14 Settembre 2026
L’immigrazione rappresenta una minaccia per l’Europa?
L’immigrazione usata dalla destra come arma di distrazione dai problemi reali

Di Fulvio Rapanà
Sono trent’anni che sento parlare di immigrazione, di sostituzione razziale, di guerra di civiltà, di minaccia ai valori dell’Occidente, ora di remigrazione. Di come queste parole senza senso che le destre utilizzano come rendite di posizione che gli permettono periodicamente di ottenere risultati elettorali. Poi anche quelle poche volte che vanno al potere, come in Italia, non succede nulla o poco rispetto ai propositi bellicosi della campagna elettorale. Che farà Alternative für Deutschland (AfD) ora che ha vinto le elezioni in Sassonia-Anhalt o a cosa porterà la protesta anti-immigrati dello scorso fine settimana a Dover, città portuale sulla costa meridionale britannica, dove centinaia di uomini con il passamontagna hanno gridato “Fermate le barche” e “Cristo è Re”? Cosa riuscirà a fare Tommy Robinson, il più noto agitatore di estrema destra britannico, appoggiato e alimentato dai podcast del noto democratico liberale di Elon Musk che davanti ad un buon drinck a Palma de Maiorca tuona contro l’immigrazione? In un articolo d’inchiesta dell’Economist, Zanny Minton Beddoes scrive che con l’avanzare della crisi economica sempre più cittadini ritengono che le persone con principi “antitetiche ai valori occidentali” cercheranno di “imporre le proprie idee” nel Paese. Queste convinzioni hanno preso piede in tutta Europa, dove in diversi Paesi una parte sempre più rilevante della popolazione ritiene che l’Islam sia incompatibile con i valori occidentali. Per gli islamisti o gli islamici questo è certamente plausibile, ma non vale per milioni di musulmani che vivono tra noi.
I numeri dicono cose diverse
Si tratta di convinzioni e preoccupazioni che aumentano o diminuiscono con l’andamento della situazione economica individuale e collettiva. I numeri e i sondaggi effettuati da istituti professionali e indipendenti dicono cose diverse. Oggi, i musulmani rappresentano circa 25 milioni di persone, ovvero solo il 6% della popolazione dell’Europa e la percentuale è costante da almeno 10 anni con le seconde e terze generazioni che compensano la diminuzione dei nuovi arrivi e con le ripartenze. In nessuna nazione in Europa, nonostante l’incessante bombardamento mediatico delle destre, il problema dell’immigrazione è in cima alle preoccupazioni dei cittadini. Un sondaggio del 3 giugno 2026 su un campione di 1.326 aventi diritto al voto, realizzato da ARD-DeutschlandTREND, conferma che la situazione economica continua a superare l’immigrazione come principale problema attuale in Germania: il 27% degli intervistati indica l’economia (-1% rispetto a novembre 2025), seguono: l’ingiustizia sociale/povertà/reddito dei cittadini (invariato al 21%), immigrazione/rifugiati al 21% (in flessione dell’11%), pensioni/previdenza sociale per gli anziani (12%, +2%), istruzione/scuole/formazione professionale (11%, +3%) e tutela dell’ambiente/clima (10%, -4%). In Italia l’immigrazione, secondo il CISE, è al 4° posto nelle preoccupazioni con il caro vita e il costo dell’energia al primo. In Francia, nonostante l’incalzante martellamento della destra, in un sondaggio di agosto effettuato da Dailymotion, ancora una volta al primo posto con il 41% c’è il potere d’acquisto (inflazione e costo della vita), seguito dalla protezione del sistema sanitario (accesso alle cure) al 35% e solo al terzo la sicurezza unita alla gestione dell’immigrazione al 31%. L’Eurobarometro segnala una costante percentuale, in tutto il continente, dell’immigrazione al decimo posto delle priorità dei cittadini europei dopo l’inflazione, l’economia, l’assistenza sanitaria, l’inclusione sociale, il cambiamento climatico, la difesa della democrazia e del diritto, la difesa delle diversità, la sicurezza del settore alimentare. In questa statistica generale la migrazione per gli italiani è al 15° posto!

Eppure da giornali e media alimentati dalla disinformazione sembra emergere il racconto di un movimento massiccio e costante nella popolazione contro gli immigrati, particolarmente di religione musulmana. Come mai le forze populiste periodicamente emergono issando la bandiera dell’immigrazione pur essendo un problema certamente sentito ma non in cima alle preoccupazioni dei cittadini. In parte questo succede perché la domanda posta dall’istituto demoscopico è mal formulata. Se invece di “immigrazione” la domanda fosse posta sulla parola “ islamico”, credo che i risultati sarebbero diversi, ma anche questi sarebbero falsi. Più rilevante è capire perché le destre non fanno mai una campagna forte e decisa contro l’inflazione, contro il costo dei carburanti e dell’energia, contro il caro affitti, contro la privatizzazione delle cure sanitarie, contro l’aumento della povertà, contro la deindustrializzazione. La risposta è semplice e la fornisce Robert Stiglitz, premio Nobel per l’economia, “ I dibattiti che riguardano i temi e le istanze sociali, le forze populiste li oscurano perché sono istanze di sinistra, inoltre sono istanze che impattano con poteri e sistemi geopolitici conservatori e reazionari. Il costo della vita, anche per gli americani, dipende in gran parte da quello dell’energia che è strettamente connesso con le guerre dell’imperialismo . La deindustrializzazione è la conseguenza della finanziarizzazione dell’economia. Le pensioni e l’assistenza sanitaria, in tutto l’Occidente, dipendono dai debiti sovrani che sono uno strumento di pressione e soggezione geopolitica degli apparati imperialisti. Spendere per la difesa piuttosto che per la scuola dipende dagli impegni assunti dallo Stato a livello strategico. Il pericolo vero o presunto della razza, il valore dell’identità, sono istanze di destra che vengono scaricate subito sugli immigrati soprattutto di religione islamica ”.
Chi non è in linea con i poteri euroatlantici subisce gravi conseguenze
Le questioni sociali dipendono da sistemi geopolitici che girano molto più in alto di quelli nazionali o comunitari e sui quali il “deep state”, che tiene le fila dell’imperialismo, non ti fa avvicinare. La Francia è in una situazione economica e politica disastrosa con un tasso dei titoli di stato 4,26% pari a quello italiano. Rassemblement National, invece di proporre un piano generale di riforme per ridare slancio all’economia francese , ha recentemente annunciato l’intenzione di indire un referendum sul divieto per le donne di indossare il velo islamico in tutti gli spazi pubblici. Marie Le Pen, e il FN, sono stati per anni contrari alla NATO e vicini a Putin e alla Russia, è stata prima condannata e poi parzialmente assolta con una pena ridotta in modo da poter partecipare alle presidenziali del 2027 dopo che ha modificato il posizionamento strategico e geopolitico, personale e del FN , passando da anti-NATO a neutro tendenzialmente pro-atlantista. Più o meno la stessa cosa è capitata a Nigel Farage in Gran Bretagna quando ha vinto le elezioni amministrative. Per fare fuori, politicamente, Orbán, spesso filorusso, ci hanno messo 4 anni di complotti e pressioni di ogni tipo. Alla fine sono riusciti a ribaltarlo con un nuovo leader, Péter Magyar, ex sodale vicinissimo a Orbán, che come primo atto ha ufficialmente definito la Russia come un “brutale aggressore” e una “minaccia” geopolitica per Budapest.
Il contrasto all’immigrazione, spacciato per anti-islamismo, è un movimento di distrazione di massa dai veri problemi che stanno segnando il declino economico e politico dell’Occidente e il peggioramento del tenore di vita dei suoi cittadini. Al peggiorare della situazione economica aumentano partiti e movimenti che puntano l’indice contro l’immigrazione e invocano una crociata contro il complotto ordito dall’Islam ai nostri valori. Sono tutte forze politiche di destra che, più dell’Islam e in nome del contrasto a questo, stanno demolendo le democrazie liberali che non sono state loro a costruire. In nome di un Occidente in pericolo, restringono le libertà individuali e collettive, cambiano di fatto le costituzioni e le leggi elettorali per fare in modo che vada a votare solo chi la pensa come loro. In un momento come questo, in cui l’economia dovrebbe essere al centro dell’azione politica, sia Trump che la nostra “ducetta” si occupano di legge elettorale, di preferenze, di voto a distanza!. Sono sempre stato convinto che dietro ogni movimento di destra si nasconde sempre la manina “distrattiva” dei poteri per spostare l’attenzione delle masse dai veri problemi con fattori esclusivamente politici. Scherzando con mio figlio che vive e lavora da 17 anni a Berlino :“Fra poco ti rimandano indietro!”, ride: “Il 18% dei dipendenti della Porsche sono immigrati o figli e nipoti di immigrati. Sono operai, amministrativi, ma anche ingegneri con altissime competenze”.


