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La lunga mano del terrorismo nazista ucraino?

L’attentato contro Dugin ottiene la morte della figlia Darya, uccisa a soli trent’anni. Le tracce ed i precedenti portano ad ambienti di ultradestra vicini a Kiev. I video di spiegazione sulla situazione del conflitto in Ucraina.

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Dugin disperato con le mani alla testa di fronte all'auto in fiamme con sua figlia a bordo

Aree di crisi nel mondo n. 122 del 21-8-2022

L’attentato al filosofo e politico Alexander Dugin

Ieri sera è arrivata la notizia dell’attentato avvenuto nella regione di Mosca.

Darya Dugina, figlia del noto filosofo russo Alexander Dugin, spesso associato erroneamente alla figura del Presidente Putin come sui ideologo o addirittura “braccio destro”, è stata assassinata in un attentato terroristico che , con ogni probabilità aveva come bersaglio suo padre.

Darya Dugina
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Darya era una giornalista, vantava collaborazioni con la Tsargrad TV e la più famosa RT (Russia Today), lavorava con uno pseudonimo, per avere attenzione per il lavoro da lei svolto e non per essere la figlia di… Usava lo pseudonimo di Darya Platonovna per firmare i suoi lavori.

Aveva accompagnato il padre presso il celebre Festival Tradizione, dove aveva tenuto un incontro pubblico ampiamente annunciato sia sui social che dall’organizzazione del festival stesso.

Darya Dugina con il padre Alexander poco prima dell’attentato, immagine di libero uso

Trent’anni, una laurea in filosofia con studi ed approfondimenti sul nostro Gramsci e Heidegger, Darya è stata uccisa con un ordigno sistemato appositamente sulla vettura che guidava, che non era la sua, ma del padre, con quella lo aveva accompagnato al festival e stava tornando a casa da sola.

Alexander Dugin presso il Festival Tradizione poco prima dell’attentato, immagine di libero uso diffusa dal suo canale Telegram

Alexander Dugin rientrava con amici su un’altra vettura, solo il caso lo ha condannato ad una pena peggiore della morte per un padre, sopravvivere alla figlia sapendo di essere stato lui, con ogni probabilità, il vero bersaglio del vile attentato.

Festival Tradizione, l’intervento di Alexander Dugin, immagine scattata probabilmente dalla stessa Darya e diffusa sul web attraverso i canali social del padre, immagine di libero uso.

Darya nella sua breve vita, aveva appena 30 anni, aveva avuto modo di mostrare solo una parte delle sue capacità, donna dal carattere indipendente, persona intelligente e capace, non voleva vivere all’ombra del padre e preferiva trovare da sola la sua strada pur mantenendo stretti legami di affetto e di condivisione di ideali.

Il messaggio del patriarca della Chiesa ortodossa russa ad Aleksandr Dugin: “Caro Alexander Gelevich!
È con profondo dolore che ho ricevuto la notizia della tragica morte di sua figlia. Darya Alexandrovna era conosciuta in Russia e all’estero come una figura pubblica attiva, una brillante giornalista e una ricercatrice scientifica di talento. Essendo l’ere del Suo lavoro, e nonostante la sua giovane età, è riuscita a ottenere un successo significativo nel campo prescelto, guadagnandosi la gratitudine e il rispetto dei colleghi. Nei giorni di difficili prove legate alla perdita di persone care, le parole della Sacra Scrittura suonano come una consolazione: «Se viviamo, viviamo per il Signore; se moriamo, moriamo al Signore, perciò, sia che viviamo sia che moriamo, è sempre del Signore» (Rm 14,8). Possa il misericordioso Signore del Cielo e della Terra riposare l’anima della Sua serva Darya nei villaggi dei giusti e creare per lei una memoria eterna”.

https://t.me/letteradamosca/8542

Veniamo ora all’attentato

La matrice appare sicuramente legata al conflitto bellico in atto tra la NATO, per tramite ucraino, e la Russia.

Kiev smentisce, chiaramente.

Hanno fallito il bersaglio grosso e assassinato una ragazza capace e bella, colpevole solo di essere la figlia di un personaggi molto noto in Russia.

Sui media del mondo non da una bella immagine della loro causa, soprattutto in quei 3/4 di mondo che non appoggiano la “resistenza” ucraina e meno ancora denunciano la Russia o si sognano di porre delle sanzioni contro di essa.

Perchè possono essere stati gli Ucraini, l’ SBU per la precisione, ad organizzare questo attentato terroristico?

L’Ucraina ha già mostrato di avere forti legami in Russia specialmente negli ambienti dell’ultradestra neonazista, che è presente anche in Russia sebbene fortemente osteggiata dal governo del Paese.

Questi ambienti ultra-nazionalisti sono gli stessi sui quali si appoggia il beniamino dei regimi occidentali, lo xenofobo Navalny, spesso presentato come l’oppositore di Putin dai nostri media, dall’alto di quel 2% scarso di consenso ottenuto una sola volta nelle elezioni e mai più raggiunto.

https://t.me/letteradamosca/8544 “DUGIN E LE MINACCE – Aleksandr Dugin (foto) è stato ascoltato dagli investigatori che indagano sull’assassinio di sua figlia Darya. A loro Dugin ha detto di “aver ricevuto negli ultimi tempi via Internet molte minacce da nazionalisti ucraini ma di non aver dato loro alcuna importanza”.”

Non sono poche le operazioni condotte dai servizi di sicurezza russi contro questi gruppi estremisti, l’FSB ( Servizio federale per la sicurezza della Federazione russa, Federál’naja služba bezopásnosti Rossijskoj Federácii ) solo nel dicembre scorso ne arrestarono ben 100 in una sola operazione ( https://www.agenzianova.com/a/61b7d6cc84a163.99509490/3715308/2021-12-13/russia-fsb-arrestati-piu-di-100-neonazisti-che-preparavano-attacchi-terroristici-in-37-regioni ) e altre ne sono seguite anche dopo l’inizio dell’Operazione Speciale in Ucraina, non la chiamo guerra perchè quella era iniziata 8 anni prima.

Spesso le piste seguite dagli investigatori seguono proprio le tracce dei servizi segreti ucraini, in diversi casi sono stati impediti attentati che dovevano essere commessi in varie città del Paese.

Spesso le cellule terroriste sono armate e richiedono l’impiego diretto delle squadre operative dei gruppi Alfa e Vympel dell’FSB per la loro eliminazione.

Nell’aprile scorso ad esempio venne arrestata una cellula che aveva come compito quello di compiere attentati contro giornalisti russi, nell’articolo del Tgcom24 si legge che l’FSB avesse sequestrato per errore i videogiochi, ( https://www.tgcom24.mediaset.it/mastergame/news/confondono-sim-con-the-sims-durante-un-blitz-agenti-russi-derisi-in-rete_49344924-202202k.shtml ) l’autore dell’articolo non sapeva che i giochi online sono usati per mantenere i contatti tra le cellule e con i coordinatori. Vittima designata di quel gruppo doveva essere il noto giornalista Solovyov, nome del gruppo “Potere Bianco” suprematisti con chiara matrice nazista e legami con Kiev.

Non è da poco quindi che Kiev progetta di colpire esponenti di spicco dell’entourage mediatico russo.

Dugin il vero bersaglio

Dugin sarebbe stato un colpo grosso, è una figura molto nota in Patria, in occidente è anche indicato spesso come “Eminenza grigia” del Presidente o altri appellativi fantasiosi.

Dugin è forse più noto presso i nostri media che non forse nella stessa Russia.

Non risulta avere mai avuto incarichi di governo ne tanto meno sembra che Putin ne abbia mai letto le opere, nei suoi discorsi infatti il Presidente russo distingue nettamente tra il nazionalismo russo, visto in senso negativo, descritto come un sentimento di superiorità del popolo russo sugli altri all’interno della Federazione, dal Patriottismo Russo che ha come cardine il senso di appartenenza ad un Paese grande, formato da molti popoli e molte culture e che vede come compito del patriota quello di difendere la Russia come insieme di tutti i popoli e di tutte le culture che ne fanno parte. Ecco in questo credo vi sia netta distinzione tra il pensiero espresso in diverse opere di Dugin ed il pensiero cardine della politica di Putin, sulla visione del proprio Paese e del ruolo del cittadino patriota.

In Russia quindi appare chiaro che non vi siano legami tra presidenza e Dugin-pensiero, è questo un costrutto della propaganda occidentale che vuole dare una rappresentazione distorta della politica russa esattamente come intende presentare l’estremista xenofobo Navalny come una bandiera di libertà democratica.

Putin di fatti è un pragmatico che agisce sulla base di principi cardine ma che non si muove sulla base di una ideologia che ne ispiri l’azione.

( https://www.startmag.it/mondo/vi-racconto-chi-e-e-che-cosa-pensa-aleksandr-dugin/ )

La pista porterebbe a Kiev

Kiev cerca di eliminare quindi personaggi famosi o ritenuti tali in Russia, per sopperire alle difficoltà crescenti nel conflitto.

Gli attacchi contro obiettivi esclusivamente civili nelle zone sotto controllo russo, come a Donetck o contro la centrale nucleare di Enegodar, testimoniano come, nell’impossibilità di organizzare quella famigerata “Offensiva di agosto” annunciata a partire dal mese di aprile, se ben ricordo, e ad oggi rimasta un annuncio tra i tanti, i comandi ucraini cerchino esclusivamente colpi ad effetto, spalleggiati in questo dai regimi occidentali, principalmente USA, Polonia e la Gran Bretagna, i maggiori sponsor di questo lungo e sanguinoso conflitto.

La recente fornitura di sistemi missilistici di maggiore gittata, non erano sufficienti i missili HIMARS da 80 Km, ora forniscono quelli da 300 Km gli ATACMS per poter colpire basi in Russia come a Sebastopoli o Novofedorovka.

Li solletica il sogno mai celato di abbattere il Ponte di Crimea, ora strategicamente irrilevante, dato il corridoio via terra che collega direttamente la Russia continentale alla sua penisola nel Mar Nero.

Ci proveranno e magari lo colpiranno anche, farà notizia, riempirà le pagine dei quotidiani e i servizi dei tg ma non muterà le sorti del conflitto.

Nel frattempo puntano anche a persone simbolo, come Dugin, che è sfuggito alla morte mentre sua figlia è stata raggiunta dalla triste mietitrice.

A Washington recentemente discutevano se inserire Mosca tra i Paesi sponsor del terrorismo, credo siano sempre affetti da quella strana forma di deformazione mentale che li spinge a proiettare sugli altri i propri difetti.

Del regime di Kiev abbiamo ampiamente discusso, sappiamo tutti che non hanno limiti di morale o giustizia che li possano limitare nelle loro efferatezze e crimini, pertanto non ci stupiamo di quanto sia potuto accadere e che i sospetti ricadano tutti su di loro, del resto non saremo stupiti affatto se avremo modo entro breve di vedere ben di peggio.

Dei fronti Ucraini

La notizia dell’attentato costato la vita a Daria Dugina ci ha occupato molto spazio, vi rimando per la situazione sui fronti in Siria e sui recenti attacchi ucraini e progressi russi, ai nostri video di aggiornamento.

Questi video coprono per intero il periodo dall’ultimo articolo con la situazione sul campo fino alle ultime modifiche della situazione sul campo.

Segnalo solo un evento accaduto questa mattina nella regione occidentale ucraina vicina al confine con la repubblica di Pridnestrovie, un grande deposito di missili HIMARS e missili antiaerei di produzione occidentale è stato pesantemente colpito da un lancio multiplo di missili da crociera ad elevata precisione russi e completamente distrutto. SI trovava presso Majorske nella regione di Odessa.