22 Marzo 2026
Il mistero di Via dei Prefetti: il delitto irrisolto di Elisabetta Di Leonardo
Omicidio irrisolto a Roma: il tragico destino di Elisabetta Di Leonardo.

Di Pierdomenico Corte Ruggiero
La bellezza fisica viene spesso vista come una benedizione, e di certo lo è. O meglio, non sempre: a volte attira le persone sbagliate e può spegnersi in un attimo. Elisabetta Di Leonardo era bellissima, tanto da lasciare la sua Cagliari per tentare la fortuna nel mondo dello spettacolo a Roma.
Qui ha inizio una storia dal copione tristemente noto. Elisabetta sale sulle montagne russe fatte di promesse, inviti alle feste dei VIP, qualche piccola parte nel cinema e servizi fotografici. Ma, alla fine, si ritrova bruscamente con i piedi per terra. Le promesse non hanno seguito, i VIP spariscono e con loro i sogni di gloria. Rialzarsi tra i cocci di una vita infranta non è facile, e può capitare di cercare rifugio nell’illusoria e letale forza della droga.
La discesa nel baratro
Senza soldi e prigioniera delle sostanze, Elisabetta viene ospitata da un ex compagno, Ubaldo Cosentino, nel suo appartamento in Via dei Prefetti 46.

Poiché l’uomo si trova in Africa, la giovane ha l’uso esclusivo della casa, che le cronache dell’epoca descriveranno poi come un rifugio per tossicodipendenti. Si ipotizza che Elisabetta stessa spacciasse per sopravvivere.
L’ultima volta che viene vista viva è il 23 giugno 1986. Poi, il silenzio. Solo il 27 giugno, allertati dal cattivo odore, i vicini chiamano la Polizia. Gli agenti trovano il corpo di Elisabetta martoriato da ferite da taglio. Indossa un vestito leggero e pantofole; vicino a lei, un coltello a serramanico.
Una scena del crimine enigmatica
Sul corpo, l’assassino ha lasciato una banconota da 50.000 lire. Nel salotto vengono ritrovate due siringhe usate, segno che la vittima potrebbe aver consumato droga insieme al suo carnefice. Nonostante il letto disfatto, l’autopsia escluderà la violenza sessuale.
La ricostruzione dei fatti suggerisce che tra il 23 e il 24 giugno qualcuno di cui Elisabetta si fidava sia entrato in casa. Forse sotto l’effetto degli stupefacenti, l’ospite si è trasformato in assassino. Dopo una vana difesa, la giovane è stata colpita da 7 coltellate, di cui 3 letali al cuore. Prima di fuggire, il killer ha lasciato l’arma (senza impronte) e il denaro sul cadavere.
I dubbi e le ombre del passato
Perché lasciare l’arma? È una firma? Curiosamente, nel 1983, una sorte simile toccò a Fernanda Durante, uccisa con 30 coltellate e con il coltello lasciato accanto al corpo https://ilsud-est.it/attualita/inchiesta/2022/11/07/omicidio-fernanda-durante-lalba-di-via-poma/ . Fernanda Durante scompare da via Margutta, non molto distante dai via dei Prefetti.
E che significato hanno quelle 50.000 lire? Un’umiliazione post-mortem? Il pagamento beffardo per un rapporto rifiutato? Di certo l’assassino non aveva problemi economici e, probabilmente, viveva nei paraggi o aveva un’auto pronta per la fuga, dato che nessuno lo notò sporco di sangue.
Le indagini portarono all’arresto di alcuni spacciatori, ma l’assassino di Elisabetta è rimasto un’ombra. Oggi, solo le moderne tecniche di analisi del DNA sui reperti (come le siringhe o i cucchiaini) potrebbero dare un nome a quel volto rimasto ignoto per quarant’anni.
Riproduzione riservata ©

