19 Ottobre 2026
L’ARCHITETTURA DELL’ODIO ONLINE: ANATOMIA SCIENTIFICO-CRITICA DELLA SOTTOCULTURA INCEL E DELLE SUE DERIVAZIONI ESTREMISTE

Di Maddalena Celano
Quando ci si trova di fronte all’insorgere continuo di notizie legate alle violenze di genere e ai
femminicidi, è impossibile non interrogarsi sulle radici profonde e sui meccanismi ideologici
che alimentano tali fenomeni. Spesso, nel dibattito pubblico, si commette l’errore concettuale
di liquidare queste manifestazioni di odio come casi clinici isolati, patologie individuali o
semplici devianze psicologiche di singoli soggetti. La realtà dei fatti e l’evidenza empirica ci
mostrano invece uno scenario decisamente più strutturato, complesso e pericoloso: ci
troviamo di fronte a una vera e propria eversione ideologica e subculturale, nota come
movimento Incel (Involuntary Celibates, ossia celibi involontari), che affonda le sue radici
nella “Manosphere” digitale e trova alimento in narrazioni fortemente tossiche e
deumanizzanti.
I dati scientifici e le rilevazioni statistiche a nostra disposizione tracciano un quadro di aperta
emergenza sociale che smentisce categoricamente qualsiasi tentativo di riduzionismo.
Come evidenziato dallo studio europeo “Incels: A First Scan of the Phenomenon (in the EU)
and Its Challenges for P/CVE” condotto per conto della Commissione Europea, l’Italia figura
tragicamente al quarto posto tra i Paesi più attivi in Europa per volume di interazioni e
presenza di utenti all’interno di forum e canali dedicati alla cultura Incel. Questo
posizionamento appare drammaticamente grave se raffrontato con le condizioni strutturali
della popolazione femminile nel nostro Paese, trasformando l’Italia in un vero e proprio
“mattatoio” simbolico, materiale e culturale per le donne. L’Italia registra infatti tra i tassi più
bassi di occupazione femminile in Europa, un persistente divario retributivo e tassi di
emancipazione tra i più critici del continente, a cui si aggiunge un fenomeno pervasivo di
violenza online, verbale, simbolica e psicologica gestito da gruppi di regressione reazionaria.
Basti pensare ai dati presentati nel report Istat “Violenza contro le donne dall’infanzia all’età
adulta”, i quali indicano come il 15,3% delle donne italiane tra i 16 e i 75 anni (una cifra
imponente che corrisponde a circa 3 milioni di persone) abbia subito forme di violenza fisica
o sessuale prima del compimento dei 16 anni. È proprio su questo terreno già devastato che
la radicalizzazione online agisce, fornendo un’impalcatura teorica che giustifica e incentiva
l’ostilità di genere fino al compimento di reati violenti e stragi di massa.
DALL’ODIO DIGITALE ALLA VIOLENZA FISICA:
LA MAPPA DEI REATI E DEGLI ATTENTATI
La sottocultura Incel non si limita alla speculazione teorica nei forum, ma si traduce in una
scia sanguinosa di terrorismo misogino ampiamente documentata dalla letteratura
criminologica internazionale:
● Le Stragi negli Stati Uniti e in Canada: Il fenomeno ha mostrato la sua matrice
stragista con Elliot Rodger (Isla Vista, 2014, 6 morti e 14 feriti), George Sodini
(Collier Township, 2009, 3 morte e 9 feriti) e Alek Minassian (Toronto, 2018, 10 morti
travolti con un furgone), quest’ultimo dichiaratosi esplicitamente un “soldato
dell’ideologia Incel”.
● L’Emergenza in Europa: Il terrorismo Incel ha varcato l’Oceano Atlantico. Nel 2021,
a Plymouth (Regno Unito), Jake Davison ha ucciso 5 persone dopo essere emerso
da forum misogini e canali Incel. In Italia e in Europa, le indagini giudiziarie e
l’inchiesta “Oltre” di Beatrice Petrella hanno rivelato come l’incitamento allo stupro, lo
stalking di gruppo, il doxxing e la glorificazione di assassini come Filippo Turetta o
Angelo Izzo siano prassi quotidiana nelle chat private, configurando una minaccia
concreta per la sicurezza pubblica e l’incolumità fisica delle donne.
L’INGANNO RETORICO: FALLACIE,
MISTIFICAZIONI E CONFUSIONE TRA PARITÀ
E OMOLOGAZIONE
Per comprendere la pericolosità dell’ideologia Incel e neomaschilista, occorre smontare
rigorosamente gli artifici retorici e le mistificazioni concettuali su cui essa si regge:
- La Naturalizzazione della Disuguaglianza: I teorici del neomaschilismo tentano
costantemente di far passare le gerarchie di genere come un dato “naturale” e
biologicamente immutabile. Attraverso la tipica fallacia naturalistica, sostengono che
la subordinazione femminile sia il riflesso di un ordine spontaneo, negando secoli di
costruzione sociale, giuridica e patriarcale. - Le Menzogne sul Lavoro, il Mito del Cantiere e le Smentite della Storia: Un ben
noto trucco retorico consiste nell’affermare provocatoriamente che se le donne
volessero “vera parità”, dovrebbero andare a svolgere unicamente i lavori più
usuranti, come il minatore o l’operaio edile nei cantieri. Si tratta di una palese e
sfrontata falsificazione storica e geografica:
○ In Italia e in Sardegna: La storia mineraria italiana registra la presenza
fondamentale delle cernitrici di miniera (da Monteponi a Serbariu e Buggerru
in Sardegna), donne che lavoravano in condizioni igieniche e fisiche
durissime alla cernita e al trasporto del minerale.
○ Negli Stati Uniti e nel Regno Unito: Durante le rivoluzioni industriali e le
guerre mondiali, milioni di donne lavorarono nei cantieri navali, nella
metallurgia pesante e nelle miniere di carbone (le celebri pit brow lasses
britanniche). Tuttora, negli USA e nei Paesi nordici, le donne lavorano
regolarmente nella cantieristica e nelle infrastrutture pesanti.
○ Nell’Unione Sovietica e in America Latina: Nell’URSS e nel blocco
socialista, le donne costitutivo una quota massiccia della forza lavoro
nell’edilizia pesante, nelle infrastrutture e nelle miniere stratificate,
esattamente come accade oggi nelle miniere della Bolivia, del Perù e di
diverse aree dell’America Latina.
- La Confusione tra Pari Opportunità e Omologazione: Un ulteriore artificio
concettuale consiste nel confondere deliberatamente le pari opportunità con
l’omologazione forzata. Le pari opportunità rappresentano un pilastro sacrosanto
della democrazia costituzionale, garantendo che ogni individuo, a prescindere dal
genere, abbia pari dignità e parità di accesso alle istituzioni, alla politica e al mercato
del lavoro. Esigere una rappresentanza paritaria (50 e 50) negli organi decisionali è
un requisito democratico elementare per garantire che la sovranità popolare sia
pienamente rappresentata. I gruppi neomaschilisti attaccano questo principio
democratico fondamentale mistificandolo come un tentativo di “annullare le
differenze biologiche” o “omologare i sessi”, confondendo così la sfera dei diritti
politici con la sfera della variabilità individuale.
COMPLOTTI BIFORCATI E REALI
FINANZIAMENTI CRIMINALI: DALLA
MANOSPHERE ALL’ESTREMA DESTRA
Per mascherare la propria reazionalità, la subcultura neomaschilista ricorre alla diffusione di
teorie del complotto del tutto prive di fondamento storico e scientifico. Tra le varie tesi
bislacche spicca la narrazione secondo cui il movimento femminista e l’emancipazione
femminile sarebbero stati “inventati” o “finanziati segretamente” dai grandi potentati
economici globali (come la famiglia Rockefeller) con l’obiettivo di raddoppiare la forza lavoro
da tassare o di distruggere la famiglia tradizionale. Questa tesi ignora totalmente la storia
secolare delle lotte sociali, dell’autorganizzazione operaia e dei movimenti di liberazione
condotti in prima persona dalle donne.
Mentre si inventano complotti fantastici sul femminismo, si tace colpevolmente sui reali e
documentati canali di finanziamento che alimentano la rete neomaschilista e Incel:
● I Reticolati Criminali e la Monetizzazione dell’Odio: La galassia della
“Manosphere” trova la sua benzina economica in vere e proprie organizzazioni a
delinquere. Il caso più emblematico è quello dei fratelli Andrew e Tristan Tate,
incriminati e rinviati a giudizio per reati gravissimi quali traffico di esseri umani,
costituzione di un’associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento e violenza
sessuale. Nonostante i provvedimenti giudiziari, la loro vasta rete d’affari e di
reclutamento online continua a generare profitti milionari attraverso corsi,
abbonamenti e piattaforme che monetizzano l’insicurezza dei giovani, trasformando il
risentimento in un’attività commerciale altamente redditizia e spietata.
● La Convergenza con l’Estrema Destra e il Neofascismo: A livello ideologico e
logistico, la rete Incel si salda in modo pervasivo con gruppi neofascisti, neonazisti e
reazionari dell’Alt-Right. Queste ideologie, intrinsecamente antidemocratiche e
incompatibili con i valori costituzionali, utilizzano la frustrazione maschile come
terreno di reclutamento, promuovendo la reificazione delle donne, l’odio identitario e
la giustificazione della violenza come strumento di sopraffazione sociale.
CONCLUSIONI
La sottocultura Incel e le sue ramificazioni non sono una semplice parentesi di disagio
giovanile, né una legittima corrente di pensiero: rappresentano una grave e urgente
emergenza democratica, culturale e di sicurezza pubblica. Di fronte a teorie antiscientifiche,
inganni retorici, violenze fisiche reali e reti criminali che alimentano il massacro simbolico e
materiale delle donne, è indispensabile alzare al massimo il livello di allarme sociale,
smontare con il rigore dei dati e dell’analisi storica ogni mistificazione e promuovere percorsi
educativi e istituzionali capaci di eradicare alla radice questa pericolosa deriva eversiva.

