08 Marzo 2026
Sonia Marra, la studentessa scomparsa a Perugia: il mistero senza corpo che da vent’anni attende una verità
Un appartamento saturo di gas, un uomo visto entrare con le chiavi, una giovane donna svanita nel nulla. Il caso della studentessa pugliese rimane uno dei gialli più inquietanti della cronaca italiana recente.

Di Pierdomenico Corte Ruggiero
La sera del 16 novembre 2006, a Perugia, una studentessa di 25 anni scompare senza lasciare traccia. Non c’è una scena del crimine evidente, non c’è un cadavere, non c’è una confessione. Solo un appartamento pieno di gas e una lunga sequenza di indizi che negli anni porteranno a un processo concluso con un’assoluzione.
La giovane si chiama Sonia Marra. È originaria di Specchia, nel Salento, e da alcuni anni vive a Perugia, dove studia e lavora. Frequenta il corso universitario per tecnico di laboratorio biomedico e collabora come segretaria presso la Scuola di Teologia di Montemorcino.
Chi la conosce la descrive come una ragazza riservata, metodica, profondamente legata alla famiglia. Nulla, nella sua vita apparente, lascia presagire ciò che accadrà quella sera.
Quella sera la madre, come spesso accade, prova a telefonarle. Il cellulare squilla a vuoto. Non è insolito: può essere una batteria scarica o il telefono dimenticato.
Ma con il passare delle ore l’inquietudine cresce.
La madre chiama allora la figlia maggiore Anna, che vive a Roma con il fidanzato. I due provano a contattare Sonia per tutta la notte. Nessuna risposta.
La mattina successiva il fidanzato di Anna decide di andare direttamente a Perugia per verificare. Arrivato davanti all’appartamento della ragazza, percepisce subito qualcosa di anomalo: un forte odore di gas che esce dalla casa.
Vengono chiamati i vigili del fuoco. I pompieri forzano una finestra ed entrano nell’appartamento.
All’interno non c’è nessuno.
Non ci sono segni evidenti di colluttazione, né oggetti rovesciati. Solo il gas aperto e la casa vuota. Di Sonia Marra non c’è alcuna traccia.
Tra gli elementi più inquietanti raccolti nelle prime ore di indagine c’è la testimonianza di alcuni vicini.
Secondo il loro racconto, la sera della scomparsa un uomo sarebbe arrivato sotto casa della ragazza intorno alle otto. Scende da un’auto chiara, si dirige verso il portone e sale fino all’appartamento.
La cosa più sorprendente è che apre la porta con le chiavi.
Non forza la serratura. Non suona. Entra.
Dall’interno, raccontano i vicini, si sentono alcuni rumori. Dopo poco tempo l’uomo esce, risale in macchina e si allontana.
Se questa testimonianza è corretta, significa che quella persona:
conosceva Sonia
aveva accesso alla casa
oppure possedeva una copia delle chiavi.
Un dettaglio che orienta immediatamente le indagini verso la cerchia delle conoscenze della studentessa.
Un altro elemento che emerge nelle settimane successive riguarda la vita privata della giovane.
Secondo alcune testimonianze, nei giorni precedenti alla scomparsa Sonia avrebbe effettuato più test di gravidanza. Anche la mattina del 16 novembre un giovane che lei frequentava le avrebbe portato un test direttamente a casa.
Quel test, però, non verrà mai trovato nell’appartamento.
Un’amica racconterà agli investigatori che Sonia le aveva scritto un messaggio per dirle che il risultato era negativo, aggiungendo però di essere quasi dispiaciuta.
Gli inquirenti iniziano così a considerare l’ipotesi che la scomparsa possa essere collegata a una relazione sentimentale rimasta nell’ombra.
Le indagini portano all’iscrizione nel registro degli indagati di Umberto Bindella, un conoscente della studentessa.
Secondo l’ipotesi investigativa, tra i due potrebbe esserci stata una relazione, circostanza che l’uomo ha sempre negato.
Bindella viene accusato di:
omicidio volontario
occultamento di cadavere
soppressione di prove.
La tesi della procura è che Sonia possa essere stata uccisa e che il corpo sia stato fatto sparire. Ma il cadavere della ragazza non verrà mai ritrovato.
Nel corso degli anni emergono diverse piste investigative.
Tra le più discusse:
il racconto di una buca scavata nei terreni della facoltà di Montemorcino
una conversazione intercettata in cui si parlerebbe di un corpo triturato e smaltito tra i rifiuti
testimonianze su un uomo vestito di nero visto uscire dall’appartamento.
Nessuna di queste ipotesi troverà però riscontri concreti.
Le indagini procedono tra sospetti, testimonianze contraddittorie e indizi mai trasformati in prove.
Il procedimento arriva davanti alla Corte d’Assise di Perugia.
Il pubblico ministero chiede 24 anni di carcere per Bindella, ritenuto responsabile dell’omicidio della studentessa.
Ma il processo si regge quasi esclusivamente su elementi indiziari.
Nel 2017 arriva la sentenza:
Bindella viene assolto perché il fatto non sussiste. Assolto anche Dario Galluccio, accusato di favoreggiamento.
Il tribunale stabilisce che non esistono prove per dimostrare l’omicidio. L’assoluzione sarà poi confermata in appello e in Cassazione.
A non arrendersi è soprattutto la sorella Anna, che per anni si è trasferita a Perugia per seguire da vicino le indagini e mantenere viva l’attenzione sul caso.
Per la famiglia è difficile credere a una scomparsa volontaria.
Sonia era legata ai suoi cari, aveva progetti, studi, una vita costruita giorno dopo giorno lontano dal Salento. L’idea che possa essersi allontanata senza dire nulla appare poco plausibile.
Resta una convinzione, ripetuta più volte negli anni:
qualcuno che la conosceva sa cosa è successo.
Quasi vent’anni dopo la scomparsa, il caso di Sonia Marra resta uno dei misteri più inquietanti della cronaca italiana.
Gli elementi certi sono pochi:
una giovane donna scomparsa
un appartamento con il gas aperto
un uomo visto entrare con le chiavi
un processo terminato con un’assoluzione.
Tutto il resto sono domande.
Chi era l’uomo visto entrare quella sera?
Perché qualcuno avrebbe aperto il gas nell’appartamento? Forse voleva innescare un’esplosione che doveva cancellare delle tracce. Forse aveva anche pensato, in un primo momento, di far ritrovare in casa il corpo di Sonia così da inscenare un suicidio.
E soprattutto: che fine ha fatto Sonia Marra?
Domande che riecheggiano in una Perugia che il 1° novembre 2007 tornò ad essere teatro di una morte violenta. Quella di Meredith Kercher.
Finché non emergerà una risposta, la storia di Sonia Marra resterà sospesa tra cronaca e mistero.
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