20 Aprile 2026
Le teologie delle destre sono blasfeme e anticristiane
Lo scontro teologico tra Papa Leone e il neoconservatorismo Trumpiano.

“Nessuna eredità è ricca quanto l’onestà” W. Shakespeare
Di Fulvio Rapanà
Come ho più volte scritto non esiste un’unica destra e quindi non esiste una teologia della destra ma sono tante e diverse in relazione al pensiero del “capo”. Mussolini che ammetteva di non avere una fervente fede credeva in una teologia con sfumature di paganesimo che facevano riferimento alla Roma imperiale pre-cristiana. Hitler era talmente totalizzante che si inventò una religione che affondava le sue origini nei riti della natura delle tribù barbariche che si opposero a Roma. Francisco Franco impose a tutta la società un cattolicesimo delle origini in modo così integralista, una specie di sharia cattolica, da mettersi in contrasto con il pensiero di Pio XI°. Salto tutti gli altri dittatorelli di destra soprattutto sudamericani che pur dichiarandosi cattolicissimi e devoti alle gerarchie vaticane affondavano la loro teologia dall’interno delle caserme di eserciti che non hanno mai combattuto una guerra con un nemico esterno ma solo contro i fenomeni sociali e politici dei propri cittadini.
Il neoconservatorismo americano vorrebbe arruolare il Vaticano
Arrivo dritto agli attuali “teologi” del neoconservatorismo americano che come per i fenomeni dello spettacolo che quella società periodicamente ci propina e che rapidamente evaporano, vorrebbe arruolare nella crociata per sconfiggere i nemici dell’occidente cristiano. Trump e Pompeo ci hanno provato nel Trump 1 a convincere Bergoglio della giustezza di quella politica ma sono stati messi alla porta in modo deciso e sbrigativo. Ora ci stanno riprovando sperando nell’americanità di Prevost. La frase di J.D. Vance che più mi ha colpito è passata inosservata, perché ci si è concentrati sul botta e risposta fra Leone XIV°, Trump, Hegseth. Rispondendo ad un commento del Papa: “ i discepoli di Cristo non sono mai dalla parte di coloro che un tempo brandivano la spada e oggi sganciano bombe”, Vance ha risposto «Dio era dalla parte degli americani che liberarono la Francia dai nazisti?», ha detto Vance riferendosi al commento del Papa. «Credo proprio di sì». Risulta chiaro che né Vance né tantomeno Trump conoscono il significato profondo della teologia cattolica che affonda le radici nella cultura greca e in quella latina. Trump: “troppo liberale, debole sul fronte criminale e pessimo in politica estera. “Non voglio” un Papa che trovi accettabile che l’Iran possieda l’arma nucleare o che critichi il presidente americano mentre sta portando la criminalità ai minimi storici ”.
Leone XIV° “il cuore di Dio è lacerato da guerre, violenza, ingiustizia e menzogne”. “”violenza assurda e disumana” scatenata dai combattimenti, che hanno ulteriormente destabilizzato il Medio Oriente”. Peter Hegseth “il conflitto con l’Iran è una guerra santa, Dio è dalla parte americana mentre alle nostre truppe veniva chiesto di scatenare “morte e distruzione dall’alto” sui nemici iraniani “apocalittici”. Leone XIV° “Dio non benedice alcun conflitto. Chiunque sia discepolo di Cristo, il Principe della Pace, non si schiera mai dalla parte di coloro che un tempo brandivano la spada e oggi sganciano bombe”. Hegseth “ invoco un’azione di violenza schiacciante contro coloro che non meritano pietà”, chiedendo Dio di “spezzare i denti agli empi”. Leone XIV° “Non ho paura dell’amministrazione Trump, né di parlare apertamente, io parlo del Vangelo. Non sono un politico. E comunque non ho intenzione di fare un dibattito con lui”. Vance, con tono ammonitorio “ se il Papa intendeva esprimere un’opinione su questioni teologiche, i suoi commenti dovevano essere ancorati alla verità. Così come è importante che il vicepresidente degli Stati Uniti sia cauto quando parla di questioni di politica pubblica, penso che sia molto, molto importante che il Papa sia cauto quando parla di questioni teologiche». Hegseth da “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino, scambiandolo per un salmo della Bibbia, dell’attacco all’Iran : “E io colpirò con grande vendetta e furia cieca coloro che tentano di catturare e distruggere mio fratello”. Leone XIV° “ la missione cristiana è stata spesso distorta da un desiderio di dominio, del tutto estraneo alla via di Gesù Cristo”. Il messaggio è sempre lo stesso: la pace. E lo dico a tutti i leader del mondo. Cerchiamo di finire questa guerra. Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo”. In tutta la vicenda vi è un errore di fondo perché i tre disperati che hanno pronunciato quelle frasi scambiano la teologia della chiesa cattolica con la dottrina sociale della chiesa.

La dottrina sociale cattolica sfida sia la destra che la sinistra, ma questo equilibrio è difficile da mantenere, e i leader della Chiesa tendono spesso a contestare una parte con maggiore veemenza, offrendo al contempo “comprensione” all’altra. Sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, i cattolici più progressisti ritenevano, a ragione, che il Vaticano appoggiava più la destra che la sinistra, ma sotto il pontificato di Francesco la dinamica si è invertita. Pur essendo contrario all’aborto, all’eutanasia e ad altri dogmi progressisti, Francesco ha chiaramente dato priorità alle questioni economiche e ambientali e, ancor più chiaramente, ha manifestato una personale contrarietà per i conservatori, soprattutto quelli americani.

Leone XIV° l’equilibratore fra conservatori e progressisti
Leone ha portato maggiore centralità alla Chiesa, in parte semplicemente mostrando ai conservatori un volto più paterno e accogliendo più seriamente le loro preoccupazioni riguardo alla chiarezza rituale e dottrinale, pur mantenendo un tono simile a quello di Francesco quando parla di temi come l’immigrazione o il cambiamento climatico. Pubblicando quella immagine e il commento del giorno di Pasqua, Trump ha capito che gli era partita la frizione e l’ha gettata in “casciara” facendo intervenire il resto della comitiva di scappati di casa dell’amministrazione. Scrive Ross Douthat sul NYT: “ La raffica di affermazioni e di risposte sono secondarie rispetto alla questione centrale: l’eccidio di Gaza e la guerra contro l’Iran sono giuste o no? Ha fatto bene o male il Papa a dichiarare apertamente che non sono giuste?. Sul punto l’amministrazione semplicemente non ha presentato un’argomentazione coerente e consistente a favore della giustezza del conflitto. Si tratta di una situazione in cui il capo della Chiesa cattolica ha tutte le ragioni per affermare che la guerra sembra ingiusta“. Il punto è che esiste un filo conduttore che lega le minacce della domenica di Pasqua, l’invettiva contro il leader cristiano più famoso del mondo e la rappresentazione di se stesso come la seconda Persona della Trinità. Non è una offesa cumulativa contro l’identità religiosa o la dignità papale ma sono parole blasfeme perché vanno contro la teologia della chiesa cattolica dove la parte offesa non è Leone ma Dio Onnipotente.
Biden e Tump sono al vertice di una democrazia, con tendenze sempre più illiberali, vanno a giudizio ogni 4 anni e ci rimangono al massimo per 8 anni . Wojtyla, Ratzinger, Bergoglio e Prevost sono a capo di una teocrazia e operano, con tempi, modalità e finalità che non sono quelli delle democrazie o delle tecnocrazie, avendo come unico obiettivo teologico di realizzare una chiesa pienamente “universale” con al centro l’”uomo”. La riflessione di Vance è ridicola. Dio non si occupa di guerre né giuste né ingiuste né di ordine pubblico né di politica estera ma dell’essere umano non collettivamente, come partito o come religione o come razza, ma singolarmente. Questo è il motivo perché Bergoglio fa la sua prima visita a Lampedusa in quel mare in cui, per la teologia cattolica, lui ha perso una parte del gregge che come Vicario di Cristo gli è stato affidato e del quale ne sta ancora rispondendo. Per la teologia cattolica Cristo ha affidato al Papa la cura di tutti gli esseri umani di qualsiasi razza o religione o credo religioso o politico, ecco perché la Chiesa è per definizione “Universale”.
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