31 Agosto 2026
Bill Gates suona la sirena per i gravi pericoli dell’IA
Bill Gates avverte sui rischi dell’IA e dei data center, scatenando una rivolta politica e locale

Di Fulvio Rapanà
In un’intervista rilasciata la settimana scorsa al New York Times, Bill Gates ha affermato:
“ l’intelligenza artificiale rappresenta una grave minaccia per i posti di lavoro e la vita umana, e affrontare con urgenza i rischi dovrebbe essere la massima priorità mondiale”, e ancora ha continuato :” l’industria tecnologica sta consapevolmente minimizzando tali minacce perché ci sono troppi soldi in gioco. Tutti gli operatori del settore conoscono i pericoli ma pochi sono disposti ad ammetterlo pubblicamente: “ehi, non dire questo. È un male per noi, per il prossimo trilione di dollari che stiamo cercando di raccogliere'”. Ma Gates aggiunge una minaccia più comprensibile a tutti perché visibile: quello dei data center . Sono stati realizzati o sono in fase di realizzazione 1500 centri di calcolo che devono alimentano il boom dell’intelligenza artificiale ma che hanno già scatenato una reazione negativa a livello nazionale che sta influenzando le decisioni degli elettori nelle elezioni di medio termine di novembre. In molte città, in cui sono stati costruiti o verranno costruiti questi mostri tecnologici, si sono costituiti gruppi di pressione contrari talmente furiosi per l’approvazione, da parte dei funzionari locali, di queste strutture ad alto consumo energetico e idrico, che si sono mossi per cacciare questi amministratori senza aspettare le prossime elezioni. Solo per citare alcune contestazioni in zone fortemente conservatrici e trumpiane. A Festus, nel Missouri, i critici di un progetto locale per un data center da 6 miliardi di dollari hanno raccolto a maggio un numero sufficiente di firme per forzare una votazione per la rimozione del sindaco e dei membri del consiglio comunale che avevano approvato il progetto. Anche gli elettori di Yukon, in Oklahoma, decideranno a novembre se revocare il mandato del loro sindaco, dopo che la città ha avviato le procedure per la vendita di un terreno a una società di sviluppo di data center. Come i residenti di Independence, una città vicina a Kansas City, che voteranno il 1° settembre sulla rimozione del sindaco Perkins dal suo incarico. A Mason, nel Michigan, i residenti voteranno a novembre sulla revoca di un membro del consiglio comunale a causa di una votazione per la creazione di norme urbanistiche che favoriscono la costruzione di data center.
Progetti ciclopici che quando finiti potrebbero già essere obsoleti
Tra quest’anno e il prossimo, Amazon, Google, Meta e Microsoft prevedono di spendere la cifra sbalorditiva di 1.500 miliardi di dollari per costruire data center e dotarli di chip all’avanguardia. Susan Li, responsabile finanziaria di Meta, ha affermato che l’azienda si sta concentrando sull’assicurarsi la massima capacità possibile per il 2026 e il 2027. Satya Nadella, amministratore delegato di Microsoft, ha dichiarato che la società ha inaugurato 31 data center in cinque continenti nell’ultimo trimestre e siamo “sulla buona strada per raddoppiare la propria capacità complessiva in soli due anni”. Andy Jassy, amministratore delegato di Amazon, ha dichiarato che l’azienda prevede spese in conto capitale per circa 220 miliardi di dollari quest’anno e almeno il 30% in più l’anno prossimo.
I dubbi a Wall Street cominciano a materializzarsi
A Wall Street dove le informazioni, soprattutto cattive, le hanno di prima mano incominciano a porsi domande su una serie di elementi abbastanza incomprensibili. Le società del settore ripetono continuamente che questi data center sono necessari perché la domanda di IA supera la potenza di calcolo disponibile. Le risposte possono essere due: o non è vero, e quanto viene affermato lo si fa per rassicurare gli investitori, oppure, più probabilmente, è il risultato della vendita di prodotti a prezzi inferiori rispetto ai costi di produzione. “Se vendessi il gelato a un centesimo, scoprirei anch’io che la domanda supera la capacità produttiva”. Ma questo ci sta quando un settore economico parte e deve crescere molto rapidamente. Se la motivazione è questa come faranno queste società quando non potranno più lavorare in perdita e dovranno passare a prezzi sostenibili che potrebbero essere il triplo o dieci volte quelli attuali. Che faranno gli attuali clienti e altri centinaia di milioni o miliardi che dovrebbero acquisire i prodotti per portare in utile il settore?. Soprattutto perché la Cina è quasi a ridosso degli Stati Uniti ma sta impostando tutto sull’open source. Esploderà la bolla trascinando l’intera economia planetaria oppure data le dimensioni del settore, troveranno , come per il trasporto civile in perdita per 50 anni, un atterraggio morbido con valutazioni azionarie che un po’ alla volta perderebbero il 70/80% ?
Una ulteriore riflessione riguarda l’opportunità di investire trilioni di dollari e ingenti quantità di energia elettrica in data center che saranno tecnicamente obsoleti in soli cinque anni. Tra dieci anni, le funzionalità di un data center moderno saranno contenute in un singolo rack che consuma poche centinaia di watt. Tra 15 anni, potrebbero essere contenute in un computer desktop. La possibile risposta potrebbe essere quella pubblicata sul NYT da un ex sviluppatore di OpenAI , a cui è stato garantito l’anonimato: “ la potenza di calcolo che vogliono serve per sorvegliarti e conservare quei dati per sempre. La vogliono per la pubblicità mirata a te e a tutti quelli che ti sono vicini, e per vendere le tue informazioni ai governi che potrebbero diventare i clienti primari per tutto il settore con contratti da 500 miliardi l’anno”.
Il mondo tecnologico è in subbuglio e quello politico peggio
Mentre le polemiche si intensificano, il mondo della tecnologia si divide sulla migliore strategia difensiva da attuare. Alcuni credono che il clamore sia una “tempesta passeggera” creata da candidati politici in cerca di argomenti divisivi in vista delle elezioni di medio termine. Altri, come riportano Gabby Miller e Owen Dahlkamp, di POLITICO.com,: “ lo considerano un momento di panico collettivo che svanirà, i peggiori sono quelli che minimizzano come se niente fosse: “ e queste persone devono darsi una svegliata. La situazione potrebbe mettersi male per loro, e in fretta”. Mi sembra questa una riflessione molto appropriata perché la rapidità e ferocia della reazione del pubblico contro i data center stanno mettendo in difficoltà il mondo politico soprattutto repubblicano schiacciato tra la linea totalmente aperturista di Trump e gli amministratori locali messi in minoranza anche in zone rurali. Per un noto “bolscevico” come Bernie Sanders: “Le persone si stanno alzando e dicendo: ‘Ci dispiace, ma non vogliamo questi data center nelle nostre comunità”, ma anche conservatori trumpiani dalla prima ora come il Governatore del Texas, Greg Abbott, e il candidato repubblicano al Senato del Michigan Mike Rogers, sono dovuti intervenuti sulla questione. Abbot ha sospeso l’approvazione di nuovi progetti , in attesa che le autorità di regolamentazione statali e i gestori della rete elettrica conducano delle verifiche e raccogliere informazioni, tra cui le agevolazioni fiscali, la proprietà e il consumo idrico previsto per i progetti. In Michigan la scorsa settimana Rogers si è espresso a favore di una moratoria di un anno sulla costruzione di nuovi data center. Amy Kremer, presidente di Humans First, un gruppo di orientamento conservatore che promuove una maggiore regolamentazione dell’IA: “gli elettori hanno poca pazienza per i politici che sostengono i centri dati”. I sondaggi mostrano una rivolta generalizzata e bipartisan in atto contro i data center. Un sondaggio Gallup condotto a marzo ha rivelato che il 71% degli intervistati si opponeva alla costruzione di questi centri a livello locale. Secondo strateghi politici e sondaggisti di entrambi i partiti, gli elettori collegano la questione delle infrastrutture alle preoccupazioni per l’aumento dei prezzi dell’elettricità, il consumo idrico, il destino dei terreni agricoli e i timori generali per l’avvento dell’intelligenza artificiale e delle aziende tecnologiche.
L’unico che tira dritto e minaccia qualsiasi governatore o congressista che sospende i progetti è trumpone che nulla capisce di tecnologia ma che molto sa dei contributi elettorali, e…non solo, che arrivano dalle società tecnologiche alle quali a promesso appoggio totale e libertà assoluta di portare avanti i loro progetti. E poi come ho sempre scritto qualunque siano i risultati delle elezioni di novembre lui non se ne andrà.


