25 Ottobre 2026
L’ABISSO DEL TECNO-FASCISMO:IL COLLASSO MATERIALE

Di Maddalena Celano
L’ABISSO DEL TECNO-FASCISMO:
IL COLLASSO MATERIALE
DELL’ILLUSIONE REAZIONARIA E LA
TRAGEDIA DI UNA GENERAZIONE
Saggio d’Inchiesta Socio-Politica e Analisi Critica
- LA GENESI DELLA DISARTICOLAZIONE: DAL “VINCOLO
ESTERNO” ALLA MACELLERIA SOCIALE
L’attuale disastro socio-economico dell’Occidente, e dell’Italia in particolare, non è il frutto di una tragica
fatalità o di un’imprevista deriva gestionale, bensì l’esito calcolato di una meticolosa tecnologia di
disciplinamento di classe avviata tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90. Con la dissoluzione del
blocco sovietico e la liquidazione della sinistra storica, il capitale finanziario neoliberista ha spalancato le
porte a un’offensiva deregolamentatrice senza precedenti. In Italia, questo capolavoro politico si è
consumato attraverso una duplice operazione: prima la cancellazione della rappresentanza dei
lavoratori, rimpiazzata da formazioni centriste, equivoche e palesemente trasformiste; poi l’infezione
ideologica del cosiddetto campo progressista.
La parabola della Margherita e la sua successiva fusione con i resti de-ideologizzati del post-comunismo
nel Partito Democratico hanno rappresentato il perfetto cavallo di Troia per inoculare il dogma liberista.
Una metamorfosi grottesca che ha finito per creare una nuova Democrazia Cristiana, ma svuotata di
qualsiasi attenzione sociale e totalmente votata al vincolo esterno europeo, al pareggio di bilancio e al
massacro dei diritti dei lavoratori. Parallelamente, l’Università pubblica veniva trasformata in una vera e
propria incubatrice di servitù volontaria. La teoria critica e l’analisi di classe sono state scientificamente
ridicolizzate ed emarginate come ferri vecchi del Novecento, sostituite dall’assurda pedagogia
dell’occupabilità e della formazione permanente. Un loop perverso in cui la disoccupazione e la
precarietà smettevano di essere fallimenti strutturali del mercato per diventare colpe individuali dei
singoli aspiranti lavoratori. - LA MORSA SULLA GENERAZIONE ’78-’80: L’ESTORSIONE
DELLA GIOVINEZZA
Chi è nato tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80 ha vissuto sulla propria pelle il ruolo di cavia di
questo esperimento biopolitico. A un’intera generazione di laureati e tecnici qualificati è stato
somministrato un ricatto morale e materiale ininterrotto: stage gratuiti a catena, tirocini infiniti e
contratti farsa a termine, sempre accompagnati dalla stucchevole cantilena colpevolizzante del “non sei
ancora abbastanza preparata, ti manca l’esperienza”. Questo dispositivo di parcheggio sociale
prolungato ha consentito alle aziende di estrarre lavoro ad altissimo valore aggiunto a costo zero, mentre le vittime venivano spinte all’autocolpevolizzazione e alla paralisi psicologica, bruciando i decenni biologicamente e professionalmente più fertili nella più totale impossibilità di costruire un futuro, una casa o una famiglia.
La cosa più ironica e tragica di questo processo è stata l’efficacia con cui è stato anestetizzato il conflitto sociale. L’inculcamento martellante del mito dell’imprenditore di se stesso ha ritardato l’esplosione della rabbia di oltre vent’anni. Un ritardo drammatico che ha concesso alle élite il tempo materiale per ristrutturarsi, digitalizzare la sorveglianza e dotarsi di leggi speciali e apparati repressivi pronti a schiacciare preventivamente qualsiasi piazza nel momento in cui la pentola a pressione fosse infine esplosa.
3. LA RESTAURAZIONE GROTTESCA: LOMBROSIANESIMO E
RAZZISMO SENZA BASE MATERIALE
Raggiunto il limite fisiologico dell’accumulazione e di fronte a un crollo demografico spaventoso causato dalle sue stesse politiche, il sistema tenta oggi una virata autoritaria sotto forma di tecno-fascismo. Non potendo più comprare la pace sociale con il welfare o salari dignitosi, il potere rispolvera il peggior repertorio reazionario, arruolando influencer prezzolati per diffondere ridicole teorie lombrosiane sulla gerarchia biologica delle razze e sulla presunta necessità di iperspremere i corpi. Peccato che questa narrazione neofascista crolli miseramente davanti alla realtà dei fatti.
L’Occidente non è più il centro propulsivo del pianeta, ma un parassita finanziarizzato e speculativo che non produce quasi più nulla di materiale, avendo delocalizzato l’industria pesante e la manifattura verso il Sud Globale. Persino il mito dell’immigrazione usata come riserva inesauribile di braccia ricattabili si sta rivelando una gigantesca illusione: l’Italia è diventata un semplice territorio di transito da cui anche i migranti scappano a gambe levate verso Paesi con stipendi decenti, mentre quelli che rimangono, sopraffatti dall’inflazione e dal carovita, allineano istantaneamente la loro natalità ai tassi di declino italiani.
4. LA “MANOSFERA” E LA MORTE DEI PRESUPPOSTI
MATERIALI DEL PATRIARCATO
L’apoteosi del ridicolo di questa reazione ideologica è rappresentata dal fenomeno della manosfera e dalla mitologia del maschio alfa reazionario. Schiere di soggetti frustrati evocano con toni epici le fatiche storiche della miniera e dei cantieri per esigere in cambio la sottomissione della donna. Tuttavia, la realtà materiale ed etnica polverizza questa pantomima in un secondo. Storicamente, le donne lavoravano nelle miniere europee già nell’Ottocento come Pit Brow Women, e oggi nei Paesi in via di sviluppo dell’America Latina, dell’Africa e dell’Asia la componente femminile nei giacimenti estrattivi è massiccia e documentata.
In Italia e in Occidente, nessun incensatore della manosfera ha mai visto una miniera dall’interno: la stragrande maggioranza svolge lavoretti precari nel terziario svalutato, nei call center o nell’IT alienato.
Nel settore dell’edilizia e dei lavori usuranti, sia in Italia che nel resto del mondo anglosassone o canadese, i cantieri pesanti sono quasi esclusivamente mandati avanti da lavoratori migranti, di colore o appartenenti a minoranze etniche, con una presenza femminile peraltro in netta crescita a livello globale. Il patriarcato storico si reggeva sul ruolo del breadwinner; la manosfera odierna addestra invece narcisisti fragili che pretendono la servitù da donne che lavorano più di loro, che sostengono il triplo carico familiare e a cui vorrebbero persino chiedere di farsi mantenere.
5. L’ESITO FINALE: DALLA REPRESSIONE ALLA
DESERTIFICAZIONE UMANA E SOCIALE
L’illusione delle élite tecno-fasciste è credere che la repressione poliziesca e la criminalizzazione di massa possano piegare la società e far ripartire la macchina del profitto. La realtà è che questo modello produce unicamente desertificazione umana e sociale. Spingere migliaia di giovani verso denunce, fedine penali sporche e carcere significherà semplicemente estrometterli per sempre dal circuito economico, distruggendo qualsiasi residua possibilità di ripresa demografica o di ricambio professionale.
Il tecno-fascismo si troverà a governare le macerie di un Paese svuotato di competenze, popolato da vecchi impoveriti e attraversato da una rabbia sorda e improduttiva. Semplicemente, per gli sfruttatori non rimarrà più nulla da spremere.
6. IL REDDITO UNIVERSALE E LA SOVRANITÀ DEL LAVORO:
UN’EMERGENZA SISTEMICA, NON UN CAPRICCIO
Di fronte all’impatto distruttivo dell’Intelligenza Artificiale, usata dalle élite per mortificare il lavoro intellettuale e scacciare le menti critiche, le proposte di riequilibrio sociale non sono un capriccio ideologico o una concessione assistenziale, ma l’unica condizione fisica per evitare la morte del corpo sociale. Se il capitale vuole mantenere in vita i mercati e il consumo, deve rimettere le persone nelle condizioni economiche di consumare. Se desidera utilizzare la forza lavoro, deve prima garantirne la sopravvivenza biologica e la dignità.
Punti chiave per la tenuta del sistema:
- Reddito di Cittadinanza Universale e Incondizionato (UBI): l’unico strumento immediato per
spezzare il ricatto della precarietà, garantire la sussistenza e riattivare i consumi di base. - Tutele e Salari Elevati: drastica riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione e protezione
totale della salute dei lavoratori produttivi. - Superamento del Parassitismo Finanziario: le economie speculative hanno svuotato la nazione di
industrie ed esseri umani. Senza un Reddito Universale e la valorizzazione delle intelligenze preparate,
lo stesso sistema tecno-fascista crollerà nell’infinito deserto da esso creato.

