendente come velocemente vengono a galla le bugie  e le ipocrisie dei governanti che non avendo più, come una volta,  la possibilità di non spiegare, di non dichiarare, di non chiarire, si aggrappano  al muro del pozzo   in cui stanno cadendo sperando che le unghie della disinformazione siano tanto forti da evitare di schiantarsi sul fondo. E’ il caso del ReArm Europe presentato da tutti i giornali e da quasi tutti i leader, esclusi quelli  della vera sinistra, come l’emergenza continentale per l’imminenza e l’ineluttabilità di una guerra con la Russia. Il 24 e 25 giugno 2025 alla riunione NATO Rutte  e gli altri leader europei, con in testa la Meloni,  hanno mandato in scena la ignominiosa fiera delle menzogne, dalla vanità , dell’adulazione e del servilismo verso Trump. La guerra con la Russia era dietro l’angolo e bisognava armarsi e tenere agganciati gli Stati Uniti al sistema militare europeo. Scrissi su questo giornale che era tutto inutile e i fatti che sono avvenuti mi hanno dato ragione.    L’intero circo mediatico, industriale e militare rappresentato da quei leader che purtroppo sono ancora tutti in carica, anche se votati da pochi,  hanno continuato a martellare con la disinformazione le opinioni pubbliche  per convincerla che tocca mettere mani alle pensioni, ai diritti, alla scuola,  alla sanità, alle infrastrutture, al debito pubblico per effettuare  un “salto di qualità,  se non volete parlare russo, nella  difesa  impegnandoci ad aumentare  la spesa militare dall’attuale 2,1% a ben oltre il 3,5%  che ci chiede Trump”.     

Il crollo delle illusioni  

Ora tutta questa impalcatura di menzogne sta venendo giù sotto il peso  dell’evidenza che il vero pericolo per l’Europa viene oltre che  dall’autocrazia russa,  soprattutto dal nostro più caro amico e alleato: gli Stati Uniti.  A differenza delle precedenti amministrazioni americane che si sono succedute dal 2000 in poi  e che già da tempo chiedeva un maggiore impegno militare dell’Europa, ma sempre in una cornice di contrapposizione con la Russia,  Trump nel solco del pensiero di Kissinger ritiene che per agli Stati Uniti sia più comodo non una contrapposizione ma il  ripristino delle sfere di influenza concordato con tra Cina, Russia e Stati Uniti che restano in competizione ma non in contrapposizione. Partendo da questo disegno, secondo molti analisti concordato con Putin e Xi Jinping,   gli Stati Uniti stanno ripristinando la loro sfera di influenza su tutto il continente pan-americano, che va dall’Alaska a Capo Horn mettendo sotto assedio il Venezuela, Cuba, Panama pretendendo di annettere la Groenlandia e tenendo sotto tiro tutti gli stati centro e sud americani. La prima conseguenza è l’uscita o un forte disimpegno dal continente europeo e quindi dalla NATO  che creata dagli USA come difesa dall’Unione Sovietica non ha più ragione d’essere se la Russia non è più un nemico. Il salto di qualità che ha messo a nudo la realtà  è avvenuto sia con l’attacco al Venezuela che con la pretesa annessione della Groenlandia, che appartiene alla Danimarca membro della  NATO.  L’Europa non viene sbertucciata e offesa tutti i giorni da Putin ma dai leader dell’amministrazione e del mondo MAGA. Sono molte le citazioni del circo di Trump e dei suoi uomini  sull’Europa degli scrocconi, le ultimissime di questi giorni , Trump in una intervista a FOX News a proposito dell’invio di truppe NATO in Afghanistan dopo l’11 settembre: ” diranno che hanno mandato delle truppe in Afghanistan,  e l’hanno fatto, sono rimasti un po’ indietro, un po’ lontani dalle prime linee”. Ignorando, come quasi sempre gli succede, il fatto che 800 soldati europei  hanno perso la vita in quel intervento:  Regno Unito 457, la Francia 90, Germania 62,  Italia 53. Sempre di questi giorni  l’intervista di Repubblica  a Steve Bannon,  che capisce più di bourbon che di geopolitica, che  riferendosi non si capisce bene se all’Italia o direttamente alla ex “fantastica alleata” Meloni,  usa toni durissimi contro il governo italiano, la Nato, per  l’ipotesi di un ridimensionamento della presenza delle agenzie di sicurezza statunitensi alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. “Citami letteralmente: ..fuck you”, dice Bannon, rivendicando senza attenuazioni la sua posizione. Per Bannon, il tema va ben oltre la questione sulla presenza delle agenzie di sicurezza americane: “non è solo per l’Ice: gli Usa forniscono un massiccio aiuto per la vostra generale sicurezza. Se non lo volete, lo togliamo, tanto siete scrocconi che vi approfittate di noi” e rincara la dose  “Non dovremmo mandare l’Ice, l’Fbi, il Dhs, così non avreste protezione da tutti i cattivi soggetti e i terroristi che avete fatto entrare. Meglio così, risparmiamo soldi”.

Carney: siamo in presenza di una rottura

Nel suo intervento molto apprezzato a Davos il primo ministro canadese Carney  è stato chiarissimo: “non siamo in un periodo di transizione ma di rottura dell’intero ordine mondiale. Non sappiamo quando e come ne usciremo, se le medie potenze vorranno avere un futuro dovranno accordarsi sui sistemi di difesa comuni che non sono solo militari ma anche politici, economici e diplomatici”  Ottima come dichiarazione velleitaria per le prospettive. La questione della Groenlandia si è parzialmente e momentaneamente risolta solo per l’iniziativa di Macron, con l’appoggio silenzioso del Cancelliere Metz,  e di Starmer, i quali hanno avvisato Trump che se avesse fatto ulteriori pressioni sarebbero scattate le contromisure economiche verso l’economia americana e se non fossero bastate anche le ritorsioni.     Il  grande merito di Trump per l’ Unione Europea è quello di aver modificato  in modo drastico le preferenze delle opinioni pubbliche nazionali. Un sondaggio Gallup (2) di dicembre 2025  conferma che la leadership dell’UE  gode di un indice di gradimento medio del 68%, significativamente superiore al 53% della Germania, al 35% degli Stati Uniti e al 46% del proprio Paese. Il medesimo sondaggio, nel 2024,  22 paesi dell’UE su 26 hanno opinioni pubbliche che preferiscono  Bruxelles alla propria leadership nazionale, per  Irlanda, Germania, Danimarca e Slovacchia l’ apprezzamento è eguale per entrambe. Un  vero fallimento per i partiti nazionalisti e anti-europeisti che più si avvicinano al potere più le opinioni pubbliche preferiscono le Istituzioni Comunitarie ai propri governi.  Ma anche questo non basta per convincere i governi nazionali a stringere i ranghi e unire meglio forze e risorse. Non si procede in modo convinto verso la creazione di una reale forza armata europea perché, a parte la controinformazione,  pochi ritengono la Russia un reale e imminente pericolo, per la pace e la sovranità delle proprie nazioni,  esclusa la Polonia e i Paesi Baltici, tale da giustificare una centralizzazione europea con una cessione di sovranità delle proprie scelte militari e strategiche. Simmetricamente prima dell’ azione sul Venezuela e della questione groenlandese si considerava Trump più un tipo strano, folcloristico  che pericoloso, attualmente  per un sondaggio 2026 di Radar SWG, Trump è ritenuto dal 56% un pericolo tanto quanto Putin (61%). Xi Jinpng è al 20%.                                                                                   

 E’ auspicabile che le opinioni pubbliche fiutando il pericolo degli imperialismi di  Putin, di Trump di Netanyahu e Xi Jimping  si convincano che è meglio condizionare i propri governi nazionali a cedere più sovranità all’Europa soprattutto in materie come la difesa, la sicurezza, le scelte geopolitiche, gli standard di vita e della salute dei cittadini. Spero che questo movimento di opinioni pubbliche continentali impongano ai propri governi di spostare su base europea il progetto di  ReArm Europe che attualmente è su base nazionale e contribuisce ad indebitare ulteriormente le finanze pubbliche, aumenta la  corruzione e il clientelismo ma serve poco per una reale difesa militare. 27 fanterie, 27 reparti corazzati, 27 aviazioni, 21 marine militari, i governi nazionali pensano  veramente di poterci difendere efficacemente in questo modo?. O in Europa siamo realmente in pericolo, e lo siamo, e allora dobbiamo sviluppare velocemente una difesa comune, o non  siamo  in pericolo e allora niente soldi per le armi.

1) https://ilsud-est.it/esteri/2025/06/30/nato-la-fiera-delle-menzogne-e-del-servilismo/

2)https://news.gallup.com/poll/657860/member-states-show-strong-support-brussels.aspx