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21 Settembre 2026

Amichettismo, la confusione tra res publica e res privata

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Credit foto www.ilfattoquotidiano.it

Di Rosamaria Fumarola

Tra le battaglie che Giorgia Meloni prometteva di combattere se avesse vinto le elezioni,
quella al cosiddetto amichettismo era tra le più sbandierate. Il governo che ha festeggiato la
sua durata una manciata di giorni fa è dunque finalmente libero dalle odiose figure che
ricoprono incarichi importanti solo perché agevolate dai potenti, con cui hanno relazioni
sentimentali o di parentela o amicizia? Spiace rovinare la festa, ma le cose non stanno così.
Meloni intendeva infatti combattere l’amichettismo sollevando certo gli amici da incarichi
ottenuti non per merito, ma solo quelli dei suoi avversari politici, per sostituirli con i propri
amici ed eventualmente anche con gli amici degli amici. E così ad esempio Claudia Conte,
amante per sua stessa ammissione del ministro Piantedosi, avrà un suo spazio a Radio Rai
dedicato al mondo degli animali, mentre Geppi Cucciari è stata frettolosamente sollevata
dall’ incarico che da anni ricopriva nel palinsesto radiofonico di Radio 1. Anche Salvo Sottile,
impegnato sentimentalmente con la sottosegretaria Borgonzoni, si muove in RAI con una
disinvoltura che non passa inosservata, tra un programma di approfondimento ed un altro,
non mancando mai di attaccare la sinistra e le sue istanze. L’elenco dei nuovi fedelissimi
rischierebbe di essere troppo lungo per entrare in un solo articolo. Ad onta di ogni romantico
convincimento, le conseguenze dell’amore non sono state mai come in questo caso
prevedibili. Contaminazioni tra pubblico e privato non sono certo un’ invenzione della destra
di governo. Ne ha fatto un uso largo la sinistra, contribuendo all’ allontanamento di molti
elettori, delusi dai programmi di ritorno al rispetto della legalità ed una realtà ben lontana
dalla tutela effettiva dei diritti di tutti. Entrambe i modelli, quello di destra e quello di sinistra,
hanno dato prova del fatto che l’attaccamento al potere è trasversale: chi lo ha se lo tiene
stretto attraverso una sua gestione clientelare che, con i valori di cui ciascuno dichiara di
essere difensore non ha nulla a che fare. Tale somiglianza tra i due schieramenti non deve
meravigliare, essendo a sua volta identica alle modalità con cui il potere da sempre si è
espresso. I matrimoni celebrati per assicurare la successione delle dinastie in tutte le
epoche storiche, ad esempio, rivelano dinamiche identiche che avrebbero dovuto subire una
cesura nelle democrazie moderne e che invece si perpetuano sempre uguali a sé stesse.
Polibio nel II secolo a.C. già invitava a diffidare della stabilità delle varie forme di governo
che, anche quando nascono da esigenze autentiche di miglioramento, sono corruttibili e nel
tempo diventano altro. La democrazia che dopo la disfatta della seconda guerra mondiale
avevamo scelto è oggi lontana. La distanza tra cittadino e potere infatti, non è mai stata
tanto grande e la Costituzione per alcuni non è più la Legge per eccellenza. Mentre la voce
della politica indica il migrante come il responsabile della crisi di ciò che consideriamo la
nostra civiltà, l’ elettorato, ormai esautorato da ogni potere, non fa paura. Approfittando della
sua impotenza i tiranni, indisturbati, distruggono popoli, annientando la cultura giuridica che
con fatica si era sforzata di tutelare gli esseri umani in quanto tali. La schiavitù, letta nei libri
di storia ci ripugna, ma è tornata come indispensabile presupposto degli attuali governi,
formalmente democratici, ma ancora per poco. Diventa infatti sempre necessario, ad un dato
momento, mutare le norme degli ordinamenti, legalizzando ciò che oggi è reato per fare il
proprio comodo in tutta libertà, senza rischiare un check-in nelle patrie galere. Tornando
infine all’ amichettismo dilagante sotto il governo più lungo della storia della Repubblica,
interessante è la spavalderia con cui certi figuri spadroneggiano. Nessuna forma di pudore
infatti trapela ormai da ciò che fanno, convinti come sono che la res pubblica sia finalmente
diventata una proprietà privata, la loro.

Giornalista pubblicista, scrittrice, critica jazz, autrice e conduttrice radiofonica, blogger, podcaster, giurisprudente (pentita), appassionata di storia, filosofia, letteratura e sociologia, in attesa di terminare gli studi in archeologia scrivo per diverse testate, malcelando sempre uno smodato amore per tutti i linguaggi ed i segni dell'essere umano