Oasi Culturale
Carmen Gallo vince il Premio Strega Poesia 2026
Benvenuti su “Oasi Culturale” rubrica de IlSudEst a cura di Sara D’Angelo.
Questa settimana parliamo di Carmen Gallo vincitrice del Premio Strega Poesia 2026 .
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Di Sara D’Angelo
Martedì 13 ottobre, a Roma, presso la Casa dell’Architettura all’interno del complesso monumentale dell’Acquario Romano e in diretta streaming su RaiPlay, si è svolta la serata finale del Premio Strega Poesia 2026.
La quarta edizione del prestigioso premio è stata vinta da Carmen Gallo, docente di Letteratura inglese presso il Dipartimento di Studi europei, americani e interculturali che, con 33 voti su 83 espressi, ha trionfato con “Procne Machine”, la raccolta poetica pubblicata da Einaudi.
Al secondo posto Isabella Leardini con “Maniere nere” (Mondadori), 18 voti, e al terzo posto, quasi un ex aequo, Vincenzo Ostuni con “Faldone” (Il Saggiatore), 17 voti. Seguono al quarto posto Federico Italiano con “Godzilla e altre poesie” (Guanda), 10 voti, e al quinto Fabrizio Lombardo con “La linea spezzata” (Donzelli), 5 voti.
Il Premio Strega Poesia, organizzato dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci insieme a Strega Alberti Benevento, ha selezionato per la fase finale il volume vincitore, accompagnando la scelta con la seguente motivazione:
“Carmen Gallo, con Procne Machine, costruisce un solido, un volume tematico, una sorta di monumento classico paradossale, la scultura a parole di quanto di più lieve conosciamo: il volo. E del suo contrario, volo e canto bloccati dal disincanto in varie forme di bellezza atroce. A metà libro compare un saggio in versi sull’atto del volare, con parole che spiccano dalle terre del mito e planano su tutta la volatile, commossa, intelligente materia letteraria, che – come tutta la poesia – è attraversamento della paura, fissazione verbale di una fobia”.
Il volume affronta le contraddizioni e le complessità del mondo contemporaneo attraverso il richiamo al mito di Procne, riletto in una prospettiva attuale. L’opera intreccia poesia, tecnologia e memoria, dando vita a un percorso letterario che mette in dialogo il passato con le trasformazioni del presente. La raccolta si distingue per la capacità di coniugare profondità espressiva e sensibilità contemporanea, ottenendo l’attenzione della critica e suscitando interesse tra i lettori.
Carmen Gallo arricchisce così il proprio percorso letterario, proponendo un’opera che rilegge il mito di Procne alla luce della contemporaneità, attraverso un intreccio di poesia, tecnologia e memoria.
A Carmen Gallo è stato conferito, oltre al premio in denaro messo a disposizione dall’azienda Strega, anche un esemplare dell’opera artistica intitolata “L’Infinito Premio Strega”. L’opera, realizzata e donata dal maestro Emilio Isgrò, rappresenta un ulteriore riconoscimento del valore del lavoro poetico dell’autrice e arricchisce il prestigio del premio ricevuto.
La serata finale del Premio ha dato spazio anche alle nuove voci della poesia con il conferimento del Premio Strega Giovani Poesia 2026 a Isabella Leardini, autrice della raccolta Maniere nere, pubblicata da Mondadori, che ha ottenuto 35 preferenze su 128 grazie al voto di una giuria composta da studenti di circa 30 scuole superiori italiane.
Alla cerimonia condotta da Carolina Di Domenico hanno partecipato diversi protagonisti del panorama letterario e musicale italiano.
Tra gli ospiti musicali si sono esibiti:
• Ginevra Nervi, compositrice e produttrice, con la performance audiovisiva Beyond Appearances.
• Cristina Donà, cantautrice, che ha presentato il brano Possibili superstiti, seguito da Universo e Stelle buone.
• Rancore, rapper, che ha concluso la serata con i brani Fanfole, Roma non può e Codex Seraphinianus.
L’evento si è trasformato così in un incontro tra poesia, musica e sperimentazione, dando spazio a diverse forme di espressione artistica e a nuove modalità di comunicare emozioni e idee. Le esibizioni che hanno accompagnato la premiazione hanno creato un dialogo tra la parola scritta e le sonorità contemporanee. Il successo di Carmen Gallo e di Isabella Leardini ha inoltre messo in luce la ricchezza della produzione poetica italiana, capace di rinnovarsi senza perdere il legame con la propria tradizione culturale. La serata ha offerto l’occasione per riflettere sul ruolo della poesia nella società odierna: uno spazio in cui esperienze individuali, memoria collettiva e questioni del nostro tempo trovano nuove possibilità di racconto.
Attraverso voci, stili e prospettive differenti, il Premio Strega Poesia 2026 ha ribadito l’importanza di sostenere la ricerca letteraria e di avvicinare un pubblico sempre più ampio a un genere che, pur nella sua essenzialità, conserva una straordinaria capacità di interpretare la realtà e di suscitare domande.


