31 Maggio 2026
Chi ha ucciso Romina Del Gaudio?
Il mistero irrisolto del brutale omicidio di Romina Del Gaudio

Di Pierdomenico Corte Ruggiero
Una bella ragazza che vive serena con sua madre. Una ragazza come tante, con sogni, passioni e un lavoro: un impiego che non porta grandi guadagni, ma sufficiente per garantirle una prima indipendenza.
Il 4 giugno 2004 la ragazza esce di casa. Con alcuni colleghi deve vendere contratti telefonici. Questo è il suo lavoro. All’ultimo momento viene deciso di recarsi ad Aversa. La ragazza inizia, da sola, il suo giro con l’impegno di incontrare i colleghi per pranzo. Dei testimoni la vedono ferma a un incrocio in Piazza Magenta. Vedono anche due uomini seguirla a bordo di una vettura in via Andreozzi, in direzione del Parco Pozzi.
Poi, la ragazza sparisce nel nulla. Verrà ritrovata cadavere il 21 luglio 2004, nel bosco del Real Sito di Carditello. È stata uccisa con due coltellate e due colpi di calibro 22 alla tempia. Le indagini sono durate anni, con diversi indagati e sospettati, ma alla fine il caso è stato archiviato. Nessun colpevole. Per ora.
Poche parole per raccontare una storia tragica, in cui mancano però due elementi fondamentali: il nome della ragazza e il nome dell’assassino.
La ragazza era Romina Del Gaudio (https://casertace.net/lomicidio-di-romina-del-gaudio-ci-sono-3-indagati-trema-lalta-borghesia-aversana-i-troppi-buchi-dellindagine/). Viveva a Napoli con la madre in via dei Camaldolilli; erano legatissime. Il padre viveva in Germania e doveva testimoniare in un processo che coinvolgeva anche elementi legati alla camorra. Da due settimane la giovane lavorava come promoter per la Wind. Romina era come la sua Napoli: bella e solare.
Il suo assassino, invece, è ancora nascosto nelle tenebre, senza luce come la sua coscienza. Rimane quindi la domanda: chi ha ucciso Romina Del Gaudio?
Il giorno prima della sua scomparsa, il 3 giugno, a Parete, davanti allo studio dentistico del dottor Giovanni Dell’Aversana, un uomo corpulento e uno più longilineo provano a rapire una ragazza somigliante a Romina, che svolgeva il suo stesso lavoro. I due erano attesi da una monovolume grigio chiaro guidata da un complice. Il tentativo di rapimento fallisce solo grazie all’intervento del dentista (https://www.corrierediaversaegiugliano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8309:romina-del-gaudio-una-lettera-anonima-appare-attendibile&catid=102&Itemid=680).
Se la vittima designata era proprio Romina Del Gaudio, l’assassino come era venuto a conoscenza della sua presenza ad Aversa? Veniva seguita? Il killer faceva parte della cerchia di conoscenze della ragazza?
Questo è il punto cruciale. Nel caso di un “incontro” casuale ad Aversa allora è chiaro che c’era un “cacciatore” che batteva le strade della città e che avrà probabilmente colpito altre volte. Se era invece seguita potrebbe essere più facile restringere.
L’assassino portava sia coltello che pistola. Indicativo di un profilo criminale di elevata pericolosità e non estemporaneo. Rapinatori, bassa manovalanza per la malavita con possibili devianze sessuali. Forse.
Sicuramente Romina viene uccisa con due armi diverse: un coltello e una pistola. Forse Romina, dopo essere stata accoltellata, ha tentato la fuga ed è stata finita a colpi di pistola.
Bisogna anche essere prudenti nell’analisi del luogo di ritrovamento del corpo. Non si possono escludere tentativi di messa in scena.
Nonostante le successive archiviazioni del caso per mancanza di prove definitive, gli ultimi anni hanno visto un rinnovato faro della criminologia e della genetica forense sul caso. Esami scientifici approfonditi con tecnologie di ultima generazione hanno permesso di isolare una traccia di DNA maschile sugli indumenti (in particolare sulla giacca e sugli slip) che Romina indossava al momento del delitto, aprendo la strada a possibili nuove comparazioni genetiche. La ferocia del delitto, l’utilizzo di due armi e il taglio degli indumenti intimi continuano a stringere il cerchio attorno a un movente di natura prevalentemente sessuale o a un’aggressione brutale da parte di soggetti che conoscevano gli spostamenti dei promoter nella zona.
Un maniaco, un conoscente respinto, una vendetta? Nemmeno il movente è chiaro. Eppure rimane un dato oggettivo: il luogo in cui è avvenuto il contatto tra l’assassino e la vittima. Le strade di Aversa. E le strade di Parete, dove è avvenuto il tentato rapimento. Inoltre, andrebbero approfondite le dinamiche lavorative. Bisogna verificare, nuovamente, se il destino di Romina sia legato ai fatti di Parete.
Il ricordo di Romina Del Gaudio resta vivo nelle persone che l’hanno amata. Un amore che nessuno potrà mai uccidere
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