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Cultura

MAURIZIO EVANGELISTA CI RACCONTA “LA NOTTE BIANCA DI POESIA AL DOLMEN”

La poesia non può spegnere un incendio, non può disarmare un esercito. Ma può impedirci di abituarci al dolore

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Di Maria del Rosso

Maurizio Evangelista , lo scrittore e poeta biscegliese, ci racconta la nuova edizione de “La Notte bianca della poesia al Dolmen” prevista per il 12 luglio a Bisceglie.

Evangelista è conosciuto nel panorama letterario italiano e internazionale per essere promotore e attivista della poesia  come strumento di emancipazione dell’ umanità conl’ augurio  che le nuove generazioni possano avvicinarsi e incuriosirsi a scoprire la bellezza e la linfa vitale della poetica dei grandi autori contemporanei.

 Maurizio anche per quest’ anno sei il direttore artistico dell’ evento “Notte di poesia al Dolmen” nel cuore di Bisceglie. Quali ospiti ci saranno e cosa ti aspetti da quest’ edizione?

‘Quest’ anno la  ‘Notte di poesia al Dolmen’ si terrà sabato 12 luglio (evento clou della programmazione dell’associazione Pro loco presieduta da Pierpaolo Sinigaglia, patrocinato dal Comune di Bisceglie e inserito, nel contesto della Giornata delle Pro Loco d’Italia 2025) e promette di essere un’edizione particolarmente intensa ed evocativa. Ospiteremo il poeta e sassofonista Vittorino Curci, figura di spicco nel panorama artistico italiano, che ci guiderà in un’esperienza unica attraverso il progetto Mute profondità. Si tratta di un trio straordinario che unisce parola e musica in una forma espressiva di grande forza emotiva. Insieme a lui, sul palco, ci saranno Gianni Console ai sassofoni e all’elettronica e Walter Forestiere alle percussioni. La loro performance sarà un viaggio nella poesia pluripremiata di Curci, intrecciata alle sonorità libere e sperimentali del free jazz. Mi aspetto una serata capace di toccare corde profonde, in cui poesia e musica dialoghino in modo autentico con il luogo magico del Dolmen. L’obiettivo è, come sempre, quello di creare un momento di bellezza condivisa, aperto all’ascolto e alla riflessione.’

Il Dolmen sarà la cornice della manifestazione e cosa ti emoziona di questo luogo suggestivo ?

‘Il Dolmen di Bisceglie non è solo una cornice, ma è parte viva dell’anima dell’evento. In questi anni, da quando è nata la “Notte di poesia al Dolmen”, quel luogo è diventato per me e per chi vi partecipa un punto d’incontro tra tempo, memoria e arte. Ogni edizione ha avuto un’atmosfera irripetibile, forse proprio grazie alla presenza silenziosa e millenaria del Dolmen, che sembra custodire ogni parola detta, ogni nota suonata. Mi emoziona la sua capacità di accogliere la poesia e la musica come se fossero riti antichi, naturali. È un luogo che amplifica il senso di ciò che accade: sotto le stelle, immersi nella natura, ogni gesto artistico sembra acquisire un significato più profondo. Negli anni abbiamo condiviso lì momenti di grande intensità, con ospiti straordinari e un pubblico sempre attento e partecipe. Tornarci ogni anno è come rinnovare un patto con la bellezza e con il senso del fare cultura in maniera autentica.’

Tre aggettivi per descrivere l’ evento più atteso dagli amanti della poesia.

‘Magnetico, perché attira chi cerca l’ esperienza che vada oltre il semplice ascolto. Intimo, perché crea una connessione profonda tra artisti, pubblico e natura. Autentico, perché nasce dal desiderio sincero di condividere bellezza e pensiero in un luogo carico di storia.’

In questi tempi difficili per l’ umanità dominati dalle guerre quanto sia importante porre al centro dell’ esistenza la poesia come strumento per smuovere le coscienze. Al riguardo, c’ è una poesia che vorresti dedicare al tuo pubblico contro le guerre?

‘La poesia ha il potere di scuotere le coscienze, di riportarci a ciò che conta davvero: la vita, la dignità, la compassione. Non può fermare una guerra, ma può cambiare uno sguardo, accendere una consapevolezza, rivelare l’assurdità e la brutalità di ogni conflitto. La poesia che voglio condividere è di Ada Limón, una delle voci più intense della poesia americana contemporanea. Si intitola The End of Poetry (La fine della poesia). In questi versi, Ada non ci offre risposte, ma ci mostra una fame di autenticità, un desiderio profondo di parole che abbiano davvero senso, in un mondo che sembra aver perso il suo.’

Estratto da “The End of Poetry”

di Ada Limón (trad. italiana adattata)

[…]

Voglio una poesia che sia

almeno onesta. Una poesia che dica:

basta metafore adesso. Basta bellezza

se non serve a salvarci.

Voglio una poesia che mi guardi negli occhi

mentre il mondo brucia,

e non distolga lo sguardo.

La poesia non può spegnere un incendio, non può disarmare un esercito. Ma può impedirci di abituarci al dolore. Può tenerci svegli, presenti, vivi. E questa è già una forma di resistenza.

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