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Inchiesta

Mirella Gregori: Alessandro non è Alessandro e il passo falso del litigio

Una buona notizia. L’interesse sulla scomparsa di Mirella Gregori è nuovamente alto.

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Credit foto https://lagiustizia.net/caso-orlandi-mirella-gregori-il-grande-bluff/

Di Perdomenico Corte Ruggiero

Una buona notizia. L’interesse sulla scomparsa di Mirella Gregori è nuovamente alto. Vengono indicate nuovi accertamenti https://lagiustizia.net/caso-orlandi-i-vinti/. “Chi l’ha visto?” si occupa nuovamente del caso e la famiglia Gregori è pronta a presentare istanza di riapertura delle indagini.

Buone notizie ma bisogna evitare l’errore di battere piste che non hanno portato a nulla. Come quella dell’ex compagno di scuola, Alessandro. Già nel 1983 il suo alibi è stato verificato https://spazio70.com/post-anni-70/mirella-gregori-e-lultima-fantasia-la-pista-dei-coetanei/ . Dopo quarant’anni difficilmente si può fare altro.

Una pista poco sviluppata è quella legata alla citofonata. Il pomeriggio del 7 maggio 1983 qualcuno citofona a casa Gregori in Via Nomentana 91. Parla con Mirella e presentandosi come Alessandro ottiene un appuntamento per le 15.30 presso il monumento al Bersagliere. Mirella esce, passa per il bar della sua amica Sonia De Vito e poi sparisce nel nulla.

Portone di via Nomentana 91 anni 80. Foto ricavata dalla trasmissione “Telefono Giallo”

Dando per scontato che non era Alessandro a citofonare, chi era? La citofonata era autentica, Mirella dimostra disappunto nel parlare con uno sconosciuto che solo dopo le sue insistenze dice di essere Alessandro. La citofonata era un tranello.

Di una mente raffinata. Ha usato un nome che avrebbe attirato l’attenzione di Mirella senza destare sospetti. Come faceva il soggetto ignoto a conoscere Alessandro e la simpatia che Mirella aveva per lui? Qualcuno che conosceva bene Mirella. Qualcuno soprattutto che aveva saputo e forse osservato la cena del dicembre 1982. Cena degli ex compagni di classe delle medie. Erano presenti Alessandro e Mirella.

Cena che forse ha creato il copione della citofonata. Quale tipologia di persona può architettare una simile trappola? Arrivando forse ad imitare la voce di Alessandro.

A questa domanda cerca di rispondere il “Corriere della Sera” già il 17 giugno 1983 https://ilsudest.it/attualita/inchiesta/2023/07/31/mirella-gregori-e-larticolo-da-cui-ripartire/. Prima della scomparsa di Emanuela Orlandi.

Credit foto “Il Corriere della Sera”

Mentre la Polizia interroga Alessandro, il Corriere mette sul tavolo l’ipotesi del maniaco che imita la voce di Alessandro. Una pista concreta. Il giornalista del Corriere sente le insegnanti di Mirella, le sue compagne di classe. Un lavoro d’inchiesta che sicuramente avrebbe contribuito a far luce sulla scomparsa di Mirella.

Invece il 22 giugno scompare Emanuela Orlandi e l’articolo del “Corriere della Sera” viene dimenticato. Niente più pista del maniaco.

Andrebbe ricostruita nei dettagli la cena del dicembre 1982. Le persone presenti, eventuali accompagnatori. Importante capire anche perché viene scelta la data del 7 maggio per agire.

Dopo aver agganciato Mirella l’ignoto come agisce? Necessariamente doveva portare Mirella in un luogo sicuro e non troppo lontano. Non aveva buone intenzioni e non poteva certo agire per strada o all’aperto a Villa Torlonia. Teniamo separati il luogo del delitto con quello di eventuale occultamento del corpo.

Mirella aveva fretta, doveva tornare presto a casa. Difficilmente avrebbe seguito il soggetto lontano.

 Questo circoscrive di molto la ricerca che dovrebbe avvenire nei dintorni dei luoghi dove lei si sentiva più al sicuro: casa sua e il bar di famiglia.

Mirella esce dal bar dei De Vito, non ci sono elementi per pensare il contrario, non trova Alessandro. Sono quasi le 16 e lei alle 16 e 30 ha appuntamento con una sua amica. Decide di tornare a casa ma incontra qualcuno di rassicurante? Rassicurate perché lo conosce e per la sua posizione sociale. E lo segue.

Forse lo stesso che compie il passo falso del riferimento al litigio. I “rapitori” di Mirella fanno riferimento ad un litigio che la ragazza aveva avuto, nel bar dei Gregori, con il suo fidanzato nel pomeriggio del 6 maggio. Circostanza vera. Visto che Mirella non era nella mani dei suoi “rapitori” chi poteva sapere del litigio? Alcune amiche di Mirella, alcuni amici del fidanzato e forse alcune persone presenti al bar ma non i “rapitori” che non avrebbero atteso tre mesi. Un cerchio non molto ampio da cui ripartire. Il litigio era una circostanza banale, cancellata velocemente dall’angoscia per la scomparsa di Mirella. Pochi lo avranno conservato nella memoria e forse qualcuno ha chiesto loro di ricordare fatti rilevanti accaduti poco prima della scomparsa di Mirella. Un qualcuno che ha poi telefonato ai Gregori.

Monumento al Bersagliere negli anni 80. Foto ricavata dalla trasmissione “Telefono Giallo”

Il trucco della citofonata sembra portare ad un adescatore professionista. Bisogna ripartire da questo. 

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