Mettiti in comunicazione con noi

09 Febbraio 2026

Cuba sotto assedio energetico: la nuova escalation degli Stati Uniti aumenta il rischio di collasso umanitario

Pubblicato

su

Di Marlene Madalena Pozzan Foschiera

La crisi cubana è entrata, nelle ultime settimane, in una fase più acuta perché la pressione degli Stati Uniti ha iniziato a mirare direttamente all’approvvigionamento di combustibile — elemento centrale per elettricità, trasporti, acqua, catena del freddo, ospedali e scuole. L’escalation si verifica in un momento in cui Cuba dipende dalle importazioni di petrolio e stava già vivendo razionamenti e blackout.

Cosa è cambiato: tariffe e intimidazione ai paesi che forniscono petrolio

Il governo Trump ha annunciato misure e minacce tariffarie che, in pratica, cercano di ostacolare o impedire ai paesi di fornire petrolio a Cuba — aumentando il costo e il rischio per chi negozia con l’isola.

Il risultato immediato è stato l’aggravamento dei blackout, la scarsità di carburante e l’aumento dei costi interni. Cuba ha dovuto annunciare il razionamento del carburante e un piano per preservare i servizi essenziali (salute, acqua, agricoltura, istruzione), con adattamenti come l’insegnamento ibrido in parte del sistema educativo per ridurre i consumi.

L’impatto è semplice da visualizzare: senza combustibile e senza energia, non è “un dibattito ideologico”. È il minimo indispensabile — autobus che si fermano, pompe dell’acqua che falliscono, alimenti che si deteriorano, medicinali che non si refrigerano, apparecchiature ospedaliere che non funzionano.

Il tassello venezuelano: sequestro di Maduro e taglio delle forniture

La crisi energetica si è intensificata anche dopo il sequestro del presidente venezuelano Nicolás Maduro in un’operazione statunitense, annunciata pubblicamente da Donald Trump e descritta in dettaglio dai reportage.

In questo contesto, i reportage indicano che il Venezuela — tradizionale fornitore — non ha inviato petrolio a Cuba, ampliando il deficit energetico dell’isola.

Inoltre, Claudia Sheinbaum ha dichiarato che il Messico intende inviare aiuti umanitari (alimenti e beni di prima necessità) e che cerca vie per riprendere l’invio di combustibile, sospeso a gennaio dopo pressioni e minacce degli USA.

“Genocidio”: cosa ha detto l’ambasciatore di Cuba in interviste in Brasile

L’ambasciatore cubano in Brasile, Adolfo Curbelo Castellanos, ha affermato in interviste a testate progressiste che l’intensificazione del blocco, con focus sull’impedire l’ingresso di petrolio “da qualsiasi provenienza”, configura un’azione estrema che può qualificarsi come genocidio, in quanto colpisce direttamente le condizioni di sopravvivenza della popolazione.

La formulazione “genocidio” non appare come aggettivo isolato: viene presentata dall’ambasciatore come denuncia politico-giuridica — e deve essere trattata come tale: un’accusa grave formulata da un rappresentante diplomatico, basata sull’effetto concreto di asfissia energetica ed economica.

Cosa significa nella vita reale: la “guerra” contro il frigorifero, l’ospedale e la scuola

• Senza energia: i frigoriferi si fermano, cibo e medicine si perdono. • Senza combustibile: ambulanze, trasporto pubblico e distribuzione di alimenti entrano in collasso. • Con blackout ricorrenti: gli ospedali operano al limite (generatori, quando ci sono), le scuole chiudono o riducono i turni, i servizi idrici e igienico-sanitari diventano vulnerabili.

Il deterioramento della vita quotidiana e il rischio di collasso umanitario

Il deterioramento della vita quotidiana causato dal blocco della fornitura di petrolio aumenta il rischio di collasso umanitario. “Cuba può essere la prossima Gaza” — è ovvio che non sono conflitti identici, ma il paragone è morale e umanitario: mostra come un popolo possa essere spinto verso un disastro visibile e prolungato, con sofferenza collettiva normalizzata dal potere internazionale.

Ciò che sostiene questo paragone, sul piano fattuale, è: punizione collettiva e collasso delle condizioni materiali di vita — e questo è al centro delle denunce dell’ambasciatore.

Diplomatici e movimenti solidali avvertono che l’escalation può spingere Cuba verso una crisi umanitaria prolungata, con punizione collettiva, blackout e carenza di approvvigionamenti.

“Non è per geopolitica; è per esempio”

Il blocco è una politica di decenni, attraversando democratici e repubblicani. E, per molti, funziona come messaggio: non si tratta di “minaccia militare cubana”, ma del fastidio per l’esistenza di un progetto nazionale che ha cercato sovranità e ha preservato una cultura di solidarietà internazionale (come le missioni mediche, spesso ricordate in Europa).

Solidarietà in Europa: cosa si sta raccogliendo in Italia

In vari paesi europei, reti sociali e sindacali stanno organizzando azioni di solidarietà. Qui, tuttavia, riporto solo le informazioni sulla raccolta fondi in Italia, come richiesto — con particolare attenzione alla linea dell’energia solare, che oggi è questione di sopravvivenza.

1) “Energia per la vita”: campagna italiana per supportare elettricità ed energia solare

In Italia, la campagna “Energia per la vita – Accendiamo la luce a Cuba” è stata lanciata da CGIL, ANPI, ARCI, ANAIC, con raccolta fondi presso Nexus Emilia Romagna ETS.

L’obiettivo dichiarato è raccogliere risorse per acquistare beni destinati al funzionamento di scuole e ospedali e per mantenere attività essenziali — inclusa l’infrastruttura come l’energia solare. Di fronte ai blackout e al blocco del combustibile, le attrezzature in questa linea significano accendere la luce dove salva vite: centri sanitari, scuole, conservazione di medicinali e alimenti.

Come donare:

Via Nexus Emilia Romagna ETS • IBAN: IT58D 05018 02400 000011318730 • Intestato a: Nexus Emilia Romagna ETS • Causale: “Energia per la vita”

2) ANAIC: donazioni per emergenze e supporto solidale

L’ANAIC pubblica anche canali di donazione in campagne di emergenza, con IBAN e suggerimenti di causale (ad esempio, emergenze e invio di materiali).

Via ANAIC • IBAN (c/c postale): IT59 R076 0101 6000 0003 7185 592 • IBAN (Banca Etica, Milano): IT09 A050 1801 6000 0001109 6138

Brasile: anche il Brasile ha inviato aiuto concreto

A giugno 2025, il Brasile ha donato 300 kit di pannelli solari a Cuba, arrivati al porto di Mariel. L’operazione è stata coordinata dall’Agenzia Brasiliana di Cooperazione (ABC), legata al Ministero degli Affari Esteri, con l’obiettivo di contribuire al ripristino della fornitura di energia elettrica dopo i terremoti e l’uragano Rafael che hanno colpito l’isola alla fine del 2024.

Appello finale

Ciò che è in corso contro Cuba è un’atrocità moderna: soffocare energia e approvvigionamenti per schiacciare un popolo, e minacciare ancora chi cerca di aiutare. Di fronte a questo, non basta “fare il tifo” o commentare — è ora di agire.

Se noi aiutiamo, Cuba sopravviverà a questa ulteriore aggressione. E sopravvivere qui non significa romanticizzare la sofferenza: significa impedire che la fame e il blackout diventino destino. Dona, diffondi, organizza: ogni contributo per medicinali ed energia — compresa l’energia solare — è un modo concreto per mantenere i frigoriferi accesi, gli ospedali funzionanti e le scuole aperte.