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23 Febbraio 2026

Il sistema America sta bloccando Trump

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Di Fulvio Rapanà

Con una sentenza emessa venerdì la Corte Suprema degli Stati Uniti, a firma del Presidente della Corte John Roberts, ha stabilito che Trump non poteva invocare l’International Emergency Economic Powers Act del 1977 (IEEPA) per stabilire tariffe generalizzate sulle importazioni senza fissare ambiti di applicazione ben precisi. Roberts scrive: “Il Presidente rivendica il potere straordinario di imporre unilateralmente dazi. Alla luce dell’ampiezza, della storia e del contesto costituzionale di tale autorità asserita, deve identificarsi una chiara autorizzazione del Congresso per esercitarla”  ha inoltre chiarito: “ che la legge del 1977 (IEEPA) citata da Trump per giustificare i dazi all’importazione “non è sufficiente” per eludere l’approvazione del Congresso che resta necessaria”.                                                                         

  E’ opportuno chiarire due punti per contestualizzare tutta la questione.  Primo, per imporre le tariffe senza passare dal Congresso Trump ha fatto appello ad una legge sulla  Sicurezza Nazionale (IEEPA) del 1977 che conferisce al Presidente il potere di dichiarare un’emergenza nazionale per affrontare minacce straordinarie alla sicurezza, politica estera o economia degli USA, permette di bloccare transazioni e imporre sanzioni economiche su paesi o entità straniere. Secondo: I dazi oggetto della sentenza non riguardano l’intero stock  delle importazioni americane ma solo il 25%  delle tariffe di emergenza “Invalidated tariffs” che verrebbero abolite così come si legge dal grafico

In quel 25 % ci sono i dazi del 10% che Trump ha imposto a quasi tutti i paesi del mondo nonché  specifici dazi più elevati su alcuni dei principali partner commerciali degli Stati Uniti, tra cui Canada, Messico, Cina, Unione Europea, Giappone e Corea del Sud o dazi punitivi come quelli del 50% al Brasile.

Ripercussioni in politica interna e internazionale

La sentenza oltre a rappresentare una grave battuta d’arresto per le politiche dell’amministrazione è una pessima figura di dimensioni planetarie per Trump che mortifica il suo ego incommensurabile, la sua pretesa di essere considerato capo indiscusso e indiscutibile.      In politica estera la sentenza compromette la  capacità di imporre dazi a  piacimento per affrontare conflitti geopolitici, come la minaccia di imporre dazi ai paesi che fanno affari con l’Iran,  e di minacciare dazi nel tentativo di ottenere una migliore posizione negoziale, come le sue minacce tariffarie nel tentativo di acquisire la Groenlandia. Su questi presupposti geopolitici molti  paesi o entità sovranazionali, come l’UE,  hanno stipulato accordi commerciali con gli Stati Uniti,  ci si chiede che fine faranno? Le parti potrebbero concordare di mantenere gli accordi oppure si ritireranno e in questo caso saranno in vigore le tariffe precedenti o altre non meglio imprecisate?. Matthew Ryan operatore di Wall Street ha osservato che subito dopo la sentenza si è verificata una svendita di dollari, come conseguenza “ di crescenti preoccupazioni fiscali, poiché i mercati temono che gli ingenti rimborsi tariffari, fra  150 e 250 miliardi di dollari pari allo 0,5% del PIL, possano creare un significativo aggiuntivo deficit nel bilancio federale con un ulteriore aumento nel costo del debito“.                                                                                                                     

  In politica interna già dal giorno del “Liberation day”  le aziende avevano criticato le nuove imposizione tariffarie per “sicurezza nazionale” perché alimentavano l’incertezza economica, ma l’amministrazione le ha ritenute necessarie per raggiungere i suoi obiettivi politici.  Molti importatori statunitensi hanno tenuto una meticolosa contabilità dei dazi pagati,  in previsione del ricorso alla Corte Suprema,  per la possibilità che una sentenza del tribunale avesse consentito loro di ottenere rimborsi tariffari, e pare che le prime richieste siano già pervenute al Governo federale. I consumatori, che essendo i fruitori ultimi dei beni sono quelli che effettivamente pagano i dazi,  riceveranno quella parte del costo dei beni acquistati con l’aumento dei dazi? certamente no, come sempre succede il consumatore è sempre quello che paga di più ed è il meno tutelato. L’unico risvolto positivo per l’abrogazione dei dazi  sarà un raffreddamento  dell’inflazione sempre che la Casa Bianca non decida, come ha già dichiarato,  di andarsi a schiantare imponendo nuovi dazi doganali  con un  diverso dispositivo normativo.               

La Corte potrebbe avere lasciato uno spiraglio a Trump

Tuttavia la vittoria dei 12 stati democratici e delle piccole imprese che hanno contestato i dazi di Trump potrebbe essere di breve durata, in quanto il “non è sufficiente” lascia uno spiraglio alla  Casa Bianca di potersi  avvalere di altre leggi “ più sufficienti” per mantenere in vigore gli attuali dazi : “abbiamo pensato a questo piano per cinque anni e più“, ha dichiarato, a POLITICO. com,   il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Jamieson Greer “potete star certi che abbiamo molte opzioni diverse per infliggere dazi che  continueranno a rappresentare una parte rilevante delle opzioni politiche di questa amministrazione nella determinazione di risanare il bilancio federale e in politica estera”. In parte è vero, Trump potrebbe avvalersi di altre leggi,   per riprendere la politica tariffaria o fare ricorso sempre alla Corte Suprema per far prevalere la tesi sostenuta anche dal Giudice  Kavanaugh che ha votato contro la sentenza sostenendo :  “il contesto e il buon senso supportano la conclusione secondo cui “l’IEEPA ha chiaramente autorizzato” il presidente a imporre tariffe, anche se tale parola non compare nella legge. Ritengo che la corte dovrebbe rimettersi a Trump a causa del ruolo che i dazi doganali svolgono nelle relazioni estere”.  Ma Sezione 122 del Trade Act del 1974,  con cui Trump ha già dichiarato di volersene avvalere per ripristinare i dazi, non ha la stessa efficacia dell’ IEEPA. La Sezione 122 ha dei limiti,  Trump può aumentare i dazi doganali fino al 15% e mantenerli in vigore solo per 150 giorni, a meno che il Congresso non li estenda. Inoltre, i dazi possono essere utilizzati solo per affrontare una serie limitata di questioni, tra cui il deficit commerciale e non anche per questioni geopolitiche.  Pur tuttavia nella sentenza si fissa inequivocabilmente il principio, riaffermato da Roberts con forza, che il Presidente  deve chiedere “una chiara autorizzazione del Congresso per esercitare il potere di infliggere dazi”.

Conseguenze molto gravi

Non credo alla totale indipendenza della Corte Suprema composta da giudici dichiaratamente politicizzati che le varie amministrazioni nominano con l’approvazione del Congresso. Sono anni che ambienti conservatori lavorano per modificare a loro favore la composizione della Corte che attualmente ha 6 giudici conservatori contro 3 progressisti. La situazione negli Stati Uniti non è assolutamente rassicurante per chi tiene le fila di Trump per tante questioni tutte molto rilevanti. La presenza delle bande armate dell’ICE per le strade delle città americane che ammazzano cittadini americani , e bisogna aggiungere di razza bianca, che arrestano e detengono o deportano persone senza processo e lasciando l’economia a corto di manodopera, con centinaia di cause che creano confusione giuridica  nei tribunali fra i giudici dei vari gradi di giudizio . L’economia come ho sempre facilmente sostenuto non va per nulla bene. Per tutto il 2025 il prodotto interno lordo è stato sostenuto per il 72% dall’industria dell’Intelligenza Artificiale costruita su una montagna di debiti contratti da tutte le aziende del settore che non sanno nemmeno loro dove vogliono arrivare e se, come in tanti settori economici, saranno mai in grado veramente di produrre utili. Lo scorso anno il deficit commerciale degli Stati Uniti ha raggiunto la cifra record di 1,2 trilioni di dollari, nonostante la promessa del presidente Donald Trump di eliminarlo imponendo i dazi doganali più alti degli ultimi ottant’anni sui prodotti di fabbricazione estera.  La persistenza del deficit a fronte delle nuove e ingenti tasse sulle importazioni riflette i limiti dello strumento politico preferito da Trump. A ulteriore delusione dell’amministrazione, nello stesso periodo l’occupazione nel settore manifatturiero è diminuita di 72.000 unità . L’Affaire Epstein, che è un a vicenda in gran parte americana, fino ad ora ha solo in parte coinvolto persone e istituzioni americane e non si sa l’entità del livello di insabbiamenti  in corso per salvare il Presidente e centinaia o migliaia di uomini dell’ establishment statunitense. Sul piano politico si incominciano ad annotare le prime defezioni dal campo repubblicano con congressisti del GOP  che hanno votato con i democratici. In recenti votazioni parlamentari nel sud del Texas a forte maggioranza storica repubblicana i  candidati scelti da Trump  hanno perso per 17 punti rispetto ai candidati democratici. La minaccia di “condizionare” le elezioni di midterm, per evitare di consegnare la Camera ai democratici, che avrebbero i numeri per votare tutti i giorni l’impeachment di Trump e creare una guerriglia parlamentare che metterebbe in seria crisi il “sistema”, inquieta e preoccupa gli sponsor  anche più conservatori di Trump perché per il caso di repressione armata da parte del governo potrebbe sfociare in una secessione degli stati democratici  cui si potrebbero accodare altri stati disgregando di fatto gli attuali Stati Uniti d’America.

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