23 Marzo 2026
Lula critica l’ONU e propone assi di cooperazione tra Africa e America Latina al vertice di Bogotá
Nel discorso alla CELAC, il presidente brasiliano condanna l’inerzia del Consiglio di Sicurezza di fronte alla più alta concentrazione di conflitti dalla Seconda Guerra Mondiale e difende un’agenda comune che va dall’eradicazione della fame allo sviluppo dell’intelligenza artificiale

Di Marlene Madalena Pozzan Foschiera
Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha utilizzato il podio del Vertice della Comunità degli Stati dell’America Latina e dei Caraibi (CELAC) — il principale forum politico regionale dell’emisfero occidentale, che riunisce 33 paesi —, tenutosi sabato 21 marzo a Bogotá, in Colombia, per lanciare dure critiche all’ONU e chiedere un atteggiamento più fermo dell’organizzazione di fronte alla crescente escalation dei conflitti armati nel mondo. Il discorso è stato caratterizzato da un tono di forte indignazione nei confronti di quella che il presidente brasiliano ha definito l’inerzia del principale organismo multilaterale del pianeta.
Le critiche si sono rivolte in particolare al Consiglio di Sicurezza. “Sono indignato dalla passività dei membri del Consiglio di Sicurezza. Non sono stati capaci di risolvere il problema della Striscia di Gaza, dell’Iraq, della Libia, dell’Ucraina, dell’Iran“, ha dichiarato Lula, facendo riferimento anche al conflitto iraniano, paese sotto attacco da parte degli Stati Uniti e di Israele dal 28 febbraio scorso.
Il presidente ha inserito il momento attuale in una prospettiva storica: “Il mondo di oggi sta vivendo la più alta concentrazione di conflitti dalla Seconda Guerra Mondiale.” Per Lula, le conseguenze vanno ben oltre il piano umanitario. “Le guerre in Ucraina, a Gaza, in Iran e in tanti altri contesti generano effetti economici, sociali e politici in tutto il mondo”, ha affermato, citando l’aumento del costo dell’energia e degli alimenti come conseguenze immediate.
La corsa agli armamenti e il costo dell’inerzia
A sostegno della propria tesi, Lula ha citato dati dell’ONU stessa. Le spese militari globali hanno raggiunto l’anno scorso 2.700 miliardi di dollari — un record storico, con oltre 100 paesi che hanno ampliato i propri bilanci della difesa. Il contrasto con i bisogni umani fondamentali è stato il punto più incisivo del discorso: secondo i dati citati dal presidente, appena il 4% di quella cifra sarebbe sufficiente a eradicare la fame nel mondo, mentre il 10% basterebbe a eliminare la povertà estrema.
Il dato acquista ulteriore rilevanza alla luce di un quadro che, nonostante i conflitti, registra alcuni progressi. Il rapporto SOFI 2025, pubblicato nel luglio 2025 da cinque agenzie specializzate dell’ONU, ha stimato che l’8,2% della popolazione mondiale — circa 673 milioni di persone — ha vissuto in condizioni di grave insicurezza alimentare nel 2024, dato inferiore all’8,5% del 2023. In America Latina e nei Caraibi, il tasso di denutrizione è sceso al 5,1%, corrispondente a 34 milioni di persone, rispetto al picco del 6,1% registrato nel 2020.
Un’agenda per due continenti
Oltre alle critiche, Lula ha presentato una proposta di cooperazione tra America Latina e Africa articolata in cinque assi: lotta alla fame, contrasto ai cambiamenti climatici, transizione energetica, sviluppo dell’intelligenza artificiale e integrazione commerciale. “Sono estremamente preoccupato per quello che sta accadendo”, ha dichiarato il presidente, sostenendo che i due continenti devono costruire risposte comuni di fronte a un mondo sempre più instabile.

