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22 Febbraio 2026

“CIME TEMPESTOSE” il nuovo adattamento del romanzo di Emily Brontë

Benvenuti su “Oasi Culturale” rubrica de IlSudEst a cura di Sara D’Angelo.
Questa settimana parliamo di “Cime tempestose” e del nuovo adattamento del romanzo di Emily Brontë .
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Credit foto cercocerco.net

Di Sara D’Angelo

l capolavoro della scrittrice inglese Emily Brontë appartiene all’umanità alla stregua di tutti i dipinti protetti nelle teche preziose del Louvre.
Ma è solo un libro. Di tanto in tanto una voce aliena alle pergamene immortali si frantuma nel nonsense di un cubetto di ghiaccio. Un giudizio sterile, nato e lanciato nel vuoto, per di più orfano di un brillante intelletto.
Pubblicato nel 1847 “Wuthering Heights” è il romanzo della più schiva e riservata delle due sorelle Charlotte ed Emily, anch’esse scrittrici di rilievo dell’Ottocento Vittoriano.
La storia è ambientata nello Yorkshire in una cupa cornice panoramica sulla brughiera inglese, dove i destini degli Earnshaw che vivono Wuthering Heights, incrociano per volontà insana del fato i ricchi Linton di Thrushcross Grange.
La vicenda si srotola nel racconto della governante Nelly Dean che, sebbene avanti negli anni, custodisce nella memoria immagini che nessun vento attempato ha saputo offuscare.
Catherine e Hindley sono i due figli di Mr. Earnshaw, un uomo buono che durante un viaggio a Liverpool prova compassione per un piccolo orfano e decide così di portarlo casa per farlo crescere insieme ai suoi figli.
Heathcliff, questo il nome del trovatello, cresce animato da un profondo desiderio di rivalsa per la sua oscura origine. Di natura selvaggia e impetuosa, sviluppa per Catherine una passione assoluta, viscerale, destinata a segnare per sempre le loro vite. Alla morte del padre, Hindley fatica ad accettare il fratellastro che ha sempre odiato con tutte le sue forze, la convivenza tra i due diventa ogni giorno più rabbiosa mentre l’amore tra Heathcliff e Catherine si fa ruvido e tormentato a causa della presenza di Edgar Linton, un uomo gentile e appartenente ai piani alti della società civile del tempo.
La personalità indomita di Heathcliff lo costringe alla fuga.
Da qui, la brughiera già ombrosa di suo, diventa tempesta. È contagio della passione disposta a svuotare l’infinito dalle stelle avare di luce. “Wuthering Heights” proclama una delle pagine più intense della letteratura mondiale in cui una platea di milioni di lettori assorbe una vibrazione che vestirà un’impronta indelebile nell’anima.
Il romanzo. I film. Molte sceneggiature pronte a scavalcare le pagine che comunque resteranno immortali.
Dalla versione classica in bianco e nero diretta da William Wyler con protagonisti dalla statura indiscussa quali gli straordinari Laurence Olivier (Heathcliff), Merle Oberon (Cathy), David Niven (Edgar Linton), fino all’ultima rielaborazione per il grande schermo del capolavoro assoluto della letteratura inglese.
Quella risalente al 1939 è considerata una delle versioni cinematografiche più celebri del romanzo, soprattutto per l’nterpretazione dell’indimenticabile Laurence Olivier. Tra i numerosi riconoscimenti, la pellicola ebbe 8 nomination agli Oscar e fu Premio Oscar per la Miglior fotografia (bianco e nero).
Fu proprio questa caratteristica a rendere ancora più suggestiva l’atmosfera romantica che avvolge la brughiera inglese nel suo mistero.
A quella prima trasposizione cinematografica sono seguite altre versioni, alcune più note di altre. Ogni nuovo adattamento ha manifestato un confronto diretto con la natura tragica e romantica della storia per confermare poi, alla fine, l’intramontabile fascino dell’opera originale.
Alcune versioni hanno privilegiato l’intensità melodrammatica della passione tra Heathcliff e Catherine, altre hanno messo in luce la dimensione più tormentata dei personaggi, insistendo sul conflitto sociale che è il vero ma non l’unico seme della trama.
Il 12 febbraio 2026, dal capolavoro del 1847 scritto da Emily Brontë, nasce una nuova versione cinematografica scritta e diretta da Emerald Fennell. Si tratta di una rilettura distante dall’opera originale, un’evidenza già anticipata dal regista ancor prima dell’uscita del film nelle sale: “Volevo creare un film che distillasse le sensazioni di quando avevo letto il libro a 14 anni” aveva spiegato in un’intervista riportata anche dal Guardian, “quelle di quando ci si innamora a livelli catastrofici”.
Il cast ha come protagonista la bellissima attrice Margot Robbie nel ruolo di Catherine Earnshaw, l’australiano Jacob Elordi nei panni di Heathcliff, Shazad Latif veste il personaggio di Edgar Linton ed Alison Oliver nei panni di Isabella.
Nel nuovo adattamento viene aperta una nuova frontiera a una versione emancipata, forse per attrarre le nuove generazioni che di una brughiera “pallida e assorta” (cit.) ne avrebbero fatto volentieri a meno. A ciò si aggiunge che l’eccesso manifestato in ogni fotogramma non contribuisce a trasmettere quell’intensità audace che resta, nondimeno, racchiusa nei canoni della tradizione di vittoriana memoria. L’ opera scompare, Emily Brontë viene allontanata per puntare a uno scenario allusivo, nonché tipico di un incubo ambiguo. La nobile pagina proposta dalla penna inglese corre incontro a una fotografia che deturpa il fascino del romanzo, in modo tale da non restituirlo mai più nella sua originaria prospettiva magnetica.
Insomma, una proiezione farcita di immagini sconsiderate al punto da soffocare l’opera di successo planetario per fare di ogni ciak il trailer di una maledizione. Come se non bastasse, perversa.
Decisamente alterata la fisionomia morale dei personaggi, diversi nomi mai citati, uno tra tutti Hindley, il fratello di Catherine, ribaltati i tratti somatici rivelati nel romanzo, provocazioni di infedeltà all’opera, inopportune sequenze di contenuto sessuale, molte maschere invitate nella sceneggiatura di un dark romance. Non ultima debolezza, la rivisitazione folle dello Yorkshire scosso dalla pacatezza che gli è propria, puntando la macchina da presa sui cieli travolti in un delirio visivo.
Se una promessa di scandalo è stata dichiarata a pochi giorni dall’uscita nelle sale, chi potrà mai negare che non sia stata mantenuta?

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