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Oasi Culturale

Il Premio Nobel per la letteratura 2022 ad Annie Ernaux.

Benvenuti su “Oasi Culturale”, rubrica de ilsudest.it a cura di Alessandro Andrea Argeri e Sara D’Angelo.
Questa settimana parleremo del Premio Nobel per la letteratura conferito alla scrittrice francese Annie Ernaux.
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di Sara D’Angelo

L’ Accademia di Svezia ha assegnato il Premio Nobel per la letteratura alla scrittrice francese Annie Ernaux. Giovedi 6 ottobre, la notizia è stata ufficializzata dal segretario permanente Mats Malm in diretta streaming mondiale.
E’ un “grande onore” e una “responsabilità”, ha dichiarato nelle prime interviste di rito la scrittrice 82enne dopo aver ricevuto la notizia di aver vinto il prestigioso riconoscimento.
Ad oggi, per la Francia è il 16esimo premio Nobel della letteratura in 121 anni di storia del Premio, privilegio del Paese d’oltralpe al primo posto nella classifica mondiale.
Il Nobel più atteso è stato assegnato alla scrittrice francese con la seguente motivazione: “per il coraggio e l’acutezza clinica con cui svela le radici, gli allontanamenti e i vincoli collettivi della della memoria personale”.
Tra i favoriti Salman Rushdie e Michael Houllebecq, il giapponese Murakami, lo scrittore di 1Q84. Nessun italiano.


Il nostro Paese, però, può vantarsi di un cospicuo elenco di Premi Nobel. Nel 1934 fu la volta di Pirandello, Quasimodo lo vinse nel 1959, Giosuè Carducci nel 1906, Dario Fo nel 1997. Unica donna a vincere l’ambito riconoscimento fu Grazia Deledda, “per la sua ispirazione idealistica, scritta con raffigurazioni di plastica chiarezza della vita della sua isola nativa, con profonda comprensione degli umani problemi”.
“Annie Ernaux scrive, da 50 anni, il romanzo della memoria collettiva e intima del nostro Paese. La sua voce è quella della libertà delle donne e dei dimenticati del secolo”, ha dichiarato il Presidente francese Emmanuel Macron, commentando in un tweet l’assegnazione del premio.


Annie Ernaux è nata a Lillebonne ( Senna Marittima) l’1 settembre 1940, ed è una delle  scrittrici più apprezzate del panorama letterario francese. Dopo la laurea all’Università di Rouen, insegna lettere moderne in un liceo. Dalle sue prime pubblicazioni risulta evidente il suo impegno sociale e politico, colonna centrale nella biografia di una donna che, a partire dagli anni 40, ha vissuto sulla sua pelle tutti i disagi comportamentali ripetuti nelle generazioni. Il successo non si fa attendere perché dalla disamina della vita data alle stampe, perfino il lettore meno accorto, accoglie (senza alcuna possibilità di equivoci) la visione della propria identità riflessa allo specchio del genio letterario.
Annie Ernaux vanta una penna senza filtri sul coraggio di dichiararsi al sè, prima ancora che affidare al giudizio collettivo stereotipi cristallizzati in una piattaforma neutra. In ogni traccia di ricordi personali solcati nelle rughe profonde della memoria, la mano virtuosa dipinge il suo scoramento.
La verità innanzitutto. Oltre il giudizio morale l’esperienza reclama il suo diritto di cantare la pena. Perché fingere? Perché accompagnare con mano il disagio esistenziale nella palude del non ritorno? L’ estro operoso di Annie Ernaux comincia in quel sentire stantio del pudore dei sentimenti troppo chiuso, per troppo tempo.


In Italia, la produzione letteraria della scrittrice è curata dalla casa editrice L’Orma.
Con la pubblicazione dei romanzi “Il posto”, “L’onta”, “Passione semplice”,  “Non sono più uscita dalla mia notte”, l’ascesa letteraria di Annie Ernaux attraversa temi a lei vicini, quali il ritratto incolore della sua famiglia, la sessualità e l’aborto come espressione intellettuale di lotta per i diritti delle donne, l’Alzheimer assassino della madre. Con Annie Ernaux, l’autobiografia diventa strumento sociale di approfondimento delle tematiche che, dal suo vissuto privato, affrontano l’evoluzione dei tempi. Una forma al limite del pittoresco, quella di alimentare la luce flebile della memoria con le lancette ferite dalla vita.

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