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22 Febbraio 2026

Marina Arduini, la commercialista scomparsa nel nulla

Scomparsa Marina Arduini: misteri, indagini

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Credit foto https://www.ilmessaggero.it/frosinone/marina_arduini_il_giallo_dell_hard_disk_l_ex_collabora-7071503.html

Di Pierdomenico Corte Ruggiero

La mattina del 19 febbraio 2007 Marina Arduini esce di casa con un’intenzione precisa: andare al lavoro. Non arriverà mai. Da quel momento la sua vita — 39 anni, commercialista affermata, socia dello studio Multiservice — si dissolve in una sequenza di dati telefonici contraddittori, piste investigative interrotte e silenzi.

A quasi vent’anni dalla scomparsa, il caso resta formalmente senza colpevoli. Ma i punti oscuri sono ancora molti.

L’ultima mattina

Quella di Marina Arduini, a Frosinone, non sembra una fuga. Alle 10.50 risponde a una telefonata: è l’ultimo contatto certo. Poco prima aveva avvisato la segretaria di un lieve ritardo e annullato l’appuntamento con la donna delle pulizie per l’ora di pranzo. Perché sente la necessità di sposare l’appuntamento con la donna delle pulizie? Se doveva recarsi a Roma perché rinviare l’appuntamento? La presenza della donna delle pulizie in ufficio poteva dare “fastidio” a qualcuno?

Celle telefoniche e traiettorie incongruenti

I tabulati indicano agganci del cellulare tra Frosinone, Formia e perfino Salerno. Un tragitto di circa 200 chilometri verso sud che appare incompatibile con i suoi impegni dichiarati.

Il nodo resta cruciale:

era Marina a spostarsi o il telefono era già nelle mani di qualcun altro?

L’ipotesi del depistaggio tecnologico non è mai stata definitivamente chiarita. Le celle dell’epoca non offrivano la precisione odierna, ma una rilettura forense moderna potrebbe ridefinire la traiettoria reale. Inoltre sarebbe il caso , e con le limitate possibilità che abbiamo lo faremo, di cercare riscontri nella zona di Salerno.

L’auto fantasma a Roma

Nel 2009, due anni dopo la scomparsa, la sua Fiat Punto bianca riemerge a Roma, parcheggiata in piazza Aruleno Celio Sabino, non distante dalla rete metropolitana.

Vengono trovate tracce di DNA maschile rimasto ignoto.

Soprattutto: nessuna certezza su chi abbia condotto l’auto lì e quando.

La scelta del luogo — area urbana ad alto transito — suggerisce una possibile volontà di confondere le indagini.

Lo strano furto

Il 14 febbraio 2007 negli uffici della Multiservice avviene un furto anomalo. Non vengono portati via i computer ma vengono gettate a terra tutte le cartelle contenenti le pratiche. Cercavano qualche documento?

Le indagini e le archiviazioni

Nel corso degli anni vengono iscritti nel registro degli indagati un imprenditore di Alatri e altre persone per ipotesi di sequestro e favoreggiamento. Le posizioni vengono archiviate per insufficienza di prove.

Nessuna imputazione regge al vaglio processuale.

Nessun elemento probatorio consolida l’ipotesi dell’omicidio, pur essendo questa la pista investigativa prevalente.

Nel frattempo emergono episodi inquietanti: minacce ai familiari, intrusioni nell’abitazione dei genitori con fotografie lasciate in evidenza. Segnali intimidatori mai definitivamente collegati a un responsabile.

I punti ancora oscuri

Gli spostamenti del telefono.

Una perizia tecnica aggiornata potrebbe distinguere tra movimento reale e agganci anomali di cella.

La collocazione dell’auto.

Un’analisi retrospettiva delle dinamiche di parcheggio e dei flussi urbani potrebbe fornire elementi indiretti sull’orario di abbandono.

Le anomalie professionali.

Un audit forense sulle posizioni contabili seguite dalla commercialista nel periodo immediatamente precedente alla scomparsa potrebbe evidenziare pressioni o conflitti. Tra i clienti della Multiservice erano preseti soggetti successivamente imputati nel processo “Welcome to Italy” a Cassino.

Le testimonianze marginali.

Eventuali dichiarazioni considerate secondarie all’epoca potrebbero acquisire peso alla luce di una nuova ricostruzione cronologica.

Quali accertamenti oggi?

A distanza di quasi due decenni, la tecnologia investigativa è radicalmente cambiata. Un riesame potrebbe includere:

analisi avanzata dei dati telefonici storici con modelli di triangolazione migliorati;

riesame genetico di eventuali reperti con metodiche di estrazione a bassa concentrazione;

data mining su archivi bancari e societari dell’epoca;

verifica di eventuali backup digitali su server ancora attivi o recuperabili.

Non si tratta di riaprire una suggestione, ma di verificare se strumenti oggi disponibili possano colmare lacune del 2007.

La scomparsa di Marina Arduini resta uno dei casi irrisolti più opachi del territorio laziale. Non vi è un corpo, non vi è una scena del crimine formalizzata, non vi è un movente cristallizzato in sede giudiziaria.

Resta solo una domanda centrale, ancora inevasa:

cosa aveva scoperto Marina Arduini prima di sparire?

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