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Esiste ancora il sovranismo?

È ufficialmente terminata quella serissima carnevalata di nome “G7”, dove cinque leader politicamente morti, un anziano affetto da demenza senile, più Giorgia Meloni, fingevano di prendere decisioni già concordate in separata sede. Non a caso, tra le tante possibili mete della Puglia, per rendere chiaro il legame dei “grandi della terra” con il mondo reale si è scelta la lussuosissima Savelletri, mica l’Ilvia di Taranto, tanto per citarne una, altrimenti poverini non avrebbero potuto godere dei vini di Vespa, del concerto di Bocelli, delle cene eleganti. Nel mentre nel Parlamento italiano alcuni deputati della maggioranza picchiavano un rappresentante delle opposizioni per aver sventolato la bandiera italiana davanti a un ministro della Repubblica. Ma non era un’aggressione, guai a chiamarla così! Si trattava piuttosto di una rivisitazione storica del caso Matteotti.

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Immagine di copertina realizzata da Jahi Jackson. Credit foto: Pinterest

di Alessandro Andrea Argeri

È ufficialmente terminata quella carnevalata di nome “G7”, dove cinque leader politicamente morti, un anziano affetto da demenza senile, più Giorgia Meloni, fingevano di prendere decisioni già concordate in separata sede. Non a caso, tra le tante possibili mete della Puglia, per rendere chiaro il legame dei “grandi della terra” con il mondo reale si è scelta la lussuosissima Savelletri, mica l’Ilvia di Taranto, tanto per citarne una, altrimenti poverini non avrebbero potuto godere dei vini di Vespa, del concerto di Bocelli, delle cene eleganti. Nel mentre nel Parlamento italiano alcuni deputati della maggioranza picchiavano un rappresentante delle opposizioni per aver sventolato la bandiera italiana davanti a un ministro della Repubblica. Ma non era un’aggressione, guai a chiamarla così! Si trattava piuttosto di una rivisitazione storica del caso Matteotti.

Insomma, un tale putiferio per non toccare la bandiera della propria Nazione. Sarebbero questi i sovranisti? Quelli del “prima gli italiani”, del “meno Europa più Italia”, del “più potere ai singoli Stati”. È la stessa Lega appena apertasi a un ultranazionalista come Vannacci, guidata da quel genio politico di Matteo Salvini, favorevole alla guerra quando si trattava di combattere l’Isis ma diventato pacifista nel momento in cui bisognava opporsi a Putin, l’idolo di cui indossava la maglietta. Come uno così sia diventato vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è la prova evidente di quanto, se si crede fermamente in Dio, alla fine questo ti aiuta a trovare il Paradiso, perché non importa il tuo QI, in fondo basta solo crederci, sia alle tue stesse stupidaggini sia all’idea di essere un politico credibile.

Ad ogni modo, siccome è un italiano vero tutto foto dei piatti, partite di calcio, felpa della polizia, da almeno dieci anni Matthew non smette di proporre la reintroduzione della leva obbligatoria, così alla fine è arrivato per davvero un disegno di legge alla Camera dei Deputati, sebbene il testo non sia ancora stato pubblicato. Per ora sappiamo solo il lunghissimo titolo, “Istituzione del servizio militare e civile universale territoriale e delega al Governo per la sua disciplina”, assieme all’obiettivo, rendere obbligatorio per tutti i cittadini dai 18 ai 26 anni 6 mesi di servizio militare o civile. Tuttavia l’idea è già stata bloccata dalla stessa maggioranza di cui la Lega è parte: secondo una stima risalente al 2018 ci vorrebbero 15miliardi l’anno, ma oggi ne servirebbero ancora di più considerato l’aumento del costo della vita. Noi ovviamente non abbiamo tutti questi soldi, altrimenti non potremmo condonare i debiti agli evasori.

A questo argomento si legano i risultati degli ultimi sondaggi di Gallup international association, secondo cui solo il 52% dei giovani combatterebbe per il proprio Paese, una percentuale in cale rispetto a dieci anni fa (61%). Lo studio apre quindi una serie di riflessioni: perché sempre meno persone sono disposte a combattere per il difendere la propria Nazione? Ha senso dare allo Stato sei mesi della propria vita per giocare ai soldatini? Dicono serva per “imparare a farsi il letto”, ma se la generazione passata ha avuto bisogno di un sergente per imparare a farsi il letto allora il problema era la loro generazione, non quella attuale. Perché sottoporsi a una tale coercizione delle libertà individuali in nome di un disciplinamento fittizio? Se infatti la leva obbligatoria fosse risultata efficace l’Italia non soffrirebbe l’attuale degrado sociale, evidente nella bassezza della nostra classe politica.

Allora chiediamoci: come i governi si preoccupano delle generazioni che manderebbero a combattere? L’unica risposta sembra essere quella di tagliare gli investimenti sulle scuole, così da costringere i disoccupati ad arruolarsi per portare da mangiare a casa. Ebbene la “Patria” vale davvero la vita umana? Oppure è solo un ideale il quale, tra l’altro, applicato a questo Paese suscita il riso considerato il modo in cui vengono trattati i suoi cittadini.

Infine bisogna considerare i tempi. Grazie alle tecnologie oggi possiamo non solo lavorare, ma persino socializzare con cinesi, iraniani, perfino russi senza alcuna particolare barriera. Per quale ragione quindi dovremmo andare a combattere contro di loro solo perché i nostri governi non sanno cos’è la diplomazia? Sul web ho letto una domanda simile. Un commento sotto rispondeva così: “Forse perché ti invadono il paese, bruciano la tua casa e ti stuprano la famiglia prima di buttarti in una fossa comune. Ma ehi, ti sei trovato bene a lavorare con due musi gialli ed un pezzente della steppa”.

In fondo allora, di fronte a un tale radicalismo, è rassicurante vedere sempre più menefreghismo nei confronti delle guerre, delle difese dei confini, dei simboli nazionali ridotti a ideali capaci di attecchire solo tra vecchi rancorosi destinati per fortuna a svanire. Il sovranismo è fuffa da campagna elettorale, assieme alla leva obbligatoria, eppure qualcuno abbocca sempre.

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Giornalista regolarmente tesserato all'Albo dei Giornalisti di Puglia, Elenco Pubblicisti, tessera n. 183934. Pongo domande. No, non sono un filosofo (e nemmeno radical chic).