27 Luglio 2026
La Cina lancia un piano globale per l’intelligenza artificiale e fonda un’organizzazione mondiale per contendere l’egemonia tecnologica agli Stati Uniti
La Cina lancia la WAICO e il piano per la governance dell’IA con 29 paesi per sfidare gli USA.

Di Marlene Madalena Pozzan Foschiera
La Cina ha compiuto un altro passo per consolidare la propria leadership nella governance internazionale dell’intelligenza artificiale. Durante la Conferenza Mondiale sull’Intelligenza Artificiale (WAIC 2026), tenutasi a Shanghai dal 17 al 20 luglio, il presidente Xi Jinping ha annunciato la nascita dell’Organizzazione Mondiale per la Cooperazione in Intelligenza Artificiale (WAICO) e ha presentato un ampio Piano d’Azione per la Cooperazione e lo Sviluppo Globali in Intelligenza Artificiale, diffuso dalla Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma (NDRC) e ripreso dal Global Times.
Il piano traduce in pratica le proposte presentate da Xi all’apertura della conferenza. Invece di trattare l’intelligenza artificiale come strumento di competizione geopolitica o di concentrazione tecnologica, l’iniziativa propone un modello fondato sulla cooperazione, sull’inclusione e sulla condivisione dei benefici dell’innovazione tra i paesi sviluppati e, soprattutto, le nazioni del Sud globale. Secondo esperti cinesi citati dal Global Times, il documento ha un “orientamento chiaro” e un “profondo significato strategico”, perché stabilisce una tabella di marcia concreta per trasformare l’intelligenza artificiale in un bene pubblico mondiale.
Otto pilastri per una nuova governance dell’IA
Il piano organizza la strategia cinese in otto grandi ambiti d’azione, che coprono l’intera catena di sviluppo dell’intelligenza artificiale: infrastrutture dei dati, capacità di calcolo, rafforzamento dell’ecosistema tecnologico, industrializzazione dell’IA, formazione dei talenti, norme e standard internazionali, meccanismi di governance globale e principi etici per un uso responsabile della tecnologia.
Uno degli obiettivi centrali è accelerare l’integrazione dell’intelligenza artificiale nell’economia reale e nei servizi pubblici, con applicazioni rivolte a:
- ricerca scientifica;
- industria manifatturiera;
- sanità e istruzione;
- agricoltura e gestione urbana;
- pubblica amministrazione e servizi sociali.
Secondo il documento, l’obiettivo è trasformare rapidamente i progressi scientifici in guadagni concreti di produttività, efficienza e qualità della vita, attraverso la strategia “IA+”, che integra l’intelligenza artificiale nei diversi settori economici.
La WAICO e il Brasile tra i paesi fondatori
Il lancio del piano è avvenuto un giorno dopo il passaggio istituzionale più concreto della strategia cinese: il 16 luglio, rappresentanti di 29 paesi hanno firmato a Shanghai l’accordo costitutivo della WAICO, organizzazione internazionale intergovernativa e indipendente, con sede nella città cinese. Il ministro degli Esteri Wang Yi ha firmato per conto di Pechino, e il segretario generale dell’ONU, António Guterres, ha partecipato alla cerimonia.
Il Brasile figura tra i firmatari fondatori, insieme a Russia, Bielorussia, Serbia, Cuba, Venezuela, Kazakistan, Pakistan, Laos, Indonesia e diversi paesi africani e asiatici. Molti di questi nomi fanno parte anche del blocco BRICS, il che rafforza la lettura secondo cui la nuova organizzazione si inserisce nella più ampia contesa per un’architettura multipolare della governance tecnologica.
È significativo che nessun paese occidentale, o allineato agli Stati Uniti, abbia firmato l’accordo fondativo, né vi sia alcun segnale che lo farà. Analisti citati dalla rivista The Diplomat hanno descritto la composizione della WAICO come la prova di una divisione geopolitica sempre più netta nella governance dell’intelligenza artificiale, tra un blocco occidentale centrato su Washington e un blocco guidato da Pechino e rivolto al Sud globale.
“L’intelligenza artificiale non deve essere l’esibizione solista di un solo paese, ma una sinfonia di cooperazione internazionale” — Xi Jinping, all’apertura della WAIC 2026
Per rendere possibile questa cooperazione, Xi Jinping ha inoltre annunciato che la Cina offrirà cinquemila opportunità di formazione e seminari sull’intelligenza artificiale ai paesi in via di sviluppo nei prossimi cinque anni, oltre a centri di cooperazione tecnologica. L’iniziativa si aggiunge a impegni precedenti, come l’Iniziativa per la Governance Globale dell’IA, lanciata da Pechino nel 2023, il Piano d’Azione per il Rafforzamento delle Capacità in IA per il Bene e per Tutti e l’Iniziativa di Cooperazione Internazionale “IA+”.
Un modello alternativo al paradigma statunitense
Il contrasto con la postura di Washington è evidente, e richiama, per chi conosce la storia europea del secondo dopoguerra, la memoria di un’egemonia tecnologica ed economica imposta attraverso condizionalità piuttosto che attraverso cooperazione paritaria. Pochi giorni prima della conferenza di Shanghai, Stati Uniti e Cina hanno presentato visioni rivali in un dialogo dell’ONU sull’intelligenza artificiale: il governo statunitense ha sostenuto che una regolamentazione eccessiva soffocherebbe l’innovazione, mentre Pechino ha presentato i propri modelli open source e a basso costo, come DeepSeek e Kimi, come un bene pubblico capace di ridurre la disuguaglianza tecnologica globale. Poche grandi aziende tecnologiche statunitensi hanno partecipato all’evento di Shanghai, che si è svolto alla vigilia dei primi colloqui ufficiali tra i due paesi sull’intelligenza artificiale sotto il governo di Donald Trump.
Per i ricercatori del Carnegie Endowment for International Peace, la WAICO potrebbe anche funzionare come strumento per ampliare la rete cinese di centri di cooperazione in IA e per influenzare i dibattiti sul tema in sedi come l’ONU. Si tratta di una lettura che non contraddice, ma completa, l’interpretazione secondo cui l’organizzazione risponde a una domanda reale dei paesi del Sud globale di alternative alla dipendenza tecnologica dalle grandi piattaforme occidentali.
Il Brasile tra due offerte
L’adesione brasiliana alla WAICO avviene nello stesso momento in cui il paese affronta pressioni dirette da Washington su altri fronti, dalla politica tariffaria alle richieste relative alle terre rare e all’infrastruttura finanziaria del Pix. La partecipazione del Brasile come membro fondatore di un’organizzazione guidata dalla Cina rende evidente come la contesa tra due modelli di sviluppo tecnologico, uno fondato su concentrazione e condizionalità, l’altro presentato come cooperazione orizzontale, attraversi anche la politica estera brasiliana in un momento elettorale delicato.
Più che contendere agli Stati Uniti la leadership tecnologica, Pechino cerca di costruire un’alternativa internazionale fondata sul multilateralismo, sul codice aperto, sulla cooperazione scientifica e sull’idea che l’intelligenza artificiale debba servire lo sviluppo condiviso dell’umanità, e non soltanto gli interessi delle grandi potenze o dei giganti privati della tecnologia. Per la sinistra italiana, memore delle proprie battaglie storiche contro le egemonie imposte dall’alto, sia quelle del secolo scorso sia quelle del capitale finanziario globale, la partita che si apre a Shanghai riguarda un principio non nuovo: chi stabilisce le regole del gioco tecnologico, stabilisce anche chi ne raccoglie i frutti.
Note redazionali e fonti:
– Global Times: copertura del Piano d’Azione per la Cooperazione e lo Sviluppo Globali in IA (documento di base fornito).
– Xinhua/People’s Daily/CGTN/SCIO: testo integrale del discorso di Xi Jinping all’apertura della WAIC 2026 (17/07/2026), quattro punti per una governance equa, annuncio della WAICO.
– Reuters (via The Next Web): firma dell’accordo costitutivo della WAICO il 16/07/2026, elenco dei paesi fondatori, assenza di paesi occidentali, contesa USA-Cina all’ONU sulla regolamentazione dell’IA.
– The Diplomat: analisi della composizione geopolitica della WAICO e della divisione emergente nella governance globale dell’IA.
– Carnegie Endowment for International Peace (Arindrajit Basu): lettura critica sugli obiettivi strategici cinesi dietro la WAICO.
– Revista Fórum / Brasil 247 / Mobile Time / Ipesi / Telesíntese: copertura brasiliana dell’adesione del Brasile alla WAICO come membro fondatore.
– Wikipedia (WAICO): cronologia della proposta (2025, APEC) fino alla fondazione formale del 16/07/2026.
– Suggerimento: collegare questo testo all’articolo già pubblicato sulle richieste degli Stati Uniti al Brasile (documento di Jamil Chade), rafforzando il contrasto editoriale tra pressione e cooperazione.

