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29 Giugno 2026

Socialismo della Generazione Z

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Credit foto https://www.reddit.com/r/economy/comments/1u10zbr/the_spectre_of_gen_z_socialism_is_haunting_the/?tl=it

Di Fulvio Rapanà

In America e in Europa, poco o nulla in Italia, si va affermando una nuova forma di progressismo urbano, di sinistra, che i media anglosassoni definiscono socialismo della Generazione Z. Non tutti i suoi esponenti di spicco sono giovani. Alcuni, come Zack Polanski del Partito Verde britannico e Zohran Mamdani, il neo-sindaco di New York, sono stelle nascenti, altri come Bernie Sanders sono presenti sulla scena politica da decenni. Il loro successo  che possiamo definire travolgente parte da  rivendicazioni reali poco ideologiche: dall’inaccessibilità degli alloggi ai timori legittimi sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro; che la crescita economica apporti ben poco alla gente comune, che la spesa pubblica possa essere finanziata da tasse più elevate ai più ricchi e che il mercato debba essere tenuto a freno anche con un controllo sui prezzi. Sono tutte rivendicazioni  il cui successo in città simbolo come Londra, New York e Washington ha messo in allarme non solo il mondo conservatore ma anche i centristi del partito democratico. Il socialismo è cambiato. I progressisti di sinistra, è bene precisarlo perché anche gli uomini di punta del mondo tech si dichiarano “progressisti ma non di sinistra”, di oggi hanno abbandonato i vecchi presupposti ideologici dei loro predecessori in favore di politiche sociali ben individuate : congelare gli affitti, riducete le bollette, proteggete il mio lavoro! e,  per finanziare tutto, tassare i ricchi. E’ un movimento che  da New York a Londra sta conquistando voti concreti, e i protagonisti affermano che  siamo solo all’inizio di questa nuova marea . Il sindaco di New York, la città più grande degli Stati Uniti, è un socialista democratico. Un altro potrebbe diventare il sindaco di Los Angeles, la seconda città più grande del paese. Il sindaco di Seattle è un socialista. E l’anno prossimo, è quasi certo che un socialista democratico occuperà la carica di sindaco di Washington, DC, a 15 minuti a piedi dalla residenza del presidente Trump alla Casa Bianca. Si parte da New York e dalle città per  arrivare al congresso. Questa settimana i candidati di sinistra hanno conquistato tre seggi alla Camera dei Rappresentanti di New York, tradizionalmente roccaforti dei Democratici centristi , una vittoria clamorosa che ha rovesciato due potenti deputati uscenti.  In un momento molto difficile per la classe media americana, e con l’aumento esponenziale dei poveri, molti cominciano  a interessarsi ai  i punti politici, economici e sociali che contraddistinguono questi nuovi candidati socialisti.  L’impronta comune dei socialisti democratici è quella di politiche che tendono a favorire il funzionamento all’interno del sistema capitalistico con aggiustamenti e correzioni piuttosto che il suo controllo per il principio che “il mercato non correggerà mai in meglio i difetti del sistema capitalistico “.

Porre fine alle guerre imperialiste                                                                               

Saranno socialisti democratici ma il primo punto politico li avvicina molto a Vladimir Ilʹič (Lenin) e Rosa Luxemburg: la fine delle guerre . Gli Stati Uniti dal 1945 ad oggi hanno scatenato più di una decina di conflitti su larga scala più circa 100  operazioni militari minori quasi sempre a scopi di competizione imperialistica. L’espressione  “Repubblica delle banane” fa riferimento ai colossi americani come la United Fruit Company (poi diventata Chiquita) che controllavano gran parte dell’economia centroamericana. Quando un governo locale provava a tassare o a nazionalizzarle,  queste aziende, per tutelare i propri affari, facevano  intervenire o i marines oppure i militari locali con colpi di stato. Uno degli ultimi e il più clamoroso è stato il colpo di Stato in Cile dell’11 settembre 1973 organizzato e appoggiato dalla CIA per proteggere le due aziende americane che estraevano rame:  la Anaconda Copper Mining Company e la Kennecott Utah Copper Corporation, dalla “possibile” nazionalizzazione del governo Allende. Tutte guerre costate montagne di denaro pubblico che hanno avuto pochissime ricadute per la gran parte dei cittadini americani. 

Porre fine agli aiuti militari incondizionati a Israele                                                                                 

Il risultato politico più rilevante delle primarie di martedì a New York è stata l’indicazione  precisa e inequivocabile delle nuove leve al Partito Democratico: togliere il sostegno ad Israele. I socialisti democratici hanno vinto agevolmente questa battaglia ideologica, dato che la ferma opposizione al proseguimento degli aiuti militari e diplomatici a Israele è avallato dall’82% della base democratica . Brad Lander, ex revisore dei conti di New York, ebreo, contrario al governo di Israele,  ha sconfitto il deputato Dan Goldman, pro-Israele  con oltre 30 punti percentuali di vantaggio. Nella città più “ebraica” degli Stati Uniti questa comunità ha votato in maggioranza per Lander.  I Democratic Socialists of America (DSA), un’organizzazione politica i cui membri pagano una quota associativa e sono organizzati attorno a un ampio programma politico, affermano di “sostenere la piena libertà e l’autodeterminazione del popolo palestinese, compresa la fine della colonizzazione e dell’occupazione israeliana di tutte le terre arabe, l’uguaglianza e il diritto di tutti i rifugiati a tornare alle proprie case e proprietà”.

Ampliare la rete di sicurezza sociale                                                         

Assistenza all’infanzia; la scuola materna e l’istruzione superiore pubblica sono considerate un bene collettivo e dovrebbero essere completamente gratuite e finanziate dallo Stato. Sostengono inoltre il controllo universale degli affitti e desiderano che ogni lavoratore abbia diritto a un congedo parentale retribuito.                                                                  

Garanzia di assistenza sanitaria gratuita

La DSA vuole creare un unico programma nazionale gestito dal governo che fornisca assistenza sanitaria essenziale a tutti. Molti socialisti democratici vorrebbero vedere l’assicurazione privata completamente eliminata. In un sistema socialista democratico, come quello a lungo auspicato da Sanders, quasi tutto ciò verrebbe sostituito dalla spesa federale. Non c’è consenso su quanto costerebbe un sistema del genere al governo federale, né su come verrebbe finanziato  ma la maggioranza dei democratici ritiene, soprattutto dopo la riforma fiscale di Trump “One Big Beautiful Bill”  strutturata per tagliare le tasse ai ceti più abbienti e alle grandi imprese, che  la strada da seguire è                                                                                                                                                      Tassare i ricchi                                                                                        

 I sostenitori del socialismo democratico affermano che un aumento delle imposte sul reddito per gli americani più ricchi e una riduzione delle spese militari coprirebbero i costi di tutte le riforme sociali.

Aumentare il salario minimo, ridurre la settimana lavorativa                 

Aumento del salario minimo a 18 dollari ora e nell’introduzione di una settimana lavorativa di 32 ore senza riduzione di stipendio o benefit.  

Finanziamento alla politica                               

I sostenitori del movimento si oppongono fermamente a un sistema elettorale che consente un’influenza sproporzionata da parte di aziende e miliardari e  chiedono che il sistema attuale venga sostituito da elezioni finanziate con fondi pubblici.                      

Che futuro per il Partito Democratico                                                                    

Il successo di questi sindaci socialisti che hanno vinto le loro elezioni, contro i candidati del partito,  dice molto sullo stato del Partito Democratico in vista delle elezioni di medio termine di questo autunno. La Harris ha perso le Presidenziali 2024 perché la sinistra non è andata a votare per l’appoggio dato da Biden e dalla sua amministrazione a Israele. Quindi senza di loro non si vince. L’establishment del partito è ancora fortemente moderato e di centro, pro-israele, e contro gli interventi strutturali  nei fattori sociali: “si danno dei contributi ma non si interviene nelle politiche abitative che devono essere disciplinati dal mercato!”. Candidati di centro e moderati del  partito hanno recentemente vinto le primarie di  San Francisco e Filadelfia battendo candidati socialisti moderati. Emily Davies sul NYT scrive: ” le affermazioni di questi sindaci e candidati riflettono nuove  realtà politiche e  tracciano un percorso per il futuro del Partito Democratico. Il successo del socialismo indica che una sinistra in ascesa , un movimento sia generazionale  che politico,  potrebbe avere grandi margini di manovra soprattutto con Trump che non  può fare altro che peggiorare la situazione generale della nazione”.                     

 Trump non se ne andrà                                      

Si illudono. Trump, il trumpismo, il movimento MAGA, le oligarchie tecnologiche e finanziarie,  le lobby sioniste e le correnti “neocon” non lasceranno più il potere. Sono tutti troppo compromessi per tornare in  minoranza rispetto ad un  nuovo presidente  democratico e ad una amministrazione vendicativa che potrebbe usufruire degli stessi poteri per andare oltre Trump per mettere in galera o perseguire centinaia di amministratori  anche utilizzando tutti i file secretati di Epstein. Circolano già voci nell’area democratica di riforme per ribaltare l’attuale maggioranza conservatrice alla Corte Suprema, che non sarebbe più a vita ma con la pensione a 75 anni costringerebbe 5 dei 9 dei giudici a dimettersi sostituiti con nuovi estremamente progressisti. Non succederà. Trump non è un fattore casuale. E’  l’uomo messo lì per portare avanti una politica conservatrice, razziale, oligarchica, confessionale e autoritaria, in  una nazione che secondo chi tira le fila se ne sta andando a fondo per i troppi lacci all’economia e la perdita dell’identità originaria europea rispetto alle nuove identità di origine ispanica e asiatica che nel 2045  rappresenterebbero la maggioranza della popolazione. 

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