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12 Ottobre 2026

L’ASSEDIO MULTIDIMENSIONALE E LA RIATTUALIZZAZIONE DELLA DOTTRINA MONROE: GUERRA IBRIDA, REVISIONISMO STORIOGRAFICO E LA NUOVA INTERNAZIONALE NERA NELL’AMERICA LATINA

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Di Maddalena Celano

La recrundescenza dell’offensiva politico-mediatica e sanzionatoria contro la
Repubblica di Cuba non costituisce un fenomeno congiunturale, né può essere ridotta
alle sole dinamiche di contrapposizione bilaterale. Al contrario, essa rappresenta la
manifestazione sintomatica di una strategia strutturale di re-imperializzazione e
ricolonizzazione del continente americano, attuata mediante la convergenza tattica
tra l’apparato egemonico statunitense, i settori reazionari dell’estrema destra
transnazionale e la storica rete controrivoluzionaria dell’emigrazione cubana [1].
Tale articolazione politica configura una vera e propria riattualizzazione
dell’Internazionale Nera sotto nuove forme organizzative e comunicative, volta a
ripristinare l’inviolabilità della Dottrina Monroe e a sradicare qualsiasi alternativa di
sovranità nazionale nel continente [2].
La strategia della “stretta a tenaglia” si articola lungo due direttrici fondamentali e
complementari:
● La dimensione materiale dell’assedio (Guerra di attrito e sabotaggio):
L’impiego sistematico della coercizione economica, finanziaria e commerciale
attraverso il bloqueo [3], potenziato da misure extraterritoriali e dalla
punitività delle liste unilaterali — come l’inclusione arbitraria di Cuba tra gli
“Stati sponsor del terrorismo” (State Sponsors of Terrorism, SSOT) [4]. A questa
dimensione si affiancano i rilevanti precedenti storici di guerra non
convenzionale, ecoterrorismo e sabotaggio biologico, intesi a minare alle basi
la sovranità alimentare ed energetica della nazione [5].

● La dimensione cognitiva e la falsificazione storiografica (Guerra dibrida e
revisionismo): L’attivazione di complessi dispositivi di disinformazione e
guerra psicologica volti all’instaurazione del paradigma dello “Stato fallito”
(Failed State) [6]. Attraverso l’uso coordinato di piattaforme digitali,
finanziamenti transnazionali e contronarrazioni capillari, si assiste alla
cancellazione metodologica del nesso di causalità tra l’assedio esterno e le
difficoltà materiali interne.
2. IL MECCANISMO DEL DOPPIO STANDARD E LA MANIPOLAZIONE
GNOSEOLOGICA
L’elemento cardine di questa operazione ideologica risiede nell’applicazione di un
doppio registro interpretativo: mentre si tacciono sistematicamente le
responsabilità e gli impatti misurabili del blocco e dell’ecoterrorismo imperialista, la
totalità delle criticità socio-economiche dell’isola viene attribuita esclusivamente
all’inadeguatezza del modello socialista e della sua leadership [7]. Questa operazione
di rimozione storica si avvale della riscrittura del passato rivoluzionario,
trasformando le aggressioni esterne documentate in meri espedienti retorici del
governo cubano e riabilitando acriticamente la memoria dell’epoca neocoloniale.
3. LA GENESI DELL’INTERNAZIONALE NERA NEL CONTINENTE
AMERICANO
La convergenza tra l’estremismo controrivoluzionario cubano e i settori reazionari
dell’emisfero occidentale affonda le sue radici nella Guerra Fredda, a partire dalla
creazione della CORU (Coordinación de Organizaciones Revolucionarias Unidas) nel
1976 e dalle sinergie operative con le reti oppressive dell’Operazione Condor [8].
Oggigiorno, questa struttura si è riorganizzata all’interno di una piattaforma
mediatica e politica transnazionale che salda il neofascismo continentale, i think tank
ultraliberisti e le frazioni controrivoluzionarie di Miami.
L’obiettivo strategico di questa riattualizzata Internazionale Nera non è
semplicemente il mutamento di regime (regime change) a L’Avana, ma il ripristino
integrale della sovranità imperiale sulle Americhe [9]. Attraverso la
demonizzazione sistematica delle esperienze socialiste e progressiste dell’America
Latina (dalla Venezuela bolivariana alla Nicaragua sandinista), la rete reazionaria
mira a cancellare la memoria storica dei processi di decolonizzazione e
autodeterminazione.

  1. CASISTICA DELLE AGGRESSIONI NON CONVENZIONALI ED
    ECOTERRORISMO
    L’analisi dell’assedio a Cuba non può prescindere dalla catalogazione rigorosa degli
    atti di guerra biologica, chimica ed ecoterrorismo condotti direttamente o
    indirettamente contro l’isola nei decenni di Rivoluzione:
    ● Attacchi alla produzione agricola e zootecnica: L’introduzione documentata
    dell’epidemia di Peste Suina Africana nel 1971 — prima comparsa della
    malattia nel continente americano [10] —, della ruggine della canna da
    zucchero (Puccinia erianthi) e del muffone blu del tabacco (Peronospora
    tabacina), che devastarono le colture strategiche e il patrimonio zootecnico
    cubano [11].
    ● Aggressioni biologiche alla popolazione civile: La drammatica epidemia di
    Dengue Emorragico del 1981, che provocò oltre 340.000 contagi e la morte di
    158 persone, di cui 101 bambini [12]. Indagini epidemiologiche e studi
    internazionali evidenziarono la corrispondenza con le sperimentazioni di
    vettori biologici sviluppate nei laboratori militari statunitensi [13].
    ● Sabotaggi industriali e del terrore: Gli attacchi terroristici contro
    infrastrutture critiche, alberghi e navi mercantili, orchestrati da
    organizzazioni paramilitari protette dalle agenzie d’intelligence statunitensi,
    culminati con l’attentato al volo Cubana de Aviación 455 nel 1976 [14].
  2. GUERRA COGNITIVA E LA MISTIFICAZIONE STORIOGRAFICA
    DELL’INTERNAZIONALISMO
    Nel quadro della guerra dibrida contemporanea, la manipolazione storiografica
    rappresenta l’arma d’attacco principale. Un caso paradigmatico di vera e propria
    invenzione e falsificazione storica riguarda la rilettura capovolta delle missioni
    internazionaliste civili e militari della Rivoluzione Cubana nel Sud globale, mirata a
    bollare come “aggressore” o “cobelligerante illegittimo” uno Stato che ha operato nel
    pieno rispetto del diritto internazionale.
  3. L’INTERNAZIONALISMO CUBANO SECONDO IL DIRITTO
    INTERNAZIONALE: I CASI DI ANGOLA E GUINEA-BISSAU
    La narrazione accusatoria tenta di far passare le missioni di solidarietà e di supporto
    anticoloniale (dall’Angola alla Guinea-Bissau, fino al Mozambico e all’Etiopia) per

“guerre di aggressione” o “interventi di espansione imperialista”. Dal punto di vista
storiografico, politologico e del diritto internazionale, questa ricostruzione è
totalmente priva di fondamento per ragioni giuridiche stringenti:

  1. Principio di sovranità e assistenza su richiesta legittima: Il Diritto
    Internazionale Consuetudinario e la Carta delle Nazioni Unite (art. 51 sulla
    legittima difesa collettiva) riconoscono a ogni Stato sovrano il diritto
    indiscutibile di richiedere assistenza militare esterna fronte a un’aggressione
    straniera.
    ○ In Angola (Operazione Carlota, 1975): Le truppe cubane non sono
    giunte come forza d’occupazione, ma su esplicito e formale invito del
    governo legittimo del MPLA (Movimento Popular de Libertação de
    Angola), presieduto da Agostinho Neto, per respingere l’invasione
    illegale delle forze armate del regime razzista dell’Apartheid
    sudafricano e delle milizie mercenarie finanziate dalle potenze
    occidentali [15].
    ○ In Guinea-Bissau (1966-1974): Il contingente medico e i quadri di
    supporto cubani operarono a fianco del PAIGC (Partido Africano para a
    Independência da Guiné e Cabo Verde) guidato da Amílcar Cabral, in una
    lotta di liberazione nazionale contro il dominio coloniale portoghese,
    riconosciuta come legittima dalle risoluzioni ONU sul diritto
    all’autodeterminazione dei popoli oppressi (Risoluzione 1514 della
    Dichiarazione sulla concessione dell’indipendenza ai paesi e ai popoli
    coloniali).
  2. Assenza di finalità annessionistiche o estrattive: Cuba non ha reclamato un
    solo metro quadrato di territorio africano, né ha preteso concessioni
    minerarie, petrolifere o riparazioni di guerra. Al termine delle operazioni di
    messa in sicurezza dei confini angolani contro le incursioni di Pretoria, le
    truppe cubane si sono ritirate integralmente, confermando la natura
    esclusivamente anticoloniale, umanitaria e di solidarietà sovrana
    dell’intervento [16]. Pertanto, sotto il profilo del Jus ad Bellum, Cuba non può
    essere classificata come uno Stato aggressore o come “cobelligerante
    illegittimo”, ma come una potenza garante della sovranità e dell’integrità
    territoriale dei popoli africani.
  3. LA FALLACIA LOGICA DELLA COBELLIGERANZA: IL PARALLELISMO
    CON I CONFLITTI CONTEMPORANEI
    Attribuire la responsabilità di un conflitto o l’ufficialità di una dichiarazione di guerra
    a un intero Stato sulla base di contingenze isolate, della presenza di singoli volontari
    o di contrattisti militari sui campi di battaglia rappresenta una fallacia logica e
    politologica priva di qualsiasi valore intellettuale.
    ● Il confronto con la guerra in Ucraina (dal 2022 a oggi): Basti analizzare le
    dinamiche del conflitto russo-ucraino scoppiato nel febbraio 2022. Negli anni
    del conflitto si è registrata la presenza nei teatri bellici di migliaia di volontari,
    mercenari e contrattisti privati di cittadinanza polacca, tedesca o colombiana.
    ● L’inapplicabilità dello status di cobelligeranza statale:
    ○ Il fatto che cittadini o ex militari polacchi e tedeschi combattano sul
    fronte ucraino, o che combattenti colombiani siano ingaggiati da
    entrambe le parti, non consente di affermare che la Polonia, la
    Germania o la Colombia siano ufficialmente e giuridicamente
    cobelligeranti o in stato di guerra diretta contro la Federazione Russa.
    ○ Secondo la Convenzione dell’Aia e i Principi di Diritto Internazionale
    sul Diritto dei Conflitti Armati, per configurare la cobelligeranza
    formale di uno Stato occorre un atto formale d’ingresso nel conflitto, la
    direzione strategica diretta delle forze armate o l’apertura delle ostilità
    statali.

● Torsione ideologica ad hoc e doppio standard: Applicare questo metro di
giudizio aberrante e distorto unicamente a Cuba rappresenta l’ennesima
riprova del doppio standard mediatico della gusanería e degli apparati
d’intelligence. Quando L’Avana invia contingenti medici o formativi viene
accusata di “tratta di esseri umani”; quando esercitò la solidarietà
anticoloniale su richiesta di Stati sovrani viene falsamente accusata di
“bellicismo”; mentre la presenza di mercenari occidentali nei teatri bellici
contemporanei viene derubricata a libera iniziativa individuale senza
intaccare lo status di neutralità o non belligeranza dei rispettivi governi.
8. CONCLUSIONI: LA RESISTENZA STORIOGRAFICA COME IMPERATIVO
POLITICO
L’operazione ideologica dell’Internazionale Nera e delle sue casse di risonanza
mediatiche crolla di fronte all’esame rigoroso dei facts storici, dei documenti

d’archivio e dei principi fondamentali del diritto internazionale. Smontare queste
narrazioni artificiali non costituisce un semplice esercizio accademico, ma un preciso
imperativo politico e culturale: svelare la natura strutturale dell’assedio imperialista
contro Cuba significa difendere il diritto inalienabile di ogni popolo alla sovranità,
all’autodeterminazione e alla propria memoria storica.

APPARATO NOTE E RIFERIMENTI
BIBLIOGRAFICI

  1. Galeano, E. (1971). Las venas abiertas de América Latina. Siglo XXI Editores;
    Grandin, G. (2006). Empire’s Workshop: Latin America, the United States, and the
    Rise of the New Imperialism. Metropolitan Books.
  2. Moniz Bandeira, L. A. (2017). The World Disorder: US Hegemony, Proxy Wars,
    and Terror. Springer.
  3. Mallory, L. D. (1960). Memorandum From the Deputy Assistant Secretary of State
    for Inter-American Affairs (Mallory) to the Assistant Secretary of State for Inter-
    American Affairs (Rubottom). Foreign Relations of the United States,
    1958–1960, Cuba, Volume VI, Document 499. Washington, D.C.: U.S.
    Government Printing Office. (In questo documento declassificato si teorizza
    esplicitamente l’uso della fame e della privazione economica per minare il
    consenso alla Rivoluzione).
  4. U.S. Department of State (2021). State Sponsors of Terrorism. Bureau of
    Counterterrorism; United Nations General Assembly (2023). Necessity of
    ending the economic, commercial and financial embargo imposed by the United
    States of America against Cuba (A/RES/78/7).
  5. Blum, W. (2003). Killing Hope: US Military and CIA Interventions Since World War
    II. Zed Books.
  6. Zurbano, R. (2019). La guerra cognitiva contra Cuba: medios, redes y
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  7. Boron, A. (2012). América Latina en la geopolítica del imperialismo. Ediciones
    Luxemburg.
  8. Dinges, J. (2004). The Condor Years: How Pinochet and His Allies Brought
    Terrorism to Three Continents. The New Press; Corn, D. (1994). Blond Ghost: Ted
    Shackley and the CIA’s Crusades. Simon & Schuster.
  9. Dussel, E. (2007). Política de la Liberación. Historia mundial y crítica. Editorial
    Trotta.
  10. Newsweek (1977). CIA and Swine Virus in Cuba. Newsweek, January 20, 1977;
    United Nations Security Council (1997). Letter dated 27 June 1997 from the
    Permanent Representative of Cuba to the United Nations addressed to the
    Secretary-General (S/1997/498).
  11. Saney, I. (2004). Cuba: The Possible Impossible. Zed Books; García, M. (2002).
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    Committee). Washington, D.C.
  14. Bardach, A. L. (2002). Cuba Confidential: Love and Vengeance in Miami and
    Havana. Random House. (Documentazione sull’attività e l’impunità di Orlando
    Bosch e Luis Posada Carriles).
  15. Gleijeses, P. (2002). Conflicting Missions: Havana, Washington, and Africa, 1959-
  16. University of North Carolina Press. (Studio fondamentale basato sugli
    archivi cubani, statunitensi e africani che dimostra l’autonomia decisionale e la
    natura anticoloniale dell’intervento cubano).
  17. Gleijeses, P. (2013). Visions of Freedom: Havana, Washington, Pretoria, and the
    Struggle for Southern Africa, 1976-1991. University of North Carolina Press.