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11 Maggio 2026

L’eredità di Matteotti e il diritto di parola delle opposizioni

L’eredità di Matteotti: perché il diritto di parola tutela la democrazia.

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Redazionale

Era il 30 maggio 1924 quando alla Camera dei deputati Giacomo Matteotti denunciava i brogli elettorali dei fascisti.

Matteotti disse “Io chiedo di parlare non prudentemente, né imprudentemente, ma parlamentaramente”.

Un discorso che Matteotti ha pagato con la vita.

Con la mentalità di oggi qualcuno potrebbe pensare “era alla minoranza, non aveva nessuna speranza contro i fascisti, perché non è stato zitto?”. Per dignità, per rispetto del suo ruolo, del mandato popolare e della legge.

Sono passati 102 anni e siamo un paese democratico. Perché rievocare Matteotti? Perché le cronache riportano sia a livello nazionale che locale le lamentele e le proteste da parte delle opposizioni per i limiti imposti dalle maggioranze alla loro azione https://www.today.it/politica/decreto-sicurezza-tagliola-emendamenti-proteste-opposizioni.html https://tg24.sky.it/politica/2021/10/27/tagliola-politica-significato https://www.sondriotoday.it/politica/berbenno-di-valtellina-critiche-minoranza-modifiche-regolamento-consiglio-comunale.html https://www.mbnews.it/2024/05/lissone-tagliati-i-minuti-ai-consiglieri-opposizione-infuriata-non-partecipera-piu-al-consiglio/ .

Limiti che vengono imposti non con azione di forza o illegale ma con il formale rispetto delle norme.

Però… In politica non esiste solo il concetto di legale ma anche di opportuno. Non sempre ciò che è consentito risulta politicamente opportuno. Usare la schiacciante maggioranza per decidere quanto deve parlare l’opposizione e come deve svolgere la sua azione è opportuno politicamente?

Accade per paura delle segnalazioni delle opposizioni? Si ma in realtà avanza l’idea che quelle delle opposizioni sono “chiacchiere inutili e noiose”. “Hanno perso, non hanno la maggioranza e ora che vogliono?”. Dimenticano che le opposizioni rappresentano cittadini che hanno il diritto di portare la loro voce nelle istituzioni.

Nell’antica Roma era fondamentale nelle vita pubblica l’ars dicendi. L’oratoria. Ora in politica si parla sempre meno e prevale la logica dei numeri. Non è un buon segno.

Facciamo queste considerazioni anche per via di una vicenda appresa sui social. Non serve indicare dove è accaduto perché lo scopo è analizzare una criticità diffusa non scendere in dinamiche locali.

Criticità segnalate e riassunte da una consigliera di opposizione in uno dei tanti comuni italiani. A lei vogliamo dare nome e cognome, Rosamaria Di Siena, perché ogni storia merita un nome. E vogliamo dare spazio a questa storia .

Non per affinità politiche o ideologiche, anzi in questo caso è vero decisamente il contrario. Nella diversità di idee, la libertà di piena espressione politica deve essere ancora più tutelata. Questa è sempre stata la linea editoriale del nostro giornale.

Nel Consiglio Comunale dello scorso 30 aprile, all’ultimo punto all’ordine del giorno c’era l’approvazione del nuovo regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale. Ciò che ne è scaturito è che l’Amministrazione ha ridotto i tempi per la convocazione dei Consigli Comunali, per la visione e l’acquisizione degli atti da parte dei Consiglieri, limitando anche la durata degli interventi. Se il precedente regolamento prevedeva una durata di 20 minuti per ogni intervento, raddoppiato nel caso si parlasse di Statuto , Regolamento e Bilancio, il nuovo regolamento prevede 10 minuti per ogni intervento, raddoppiati per Statuto, Regolamento e Bilancio con diritto di replica di 5 minuti (preciso che il diritto di replica è stato inserito in sede di Consiglio dalla maggioranza che l’aveva eliminato del tutto).

Quello che emerge sono tempi ridotti per i Consiglieri Comunali per studiare gli atti e un limite sugli interventi per sottrarsi alla discussione e al confronto.

Il ruolo del Consigliere di minoranza è fondamentale. È un ruolo di controllo e vigilanza sull’azione della Giunta e degli uffici, analizzando atti e delibere senza dimenticare la giusta dose di proposte per la crescita e il miglioramento del luogo amministrato. Quindi dico con forza che non si può e non si deve limitare, con supponenza, l’azione amministrativa di chi ha preso un impegno serio e di responsabilità verso persone che con il loro voto hanno fatto una scelta importante. Con la poca esperienza, ancora tutta da acquisire, ma con  tanta voglia di imparare e fare bene sia per onorare il voto di chi mi ha permesso di sedere in Consiglio Comunale sia per tutto il mio paese (che ultimamente versa in condizioni poco gratificanti) nonostante la forte limitazione che con questo nuovo regolamento  è stata imposta:  impegno e  determinazione non cambiano e non cambieranno direzione ed intensità”.

Queste le parole e le motivazioni del consigliere comunale Rosamaria Di Siena. Le stesse di tanti e tante che animano l’opposizione nelle varie articolazioni amministrative del nostro Paese. Opposizione indispensabile per la democrazia.

Come sono indispensabili le parole. E la capacità di ascoltare.

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