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12 Ottobre 2026

IL PANOPTICON DIGITALE: TECNOFASCISMO, GUERRA COGNITIVA E LA RISTORAZIONE PATRIARCALE CONTEMPORANEA

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Di Maddalena Celano

L’attuale fase del capitalismo cognitivo e finanziarizzato si caratterizza per una
convergenza inedita tra tecno-oligarchie, movimenti reazionari transnazionali e
apparati d’intelligence. La trasformazione dell’ecosistema digitale in uno strumento
capillare di sorveglianza e condizionamento comportamentale non rappresenta una
deriva accidentale del web 2.0, bensì la sua evoluzione strutturale. In questo contesto,
il tecnofascismo emerge come la risposta autoritaria alla crisi sistemica del liberismo,
combinando il controllo algoritmico della condotta con l’ispirazione ideologica del
neo-patriarcato e del nazionalismo escludente.

  1. LA GENESI GEOPOLITICA: SILICON VALLEY, ASSE MAGA-EVANGELICO
    E VECCHIA EUROPA
    La saldata alleanza tra i giganti della Silicon Valley, il movimento MAGA negli Stati
    Uniti, la rete delle chiese neo-pentecostali/evangeliche e i partiti dell’estrema destra
    europea configura il nuovo blocco egemonico del reazionarismo globale. Questa
    sinergia geopolitica articola l’infrastruttura tecnologica dei Big Tech con la
    penetrazione sociale e l’aggressività discorsiva del fondamentalismo religioso e
    politico, orchestrando offensive coordinate contro i diritti civili, la sovranità dei
    popoli e i movimenti emancipatori.
    ● L’asse Big Tech – MAGA: La deregolamentazione delle piattaforme e la
    manipolazione dell’attenzione pubblica sono diventate armi strategiche per
    normalizzare narrazioni tossiche e reazionarie nell’arena pubblica globale.
    ● L’influenza fondamentalista ed europea: La convergenza strategica tra le reti
    religiose conservatrici e i movimenti reazionari della Vecchia Europa facilita la
    diffusione transnazionale di istanze anti-gender, suprematiste e xenofobe.
  2. GUERRA COGNITIVA E ARCHITETTURA DELLA DISINFORMAZIONE
    La guerra cognitiva contemporanea supera le classiche tecniche di propaganda,
    puntando alla colonizzazione permanente della percezione e alla frammentazione
    della consapevolezza critica. Attraverso profili psicografici avanzati, bolle di filtraggio
    e la produzione algoritmica di indignazione, gli apparati egemonici rimodellano
    l’immaginario collettivo, neutralizzando le forme di resistenza sociale e
    disarticolando la memoria storica.
  3. LA RISTORAZIONE PATRIARCALE E LA CONTRO-RIVOLUZIONE DI
    GENERE
    L’offensiva contro le conquiste dei movimenti femministi e LGBTQIA+ costituisce un
    pilastro fondamentale della ristrutturazione autoritaria. La riaffermazione coercitiva
    dell’ordine patriarcale si avvale delle architetture digitali per veicolare l’odio
    misogino, promuovere la demonizzazione dei diritti riproduttivi e ricostruire la
    famiglia tradizionale come nucleo autoritario al servizio del capitale.
  4. CONCLUSIONI E PROSPETTIVE DI RESISTENZA DIGITALE
    Di fronte al Panopticon digitale e al tecnofascismo, la costruzione di un’alternativa
    richiede il recupero della sovranità tecnologica, la decolonizzazione della rete e la
    riorganizzazione delle lotte emancipatorie. La resistenza culturale e cognitiva si
    conferma una condizione fondamentale per superare le forme contemporanee di
    dominazione e sorveglianza.