01 Novembre 2026
Consegnati i riconoscimenti del “Premio Pierino Piepoli ‘2026” e del “Premio letterario internazionale “Città di Castellana Grotte.
La Cultura come ponte tra persone e popoli

Da Redazione
Celebrata a Palazzo Picella la XIII edizione del Premio Pierino Piepoli, insieme alla XXVII edizione del Premio Letterario Internazionale “Città di Castellana Grotte”. Otto le personalità premiate per il loro contributo alla cultura, alla scrittura, alla comunicazione e alla ricerca.
CASTELLANA GROTTE
La serata è cominciata con i saluti del sindaco di Castellana Grotte, il Dottor Domi Ciliberti che ha sottolineato quanto sia importante per la città di Castellana Grotte la cultura. Il 2026 è l’anno che ha visto la riapertura della Biblioteca Comunale intitolata a Giacomo Tauro. Tutta la giunta è felice del lavoro che il circolo Pivot svolge ne è prova l’attenzione per il premio letterario internazionale giunto alla sua 27ma edizione, organizzato con lodevole cura dal suo presidente Federico Simone. Il premio quest’anno è stato dedicato a Giovanni Mastromarino, il poeta contadino delquale Domenico Bulzacchelli è stato invitato a illustrare virtù letterarie e simboliche
– La cultura come strumento di incontro, la comunicazione come ponte tra persone e popoli, la memoria come radice di una comunità consapevole e aperta. È questo il filo conduttore della cerimonia di consegna del Premio Pierino Piepoli 2026, giunto alla XIII edizione, svoltasi lunedì 19 ottobre a Palazzo Picella, in via Tommaso Pinto 32, a Castellana Grotte. La serata ha celebrato anche la XXVII edizione del Premio Letterario Internazionale “Città di Castellana Grotte”, rinnovando una tradizione che valorizza la scrittura, l’arte, la ricerca e l’impegno culturale.
Il Premio Pierino Piepoli riconosce il lavoro di personalità che, attraverso competenze ed esperienze diverse, contribuiscono alla diffusione della conoscenza, al dialogo e alla crescita civile. Non una competizione tra individualità, ma un omaggio a chi mette il proprio talento al servizio della comunità. Le origini del Premio sono legate al Circolo dei Lettori del Pivot, il «perno» attorno al quale nacque e si sviluppò il periodico La FORBICE e la rivista FOGLI PER CASTELLANA. Esperienze di condivisione e confronto che hanno alimentato iniziative culturali, studi sulla storia non solo locale, riflessioni sulla società. Il Premio custodisce la memoria di quanti hanno contribuito a questo percorso, tra cui Pietro Piepoli, Marco Lanera, Gaetano Montanaro, don Nicola Pellegrino, don Angelo Centrone, Giovanni Mastromarino, Giovanni Guglielmi, Donato Taccone, Paolo Mattarese, Franchino Miccalongo e padre Pio Dandola. Nel solco di questa eredità, l’iniziativa promuove una cultura accessibile, capace di unire le persone senza annullare le differenze. Per l’edizione 2026, il Comitato del Premio, presieduto da Pietro Fabris, con Luigi Coletta presidente onorario, Manuela Cascione, vicepresidente e Antonino Piepoli segretario e responsabile dell’ufficio stampa, composto da: Federico Simone, Anna Piepoli, Vittorio Nicolardi, Daniela Ciriello, Francesca Meliota, Emanuele Caputo, Anna Perla Lanera, Sebastiano Coletta, Mirella Curione, Patrizia Sollecito e Laura Pavia ha individuato otto personalità meritevoli del riconoscimento, sulla base dei criteri pubblicati nel numero 269 di settembre del periodico La Forbice.
Il Premio Pierino Piepoli 2026 è stato assegnato a otto protagonisti del mondo culturale pugliese, distintisi per professionalità, ricerca, creatività e capacità di promuovere la conoscenza. Gilda Camero, giornalista di la Repubblica, è stata premiata per i valori umani, l’elevata professionalità, il senso civico e la sensibilità sociale che caratterizzano il suo impegno. Un riconoscimento al valore di un’informazione attenta alle persone e alla realtà.
Angela Giovanna Todaro archeologa e scrittrice, ha ricevuto il Premio per la capacità di intrecciare storia, mito e memoria, valorizzando le radici e l’identità attraverso la ricerca e la narrazione.
Anna Tinta Valentini, saggista e scrittrice, è stata premiata per la sensibilità e l’autenticità con cui racconta l’universo femminile e promuove i valori dell’inclusione e della libertà.
Kegham Jamil Boloyan, saggista e scrittore, ha ricevuto il riconoscimento per il costante impegno culturale e per la promozione del dialogo, della conoscenza e della fratellanza fra i popoli.
Nicola De Dominicis scrittore e fondatore di Liberosso, è stato premiato per le capacità comunicative e l’empatia, messe al servizio di una progettualità culturale orientata alla condivisione e alla partecipazione sociale.
Franco Lestingi, docente e regista teatrale, ha ricevuto il Premio per la dedizione all’insegnamento e alla formazione educativa, oltre che per la creatività e l’innovazione nella ricerca scenica. Il suo percorso testimonia il valore del teatro come strumento di crescita, espressione e coinvolgimento.
Michele Cito, libraio e agente letterario per Mondadori, è stato premiato per la professionalità, la passione e la capacità di promuovere la cultura letteraria in Puglia, favorendo la diffusione dei libri e l’incontro tra autori e lettori.
Pasquale Martino, docente e scrittore, ha ricevuto il riconoscimento per la dedizione all’insegnamento, l’impegno nello studio e l’attività di ricerca sulla storia antica. Un contributo che unisce formazione e approfondimento storico, mantenendo vivo il legame tra conoscenza del passato e consapevolezza del presente.
Le motivazioni dei riconoscimenti restituiscono un quadro articolato dell’impegno culturale: dall’informazione alla letteratura, dall’insegnamento alla ricerca storica, fino al teatro e alla promozione della lettura. Il filo comune è la capacità di trasformare il lavoro individuale in un’occasione di crescita collettiva. La comunicazione non è soltanto trasmissione di informazioni, ma possibilità di comprendersi, riconoscersi e accogliersi. Le differenze culturali, linguistiche e umane rappresentano una ricchezza da custodire. Ogni identità conserva la propria storia e contribuisce, insieme alle altre, alla costruzione di una società più aperta e solidale. Nel corso della serata è stata presentata anche l’antologia del Premio Letterario Internazionale “Città di Castellana Grotte”, con la consegna dei riconoscimenti ai vincitori della XXVII edizione. Un ulteriore momento dedicato alla scrittura e alla valorizzazione delle voci letterarie, nel segno della promozione della lettura e dei talenti.
La doppia ricorrenza ha così rinnovato il legame tra Castellana Grotte e le sue espressioni culturali, riunendo autori, studiosi, professionisti e cittadini attorno a un patrimonio condiviso di conoscenze ed esperienze. Il Premio Pierino Piepoli 2026 ribadisce una convinzione: la cultura acquista valore quando diventa relazione, la memoria quando alimenta la partecipazione e la diversità quando si trasforma in occasione di arricchimento reciproco. Un messaggio racchiuso nell’orizzonte ideale della manifestazione: un mondo in cui gli unici confini siano Luce e Amore.
Il Presidente della giuria Premio letterario internazionale città di Castellana grotte è Luigi Coletta che ha preso il posto di Scipione Navac.
Riportiamo di seguito le motivazioni che il professor Luigi Coletta stilate per i primi tre premiati della sezione poesia e della sezione racconti.
Sezione POESIA
Primo Premio è andato a Umberto Vicaretti. Titolo del componimento: Bruciano Ancora.
Motivazione: Il male operato dagli uomini è destinato a bruciare per sempre nella storia. In questa densa lirica, a cui la giuria assegna all’unanimità il primo posto si accalcano le peggiori stragi perpetrate nel 900 da pochi uomini a danno di milioni di esseri umani. L’uomo del nostro tempo, per dirla con Quasimodo, è ancora “quello della pietra e della fionda”, anzi peggio, perché la sua scienza esatta è “persuasa allo sterminio”, senza amore, senza Cristo”. Le croci inflitte dall’uomo non sono strumento di redenzione, ma di dolore lacerante e infinito.
Secondo Premio a Olga Rapelli. Titolo del componimento: Piove.
Motivazione: La poesia, ricorda contenutisticamente e strutturalmente la Pioggia nel Pineto di Gabriele D’Annunzio. E forse l’allusione è voluta. Il ritmo della pioggia battente concilia il sonno e i sogni. Tutti ne abbiamo fatto esperienza: spesso, pur essendo oramai svegli, rifiutiamo di aprire gli occhi, temendo che il sole dissolva i sogni e illumini una realtà che fa paura. La versione dialettale conferisce alla poesia una maggiore forza educativa.
Terzo Premio a Francesco Palermo. Titolo della composizione: Oasi.
Motivazione: L’immagine della poesia come oasi d’umana immortalità è antica. Ugo Foscolo, riferendosi ai poemi omerici, diceva che “l’armonia vince mille secoli il silenzio” e “Costantino Kavàfis definiva la poesia la “città sublime delle idee”, dove è arduo avere la cittadinanza, ma dove soltanto si può trovare il senso e la gloria di una vita faticosa. La giuria assegna il terzo posto a questa lirica che si conclude con l’auspicio di vivere in una terra dove la poesia possa essere l’unica legge.
Sezione RACCONTO.
Primo Premio a Luisa Di Francesco. Titolo del racconto: Una pagina bianca.
Motivazione: Una pagina bianca può provocare il cosiddetto “blocco d’artista”. Non così in questo racconto che ha il sapore forte e amaro di un’esperienza drammatica, vissuta in prima persona o, comunque, molto da vicino. Scrivere è consolazione e speranza. E’ anche il modo più vivo e vivificante di costruire un rinnovato e più autentico senso di umana solidarietà, di cui tutti oggi sentiamo l’urgenza. A questa storia drammaticamente realistica la giuria assegna il primo premio.
Secondo Premio a Lucia lo Bianco. Titolo del racconto: Ultimo canto tra le rocce.
Motivazione: La cronaca quotidiana trasuda di violenze sulle donne fino al femminicidio, un reato, che la comune coscienza e la legge, avvertono come più grave del generico omicidio. Nel racconto, suggestivo e attuale, Giulia è ostinatamente vessata e violata nel suo corpo e nella sua anima dal compagno Daniele, che pure ha amato con tutta se stessa. Le amiche non bastano a darle conforto. Solo una scogliera e un isolotto con le sue enigmatiche presenze femminili la seducono e la tentano, come sirene a tuffarsi., per scomparire agli occhi di un mondo oramai invisibile, con nel cuore il canto della segreta speranza di una vita immune da violenze e soprusi.
Terzo Premio a Claudio Brizio. Titolo del racconto: Il posto del Matto.
Motivazione: Il Matto è una delle immagini più note nel mazzo delle carte dei tarocchi: una giovane figura, che si avvicina al bordo di una scogliera con un piccolo zaino, un fiore in una mano e un cane ai suoi piedi. Chi pesca questa carta prova un misto di eccitazione e inquietudine, perché il Matto non promette sicurezza. Promette possibilità: nuovi indizi, il coraggio di incominciare qualcosa prima di sentirsi pronti. E’ quello che accade al protagonista del racconto, che, per meccanismo narrativo, ricorda il castello dei destini incrociati di Italo Calvino.

