12 Gennaio 2026
La sinistra in Occidente chiama quella italiana ma non risponde nessuno!!

Di Fulvio Rapanà
Nel 1978 ebbi l’opportunità di fare un mezzo pranzo con Pietro Ingrao che come nel suo stile in modo garbato e ironico ti trasmetteva, senza la pretesa di convincerti, i suoi punti di vista su situazioni politiche, sociali e soprattutto morali di una Italia invaghita di Berlinguer. Sapeva cosa facessi per il movimento internazionalista e che conoscevo bene gli umori della base del partito e non si sorprese quando gelai il suo entusiasmo: “non ti illudere dei successi elettorali del partito, non sono frutto né di una coscienza né di una lotta di classe, votano Berlinguer come Moro perché sono palesemente delle persone oneste, integre, che non ruberebbero mai ma questo non basterebbe se non gli arriveranno 30.000 lire in più al mese in busta paga. Tutto questo consenso per un partito comunista, in una nazione profondamente di destra, ha poco di ideologico e durerà fino a quando Berlinguer e i leader storici ci sarete, dopo questo popolo tornerà con tante scuse a casa: a destra. Il fascismo aveva un grande consenso che si sgretolò alla prima bomba alleata perché non aveva alcuna base ideologica. Attento non l’avevano e non lo hanno!!”. E continuano a non averla. Conoscevo bene il “popolo della sinistra” per apprezzare poco l’evanescenza del PSIUP, il narcisismo gruppettaro di Lucio Magri e del PdUP, il velleitarismo di Lotta Continua, l’avventurismo di Potere Operaio, la disconnessione storica della Quarta Internazionale. Era facile predire la fine di tutto questo, PCI compreso, con la morte di Berlinguer. Scrissi a Ingrao: “tutta la sinistra politica sta in quella bara”. Così successe che la “sinistra politica”, come in un big bang, prima implose poi deflagrò dispersa in un universo di materia inerte: la “sinistra d’opinione” .
In Europa e nel mondo la sinistra è in recupero
Questa premessa politica mi porta dritto al titolo in quanto in Europa e negli Stati Uniti la sinistra si sta ri-muovendo e ri-organizzando proprio per contrastare la minaccia delle destre. In Francia Melenchonleader del Nuovo Fronte Popolare (NFP) ha vinto le elezioni del 2024 , su una piattaforma economica scritta da Thomas Piketty e Emmanuel Saez, non proprio due del Comintern. Tra i punti centrali del programma vi sono: l’aumento del salario minimo a 1600 euro netti, l’abrogazione della riforma delle pensioni di Macron con una diversa riorganizzazione , il blocco dei prezzi dei beni di prima necessità, in particolare l’ energia, tagliando le accise statali che fanno realmente il prezzo, e un paniere di 30 prodotti alimentare rimodulando l’IVA; investimenti da 30 miliardi di euro per finanziare la transizione ecologica. Complessivamente una “finanziaria” di 150 miliardi di costi, un aumento del 22% della spesa pubblica, che nel programma Piketty e Saez propongono di compensare con un’ambiziosa riforma fiscale, più equa e progressiva sia sui redditi che sui patrimoni: reintroduzione dell’imposta di solidarietà sulla ricchezza, tasse sugli extraprofitti, tagli sui sussidi ambientalmente dannosi, abolizione della tassa piatta su redditi da capitale e reintroduzione dell’exit tax per evitare il dumping fiscale. Alle cassandre della destra macroniana che gridano alla bancarotta dei conti pubblici risponde un ente indipendente e prestigioso come l’Istituto Rousseau, secondo cui la sola diminuzione di 3 punti percentuali dell’indice di Gini (una misura della disuguaglianza) contribuirebbe a ridurre fortemente il tasso di disoccupazione, con la creazione nei prossimi 2/3 anni di più di 490 mila posti di lavoro nell’economia verde, il tutto mantenendo l’inflazione intorno all’obiettivo del 2%.
In Germania la Die Linke, guidata dalla combattiva Heidi Reichinnek , erede dello storico Partito Socialista, ha preso alle elezioni quasi il 10% dei voti, con un sondaggio pre-elettorale che lo dava al 5%, ma che è in forte crescita sia nelle iscrizioni che nei sondaggi, a dicembre lo danno al 20%, davanti all’ SPD, il Partito Social Democratico, e risulta come il partito preferito dai giovani fino a 25 anni. La Reichinnek ha definito Merz è un “leerer kopf”* che sta favorendo l’inclusione politica dei nazisti di AfD, così come fecero nel 1933 i partiti “moderati e conservatori” che agevolarono l’ascesa del nazismo. “L’obiettivo della Linke non è far pagare le tasse a quelli che lavorano, guadagnano e pagano le tasse già molto elevate, e che andrebbero anzi ridotte, ma a quel 10% che detiene il 50% della ricchezza nazionale frutto soprattutto di delocalizzazione fiscale, di attività speculative e dalla bassa tassazione sulle rendite finanziarie”.
In Irlanda è stata eletta presidente della repubblica la Sig.ra Catherine Connolly, pro-Pal, che ha quasi doppiato i voti della candidata del centro.
A New York è stato eletto sindaco Zorhan Mamdani, dichiaratamente antisionista, con il 51% dei voti, che ha dovuto combattere anche contro il suo stesso Partito Democratico che lo considera un “socialista”, ieri ha giurato sul Corano. Negli Stati Uniti è in forte crescita l’ala sinistra del partito democratico che ha punito il partito non votando per la Harris, per l’aiuto senza condizioni dato da Biden a Israele, e che chiede ai governatori degli stati democratici di aumentare le tasse per ricchi e multinazionali che sfuggono alla fiscalità statale. Vittorie elettorali di candidati accomunati da piattaforme elettorali, ben più a sinistra del PD, che sono un copia e incolla di quello di Piketty e Saez perché sono le uniche che servono per ridurre le disuguaglianze e proteggere il ceto medio e i salariati. Piattaforme con misure costose che le sinistre vogliono far pagare con un aumento delle tasse per i ricchi e per tutte quelle entità economiche che sfuggono ai controlli e al fisco nazionale: multinazionali, banche d’affari, fondi d’investimento che hanno accumulato ricchezza speculativa avvantaggiati da una bassa o nessuna tassazione. Non misure punitive ma una tassazione equa che colpisca direttamente i maggiori azionisti delle grandi aziende e/o i fatturati nazionali delle loro aziende.
La sinistra che in Italia non vota??
In questo panorama confortante in Italia la situazione è sempre la stessa “la sinistra non va a votare” . Motivo? perché non trova riferimenti politici che giustificano l’adesione ad un programma politico e una partecipazione al voto. Falso. Il problema è a monte perché è quell’area che definiamo di sinistra che non ha alcuna base politica e ideologica e quindi non esiste. Se intendiamo per sinistra quella del Partito Democratico creiamo un equivoco rispetto ad un partito che ha posizioni politiche più a destra dell’ex sinistra democristiana. L’evidenza che un’area di sinistra politica non esiste lo conferma il fatto che negli ultimi 30 anni il blocco di centro-sinistra ha vinto solo una volta le elezioni politiche, con il democristiano Prodi, due volte ha pareggiato e le altre perso. Affermare che dalla caduta di Berlusconi nel 2011 la sinistra abbia governato senza concludere nulla è politicamente falso, è più corretto dire che un partito della sinistra democristiana ha partecipato a governi di destra come quelli di Monti o Draghi. Nessuna misura realmente di sinistra è stata proposta con forza da questi governi o da quelli appoggiati dal PD: né lo ius-soli, né il salario minimo, né una legge sul fine vita, non è riuscita a far ripartire l’ edilizia popolare, per non dolere ai piccoli o grandi proprietari di immobili che vivono più di rendita più che di reddito, né è stata rafforzare la scuola e la sanità pubblica, non si è favorita l’affermazione delle donne nel lavoro migliorando i fattori che l’agevolano, i servizi alle famiglie come l’assistenza degli anziani è restata tutta sulle spalle alle famiglie , l’integrazione delle pensioni all’ inflazione reale, non ha nemmeno avallato una revisione catastale degli immobili che voleva fare Draghi!!! . E’ lungo l’elenco delle politiche di sinistra che sono restate nel cassetto perché nel PD non vi è convergenza politica tra le varie anime che la compongono . Solo per ultimo Fassino, un ex segretario del Democratici di Sinistra (DS), che si ritenevano gli eredi del PCI, che va a Tel Aviv e dichiara apertamente di appoggiare le ragioni dei sionisti e del governo di estrema destra di Netanyahu. Una confusione legata all’evidenza che il PD è un partito di “risulta” in cui molto consenso proviene dalla gestione di interessi vari più che da convinzioni ideologiche di classe. E’ un comitato di affari e periodicamente elettorale. Niente di sinistra!.
*In barese sarebbe il “coccrr avacand”. Tradotto: uovo vuoto, che non ha nulla in testa.
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