30 Marzo 2026
A proposito di linee guida
Disagio giovanile e scuola: criticità delle linee guida e pensiero critico.

Il disagio giovanile continua a crescere. Talvolta si manifesta in fatti estremi, come l’accoltellamento della professoressa di francese nel bergamasco, o nei numerosi episodi di bullismo di cui le cronache sono sature. Ma è costantemente presente anche in forme di minore impatto mediatico: nella inarrestabile diffusione di alcol e droghe tra i minori, che con i casi precedenti potrebbero avere anche una qualche relazione, o nella dipendenza da social media.
Eppure, di interventi educativi istituzionali indirizzati ai giovani se ne vedono pochi. Nessuna campagna mediatica di impatto, come ad esempio quelle che verso la fine degli anni Ottanta e l’inizio del Novanta, furono messe in atto per disincentivare il consumo di eroina. Campagne martellanti, non solo televisive, ma portate nelle scuole, nei contesti giovanili, per le strade, allo scopo di diffondere consapevolezza dei rischi e del valore della vita. Campagne che riuscirono ad arrestare quella che appariva allora come una vera e propria epidemia, evitando che un’intera generazione si distruggesse.
Oggi si tende a percorrere strade diverse, si privilegiano interventi normativi sul tracciato dell’onda emotiva di singoli fatti di cronaca. Inasprire le pene. Imputare responsabilità. Sanzionare. Sebbene gli effetti sortiti siano finora poco rilevanti.
Di contro, mentre lo stravolgimento degli assetti geopolitici internazionali imporrebbe di approfondire e, a volte, rivalutare, ruoli e responsabilità dei singoli Stati, negli istituti scolastici tornano a essere diffuse le “Linee guida sul contrasto all’antisemitismo nella scuola”, un documento le cui finalità educative riguardano la prevenzione e il contrasto all’antisemitismo nelle scuole italiane. Elaborato da un Comitato tecnico-scientifico paritetico coordinato dal Ministero dell’Istruzione, composto da esperti e rappresentanti dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane, il documento è datato novembre 2021. Due anni prima, quindi, del fatidico 7 ottobre 2023. Nelle ventisette pagine che lo compongono, il testo analizza le forme attraverso cui, nell’epoca contemporanea, possono manifestarsi sentimenti o comportamenti ostili o di intolleranza verso gli ebrei, per cercare di smantellare i pregiudizi che spesso ne sono alla base.
In nome del contrasto all’antisemitismo, viene tuttavia proposta una narrazione storica semplificata e non sempre oggettiva, che rivendica il diritto alla nascita dello Stato di Israele rivalutando il sionismo, che viene paragonato ai movimenti politici e culturali che, tra l’Ottocento e il Novecento hanno portato alla nascita dei nuovi Stati europei, compreso il Risorgimento italiano.
Veicolare in tal modo i valori trasversali e universali di rispetto, uguaglianza e convivenza civile, rappresenta una scelta che rischia dunque di diventare controproducente.
La scuola, oggi, non è più l’unico luogo di formazione e informazione. Diversi canali di informazione ci aggiornano sulla devastazione di Gaza e sui nuovi, drammatici scenari di guerra apertisi in Medio Oriente con il contributo di Israele. Dinanzi a quanto sta accadendo, i giovani richiedono approfondimenti e confronti, non si accontentano di linee guida. Approfondimenti e confronti per i quali la scuola è sede privilegiata.
Infatti è la stessa Costituzione Italiana, che con l’art.33, integrato dal D.Lgs. 297/1994, sancisce il diritto all’autonomia didattica dei docenti e alla libera espressione culturale. Lo scopo della scuola è dunque quello di garantire un pluralismo culturale e una formazione critica degli studenti, per evitare casi di indottrinamento.
Educare al rispetto di ogni tipo di minoranza, contribuire attraverso la cultura a rimuovere il concetto di diversità, che è alla base di ogni forma di discriminazione, insegnare la tolleranza, abituare all’ascolto e alla risoluzione pacifica dei conflitti. Questi i pilastri su cui la scuola deve poter continuare a operare. Questi i pilastri su cui si costruisce una società più giusta.
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