19 Ottobre 2026
Cassinum Exe 2026: l’esercitazione funziona, ora serve più realismo
Cassinum Exe 2026: bene la prova, per il futuro serve coinvolgere di più i cittadini

Di Pierdomenico Corte Ruggiero
“Le case si possono rompere, per questo servono esercitazioni fatte bene”: così un padre spiegava al figlio la presenza massiccia di mezzi e personale della Protezione Civile nei pressi della stazione ferroviaria di Cassino per l’esercitazione “Cassinum Exe 2026”. Il bambino avrà sicuramente capito, ma gli adulti? Ci torneremo.

“Cassinum Exe 2026” ha visto la presenza di migliaia di operatori tra Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine, con l’apporto del Servizio Sanitario Nazionale, Ferrovie dello Stato, ANAS, Enel e gestori della rete del gas e dell’acqua.
L’esercitazione è stata voluta fortemente dall’Assessore regionale Pasquale Ciacciarelli, che ha la delega alla Protezione Civile. A questo punto è necessaria una precisazione.

Anche “Cassinum Exe 2026” rischia di diventare terreno di polemica politica, talvolta strumentale. Quando si tratta di sicurezza dei cittadini, la sterile polemica è dannosa; diversa, ovviamente, è la critica costruttiva. “Cassinum Exe 2026” è un primo passo positivo, bisogna riconoscerlo. E questo viene detto da un giornale, il nostro, che ha una visione politica diametralmente opposta a quella dell’assessore Ciacciarelli.
L’esercitazione ha affrontato diversi scenari e passaggi: il primo allertamento dopo la forte scossa di terremoto e l’attivazione della Protezione Civile comunale, della Polizia Locale, del 118 e delle Forze dell’Ordine. È seguito poi l’arrivo della colonna mobile dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile. È stata creata una “cittadella” nel centro di Cassino, completa di ospedale da campo e di tutti i servizi necessari.

Si è proceduto allo sgombero di una scuola e di un edificio. Sono stati soccorsi dei feriti su un convoglio ferroviario deragliato a seguito della scossa e si è proceduto alla ricerca di dispersi sotto le macerie.

Squadre di ingegneri hanno provveduto alla verifica dei danni, mentre sono state riattivate le forniture interrotte di acqua, elettricità e gas. Inoltre, sono state attivate reti di comunicazione radio, è stato fornito supporto psicologico agli sfollati ed è stata predisposta la raccolta del sangue, offrendo visite mediche gratuite ai cittadini.

Tutto bello ed efficiente, quindi? Ovviamente no, qualche considerazione bisogna farla. Più persone si sono presentate a campo Miranda, dove è stata creata la cittadella della Protezione Civile, convinte di trovare il mercato settimanale: segno di una comunicazione di emergenza da migliorare. In generale, la città ha assistito all’esercitazione come a qualcosa che non la toccasse direttamente.
Ovviamente ci sono limiti normativi ed organizzativi, ma è evidente che la popolazione deve essere “stressata” di più durante queste esercitazioni, provando dei reali “disagi”. Solo così è possibile ricreare quella situazione emotiva provocata da un terremoto, che improvvisamente può privare di comunicazioni ed elettricità, seminando terrore.
“Chi suda di più nell’addestramento, sanguina meno in battaglia” è una massima valida anche per la Protezione Civile, di cui la popolazione non è soggetto passivo, ma attivo.
Provare a portare via da un palazzo lesionato o in macerie persone terrorizzate può richiedere il doppio degli operatori e un’adeguata preparazione psicologica.
Inoltre, l’esercitazione si è concentrata su Cassino. Un approccio giusto come primo passo, ma il Cassinate, come il resto d’Italia, vede la presenza di decine di paesi, spesso in montagna, con abitazioni vulnerabili, centri storici con case ammassate e vie di comunicazione precarie.

Le conseguenze di un terremoto in questi centri sarebbero disastrose, con una probabile difficoltà dei soccorsi ad arrivare.
L’auspicio è che la Regione Lazio provveda a verificare se i singoli Comuni siano in grado di dare una prima ed efficiente risposta e, in caso contrario, intervenga in via suppletiva per garantire l’efficienza dei gruppi comunali di Protezione Civile.
Per concludere, bene “Cassinum Exe 2026”, ma servono esercitazioni estese ai piccoli comuni.
Simulazioni a preavviso zero, con meno personale ma più “brutali” e realistiche. Perché le conseguenze di un terremoto saranno brutali.


