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Esteri

Fino alla morte dell’”Ultimo Ucraino”

Terminata la discussione all’ultimo Consiglio Europeo del 2023, Zelensky rientra in patria e porta in dote il nulla.

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Di Stefano Orsi

Aree di crisi nel mondo n. 184 del 17/12/23

Kiev

Terminata la discussione all’ultimo Consiglio Europeo del 2023, Zelensky rientra in patria e porta in dote il nulla.

La dolce menzogna della negoziazione dell’ingresso dell’Ucraina nella UE è davvero paradossale.

Un Paese in guerra, che sta perdendo la guerra, viene illuso di entrare a far parte, in un futuro incerto, della UE.

Il negoziato da forse garanzie di ingresso di un paese nell’Unione? No chiaramente.

Il negoziato è l’inizio di un processo, anche molto lungo.

“Questo negoziato contribuisce a preparare il candidato alla futura adesione, si concentra sull’adozione del diritto consolidato dell’UE e sull’attuazione delle necessarie riforme in ambito giudiziario, amministrativo ed economico.” (dal sito del Consiglio Europeo).

Di fatto, come si legge, è l’avvio di un processo che non indica la sua eventuale conclusione temporale, ne tanto meno il suo esito.

Volendo pensare molto male del Consiglio Europeo, potrei dire che abbiano usato questo espediente per rinviare “sine Die” il no definitivo all’ingresso di Kiev nella UE, magari sperando che, vincendo la Russia, questa imponga di non entrare nella UE come clausola della resa di Kiev.

Politicamente e strategicamente alla prosecuzione del conflitto, il Consiglio Europeo non aveva che questa scelta come opzione.

Dopo aver proferito tante promesse al Popolo Ucraino perchè accettasse di entrare in questo conflitto con la Russia, ora sarebbe stato impossibile, a conflitto in corso, palesarsi come truffatori meschini e codardi.

Molto meglio tergiversare, lasciare la “lepre” davanti ai levrieri da corsa e lasciare che la inseguano all’infinito girando attorno all’ovale del cinodromo.

Allo stesso modo lasciano loro aperto il sogno di entrare un giorno nella UE, di ricevere fiumi di miliardi che migliorino la loro vita…

Videro in passato la vicina Polonia ricevere questi fondi, a loro preclusi, e sperano un giorno di sostituirsi a loro…

Qui iniziano i problemi per Kiev.

Molti Paesi dell’est hanno basato la loro prosperità sui fondi della UE, sono di fatto percettori netti dei fondi, ovvero versano meno, a volte molto meno, di quanto ricevono poi da Bruxelles.

Tra questi la Polonia, l’Ungheria e diversi altri Paese, che hanno una cosa in comune tra loro, sanno fare molto bene i conti.

L’ingresso di Kiev sposterebbe molto questo equilibrio e alcuni paesi vedrebbero ridotti di molto i fondi da loro ricevuti ed altri diverrebbero addirittura contributori netti.

Chiaramente questa situazione è un validissimo argomento perchè, una volta che arrivasse la decisione da prendere, alcuni semplicemente potrebbero dire NO e chiudere la questione dell’ingresso di Kiev.

L’Ucraina non mi pare risponda ad alcuno dei criteri di ingresso nella UE, di fatto avrebbe dovuto essere rigettata la sua domanda di adesione, ma chi sarebbe poi andato a spiegarlo ad un Paese in guerra che crede di agire nei propri interessi difendendo il suo ingresso, promesso, nella UE?

Ecco spiegato in poche parole perchè il negoziato non sia una vittoria per Kiev ma per coloro che intendono procrastinare la fine del conflitto alla morte “dell’Ultimo Ucraino”.

Fondi all’Ucraina

Dal lato concreto, invece, esaminiamo una situazione meno allettante per Kiev, di fatto il Consiglio Europeo ha bloccato i 50 miliardi di fondi per Kiev, e negli USA hanno bloccato, per mancanza di accordo, i 60 miliardi di dollari che Zelensky aspettava.

110 miliardi attesi non arriveranno.

Questo fatto vale molto più di mille discorsi e inizi di negoziati di cui hanno scritto in questi giorni.

Nei prossimi mesi, senza questi fondi lo stato ucraino rischia il collasso.

Le immagini arrivate da Chernikov  https://t.me/OrdEvG/26395 in cui la popolazione si accalca attorno ai camion che distribuiscono pane in un paese che esporta enormi quantità di grano lasciano letteralmente attoniti. Ci si domanda, se manchi il pane o i soldi per comprarlo nella popolazione di uno stato ormai senza più una economia attiva.

Situazione sui fronti

Cherson,

Anche il NY Times si accorge della folle impresa ucraina presso Krinky, chi ci segue sa già tutto su questa località dove la testa di ponte ucraina si è trasformata da subito in una macello di soldati ucraini.

Sottoposti a continui bombardamenti e impossibilitati ad avanzare, nemmeno loro comprendono cosa debbano fare se non cercare di tornare all’altra riva vivi.

Attraversano il fiume con minuscole imbarcazioni, molte di queste vengono colpite dai droni russi, i soldati carichi di equipaggiamento, si inabissano nelle acque gelide del fiume e non ne riemergono più.

https://www.nytimes.com/2023/12/16/world/europe/ukraine-kherson-river-russia.html

Marinka e Novomikailovka

Il forcing russo prosegue, i risultati si vanno concretizzando, a sud di Novomikailovka sono ormai arrivati nelle vicinanze della cittadina, a est sono vicini, e nel contempo bombardano le posizioni ucraine al suo interno.

Su Marinka procedono verso ovest, una colonna ucraina è stata distrutta con pesanti perdite, non si erano accorti che la loro destinazione fosse già in mano russa e sono caduti in una imboscata.

Avdeevka

I progressi maggiori da parte russa si sono avuti nella parte sud, dove hanno stabilito un buon controllo tra il cumulo di terra da miniera e l’inizio dell’abitato di Avdeevka.

A nord proseguono i pesanti combattimenti con uso anche di mezzi da ambo le parti.

Artemovsk (Bakmut)

Questo è il fronte dove maggiormente si vedono le difficoltà ucraine.

I Russi stanno avanzando su posizioni importanti ovunque.

Sopra a Klishkeevka, nel settore sud, hanno conquistato la zona trincerata sulle alture che dominano il villaggio, ora stanno rafforzando anche la loro posizione a nord di questa.

Questa zona elevata è fondamentale per prendere il villaggio appena sotto di essa.

Anche su Kromovo sono state guadagnate posizioni in quota migliore, si preparano a muovere lungo i fianchi del villaggio strategico di Bogdanovka, essenziale per raggiungere Chasov Yar.

Anche a Nord di Bogdanovka è in corso un bombardamento preparatorio ad un attacco russo.

Nel settore nord di Artemovsk, nel settore di Sacco e Vanzetti, i Russi muovono in direzione di Siversk, prendono ogni giorno una trincea o una posizione ucraina, preparando l’attacco ad alcune posizioni forti degli ucraini, quali Fedorovka, Rezdolovka e Vesele.

Kupyansk

Il settore di Sinkovka è sempre più in bilico, affrontando anche le perdite necessarie, i Russi hanno spinto la loro azione fino al limitare del villaggio , ora hanno preso la periferia e cercano di stabilizzare il fronte, nel contempo tentano di scendere più a sud sul fianco lungo la foresta che fiancheggia il villaggio. È possibile che i giorni di Sinkovka in mano ucraina siano contati.

Pioggia di Khinzal

In questi giorni si sono susseguiti gli attacchi russi con missili.

In particolare l’uso dei missili ipersonici Khinzal avrebbe causato danni significativi in almeno due episodi.

Sarebbe stata distrutta nei pressi di Zhitomir il modulo di comando e il radar di una batteria antiaerea donata dalla Germania e ritirata da Kiev temendone l’individuazione da parte russa, avevano ragione infatti.

Assieme a questa sarebbero stati distrutti anche i missili in stoccaggio di riserva, circa 240 di questi, tra stoccaggio e pronti al fuoco.

Possibile che fossero all’interno di bunker protetti.

Queste cifre, se confermate rappresenterebbero una perdita irreparabile.

A Starokonstantinov sono stati distrutti i depositi di carburante per i caccia.

Riporto i report secondo i quali presso Starokonstantinov sarebbe anche stato colpito un bunker comando con alti ufficiali ucraini al suo interno, di questi 28 sarebbero deceduti ed alcune altre decine invece, feriti.

Tali voci riportano la presenza di ufficiali di qualche vicino Paese NATO, ma mancano i riscontri.

L’Ucraina sta iniziando a fare ampio uso di droni economici e a lunga gittata, sulla scia dei geran 2, finora ne hanno lanciati un centinaio, la maggior parte di questi è stata abbattuta.