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Fabio Ceraulo presenta il libro Falconera Spazio Cultura

Fabio Ceraulo, autore palermitano, pubblica libri dal 2012, dopo un trascorso lavorativo nel settore turistico e alberghiero.

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Fabio Ceraulo

di Fabia Tonazzi

photo: pressoffice

Fabio Ceraulo, scrittore siciliano ci presenta il suo ultimo libro Falconera.

Sicilia, 1860. A Falconera, una contrada di campagna immersa tra i pini, sul colle che sovrasta Castellammare del Golfo, la gente ha saputo dell’arrivo di Garibaldi, un evento che dovrebbe determinare il cambiamento epocale che i “galantuomini” della comunità attendono per capire da che parte schierarsi. Qui si intrecciano le vicende di vari personaggi, tra cui il ricco possidente don Faro, un uomo tormentato dai ricordi, gli arrivisti Francesco e Bartolomeo, l’umile famiglia Romano, la levatrice Francesca Galante, don Benedetto, il parroco impegnato a sfamare i poveri e l’avvocato Oliveri, di idee rivoluzionarie. Nella piccola comunità il passaggio dai Borbone ai Savoia e le nuove leggi alimenteranno dei contrasti, determinando un crescente malessere che coinvolgerà tutti quanti, senza distinzione di ceto sociale, trasformandolo presto in una polveriera pronta a esplodere.


Fabio Ceraulo, autore palermitano, pubblica libri dal 2012, dopo un trascorso lavorativo nel settore turistico e alberghiero.

E’ un appassionato di storia, specialmente quella della sua città che finora è stata protagonista dei suoi scritti, tranne il nuovo romanzo “Falconera” che è ambientato comunque in Sicilia. Il lettore attraverso Falconera scopre quest’altra pagina di storia “nascosta” che ha fatto riflettere e persino arrabbiare lo stesso autore. Fabio Ceraulo ha sentito il bisogno di scrivere costruendo un romanzo che abbinasse un settanta per cento di verità e il resto di fiction, portando sempre il massimo rispetto per i fatti e i personaggi storici coinvolti.

Di cosa si occupa l’autore del libro Fabio Ceraulo?


Ormai mi occupo quasi esclusivamente di scrittura e di organizzare qualche evento culturale. Entrambi gli aspetti mi piacciono molto, anche se la scrittura non viene presa in considerazione come un lavoro nel senso più stretto del termine. Eppure, per il romanzo che è appena uscito, ho impiegato, con alti e bassi, quasi cinque anni prima di poter mettere la parola “fine”.

Ti identifichi con un personaggio in particolare del tuo libro o no?


In linea di massima, no. Ma il novanta per cento dei personaggi di “Falconera” è ricco di valori umani che dovrebbero essere cari a tanti di noi.

Credi che ci sia spazio nella società attuale per i protagonisti di Falconera o si troverebbero spiazzati?


Vivo in una terra in cui certi valori sono stati calpestati per secoli. Paradossalmente, i personaggi meno “buoni” del nuovo romanzo potrebbero trovare una collocazione nella società moderna più degli altri. La figura del parroco, invece, la vedo molto vicina a figure che hanno combattuto la criminalità pagando un prezzo molto alto, penso a individui come padre Pino Puglisi o Peppino Impastato.

La cultura e i libri…

Hai un riferimento in politica o nella società attuale che ti ispira fiducia?

Un tempo, la politica mi interessava, oggi molto meno. A ogni chiamata alle urne sta diventando sempre più difficile scegliere dove apporre la croce per il voto. Un personaggio pubblico che seguo molto è lo storico Alessandro Barbero, uno dei più grandi affabulatori che ho mai visto. La sua vasta cultura e la passione danno grande stimolo per continuare il mio lavoro.

Credi che si potrebbe fare di più in merito alla sensibilizzazione dei giovani nei confronti di eventi culturali o sei soddisfatto come scrittore?


Per i ragazzi la motivazione deve partire in primis dalla famiglia e poi dalla scuola. Avendo sposato una insegnante, vedo ogni giorno le difficoltà di questa categoria a confrontarsi con i giovani, la cui indolenza o il disinteresse è sintomo di malesseri interni alle famiglie. La cultura deve essere sostenuta da tutti, non solo dagli artisti che la propongono, ma soprattutto da coloro che ne devono usufruire. Come scrittore, penso che il nuovo romanzo, “Falconera”, sia la cosa migliore che ho pubblicato finora, ogni rigo è frutto di sudore, riflessione, confronto e momenti di amarezza alternati a quelli di esaltazione. Da autore, mi auguro sempre di migliorare e poter dire la stessa cosa per il prossimo libro.

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