19 Ottobre 2026
Trump detesta il Nobel per la Pace
Trump senza Nobel: infuria la polemica tra attacchi e ironia

Di Fulvio Rapanà
I titoli dei giornali sono del tutto bugiardi nel riportare l’ira di Trump per la mancata assegnazione del Nobel per la Pace, al contrario, dalle cronache è sembrato del tutto disinteressato a un premio irrilevante rispetto al suo rango!!. E poi il premio sarebbe un po’ contrastante con la prossima grande vittoria militare all’estero che sta preparando. Ci sarà tempo : dopo aver distrutto l’America, saremo in molti a chiedere il Nobel per Trump. Più incazzato di tutti è uno dei sui avvocati, David Schoen, che lo ha difeso nel 2021 durante il processo di impeachment, che in un post pubblicato su Truth Social, poche ore dopo l’annuncio del Comitato norvegese per il Nobel a Oslo, ha attaccato la vincitrice del premio , la giurista sudafricana ed ex responsabile delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navi Pillay, definendola “una persona che odia sfacciatamente l’America e Israele” e che “non ha mai fatto nulla per promuovere la pace”.
Il dubbio che circola nelle cancellerie mondiali è che Schoen sia il ventriloquo di Trump, ma non si hanno prove e poi chi conosce bene la dirittura morale del “grande Pinocchio” esclude sdegnosamente questa ipotesi; inoltre, solo successivamente il post è stato ripubblicato dal presidente, sul suo account di Truth, per la gioia dei suoi 10 milioni di follower.
Scrive Schoen: “Oggi il Comitato per il Nobel si è coperto di vergogna in modo irreparabile e ha svilito il prestigioso Premio Nobel per la Pace, assegnato a Navi Pillay delle Nazioni Unite. Nella sua posizione ha celebrato i terroristi e premiato Hamas. Ha condotto una finta ‘indagine’ sostenendo di aver scoperto che Israele aveva commesso un genocidio e sollecitandone l’incriminazione. Non ha alcuna credibilità in ambito normale e non ha mai fatto nulla per promuovere la pace. Anzi, tutt’altro. Ma cosa ci si poteva aspettare da un comitato che in passato ha assegnato l’ambito premio Nobel per la Pace a Yasser Arafat”. Schoen, non Trump, dimentica di scrivere nel post, che Arafat, il defunto leader dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina , aveva ricevuto nel 1994 il premio congiuntamente insieme ai leader israeliani Yitzhak Rabin e Shimon Peres per il loro impegno congiunto sugli Accordi di Oslo. Sempre a proposito del Nobel del 1994, molte furono le polemiche per l’assegnazione del premio a Yitzhak Rabin che, quando era a capo dell’Esercito, ordinò https://adst.org/2014/07/broken-bones-broken-dreams-broken-homeland-the-first-intifada-1987/ di rompere le braccia a bambini e ragazzi che buttavano pietre contro le camionette dell’esercito sionista invasore che imperversavano su una terra che non era e non sarà mai la loro. Altro che Nobel, anche lui, assassinato per mano di un sionista, avrebbe dovuto essere processato per crimini di guerra. Non contento di denigrare il Comitato del Nobel e Navi Pillay, Schoen si è poi concentrato sulle qualità dell’uomo, e sul bene, che da presidente, ha sparso a piene mani prima in America e nel resto del mondo, convinto che Trump avrebbe dovuto ottenere il premio non una sola volta ma tutti gli anni: “Il presidente Trump ci ha dato gli Accordi di Abramo, che il mondo riteneva impossibili, e ora li sta ampliando! Ha riportato a casa gli ostaggi quando tutto sembrava perduto! Si sta impegnando al massimo per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina, per fermare l’Iran, il principale sponsor del terrorismo internazionale, e sta cercando di ricostruire Gaza nonostante i tentativi dei terroristi di controllarla. L’elenco è lunghissimo. Queste sono le cose che il Comitato del Premio dovrebbe riconoscere e premiare!!!” Il post si concludeva taggando l’account del presidente a cui far pervenire valanghe di approvazioni. Sarà un caso, ma per questo sionista tutti i meriti di Trump, per i quali avrebbe meritato il Nobel, girano intorno a Israele. Strano!.
La Pillay ha preso tutto con ironia
Pillay, 85 anni, ha preso il post con ironia . Arrivata tra gli applausi a una conferenza legale presso il tribunale di Norimberga, sede dei processi del dopoguerra contro i leader nazisti, ha detto ai presenti: “Se applaudite ancora un po’, potrei condividere questo premio con Trump”. Nella motivazione del premio il presidente del comitato, Jørgen Watne Frydnes, ha affermato che “Pillay veniva premiata per il suo ruolo determinante nel garantire che i crimini di guerra, i crimini contro l’umanità e il genocidio vengano perseguiti, in un momento in cui il sistema del diritto internazionale è sottoposto a una pressione enorme e le sue istituzioni sono sotto attacco”. La dichiarazione del comitato è andata oltre: “Assistiamo a una deriva verso la politica di potenza a scapito dei quadri giuridici e del rispetto globale per la legge e la giustizia. Ogni volta che la forza prevale sul diritto, mina la stabilità, la fiducia e la coesistenza pacifica. La pace richiede giustizia“. Navi Pillay ha un lungo curriculum di difesa della legalità e della giustizia. Ha difeso Nelson Mandela e altri attivisti anti-apartheid prima di diventare giudice e poi presidente del Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda, e successivamente Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani dal 2008 al 2014. La “falsa indagine” a cui Schoen si riferiva era la commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite, da lei presieduta, che accusava Israele di azioni finalizzate a commettere genocidio a Gaza: una conclusione che Israele respinge e che l’amministrazione Trump ha trattato come ulteriore prova che l’apparato delle Nazioni Unite per i diritti umani è, per usare le parole della vice portavoce della Casa Bianca Anna Kelly il mese scorso, un organismo che “non ha realizzato nulla per i diritti umani, pur avendo diffuso per decenni sciocchezze senza senso“. Trump, assolutamente sereno, cosciente della sua dimensione
Le cronache dicono che il Presidente ha trascorso la settimana in un giro elettorale , e a domande dei giornalisti sull’argomento ha risposto sprezzante: “ho fatto cose che nessun altro ha mai fatto. Probabilmente nessun presidente ha mai risolto alcuna guerra , io ne ho risolte otto”. Tutti si chiedono quale sia l’ottava perché quando ha parlato qualche giorno fa all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato di averne risolte sette. Forse si riferisce alla guerra del “gasolio” risolta in questi giorni scaricando l’Ucraina dopo averla portata in guerra insieme ai compari della NATO. L’affermazione secondo cui nessuno dei suoi predecessori aveva “risolto alcuna guerra” tradisce l’ignoranza del fatto che Theodore Roosevelt, il 26° Presidente degli Stati Uniti, fu insignito del Premio Nobel per la Pace per aver negoziato la fine della guerra russo-giapponese nel 1905.
La ripubblicazione da parte di Trump dello sfogo di Schoen è stata una reazione molto più contenuta rispetto a quanto accaduto l’anno scorso. Nel 2025 il Nobel per la Pace fu assegnato alla leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado. La Casa Bianca accusò, il Comitato del Nobel, in modo molto irritato, di aver anteposto “la politica alla pace”. In seguito, ignominiosamente, la Machado ha consegnato la medaglia a Trump, come ” riconoscimento per il suo impegno unico a favore della nostra libertà”. Ad oggi il Dipartimento di Stato ha impedito a Machado di rientrare in Venezuela. Evidentemente non è la liberazione del popolo venezuelano dal chavismo il reale obiettivo della Casa Bianca. Si dice che sia il petrolio, ma non ci credo. Solite malelingue!. Trump: se non lo hanno dato a me queto riconoscimento non vale niente


