Mettiti in comunicazione con noi

11 Ottobre 2026

Scomparsa a Tai di Cadore: i passi perduti di Rossella Corazzin

Scomparsa nel 1975 a Tai di Cadore: la storia di Rossella Corazzin

Avatar photo

Pubblicato

su

Credit foto https://www.rainews.it/tgr/fvg/articoli/2025/08/50-anni-fa-scompariva-a-tai-di-cadore-rossella-corazzin-17-anni-fc21c036-3738-490c-9e00-09486d9a5f90.html

Di Pierdomenico Corte Ruggiero

Un libro e il bosco. La mente corre immediatamente alle favole. Libri che raccontano di boschi incantati, di lupi, di innocenti in pericolo, di eroici salvatori.

Nelle favole, certo. La vita, però, racconta spesso storie diverse.

Storie in cui Cappuccetto Rosso si perde nel bosco e non torna più a casa. Non arriva il cacciatore a salvarla.

Il bosco è quello di Tai di Cadore, frazione di Pieve di Cadore. A non tornare più a casa è Rossella Corazzin https://www.rainews.it/tgr/fvg/articoli/2025/08/50-anni-fa-scompariva-a-tai-di-cadore-rossella-corazzin-17-anni-fc21c036-3738-490c-9e00-09486d9a5f90.html .

Rossella ha diciassette anni, frequentava il liceo classico e viveva con la famiglia a San Vito al Tagliamento. Il 16 agosto 1975, insieme ai genitori, arriva a Tai di Cadore per passare le vacanze a casa di una zia.

Il 1975. L’Italia è già scossa dal terrorismo. Nell’agosto 1974 c’era stata la strage dell’Italicus. Da tempo il boom economico aveva lasciato spazio all’incertezza.

Il 1975 sarà anno di misteri: il massacro del Circeo, l’omicidio di Pasolini, la strage di via Caravaggio.

Terrorismo, crisi economica, misteri: sono cose così lontane dalla vita di Rossella Corazzin. Almeno così crede lei.

La vita di Rossella è una vita tranquilla, abitudinaria.

Le abitudini sono rassicuranti. Gli stessi orari, le stesse cose, gli stessi luoghi, le stesse persone.

L’imprevisto, ciò che non possiamo controllare, spaventa.

Anche in vacanza, Rossella Corazzin ha le stesse abitudini. Esce con il padre a fare una passeggiata dopo il riposo pomeridiano. E comunque esce raramente da sola.

Il 21 agosto 1975, Rossella rinuncia alla sicurezza delle sue abitudini.

La mattina si avvia sola per la strada principale di Tai di Cadore. Incontra per strada il padre, che chiede conto alla figlia del perché si trovasse da sola.

Rossella risponde che sentiva il bisogno di evadere.

Nel pomeriggio la ragazza chiede al padre di rinunciare al riposo pomeridiano per anticipare la passeggiata, così da evitare i frequenti temporali pomeridiani.

Il padre risponde che non può rinunciare al riposo e invita Rossella ad andare da sola.

La figlia accetta, ma raccomanda al genitore di aspettarla perché sarebbe tornata a prenderlo.

E si avvia da sola.

È la prima volta che si avvia sola.

Rossella Corazzin scompare nel nulla.

Iniziano subito le ricerche.

I cani seguono le tracce di Rossella, si fermano accanto a una delle panchine che costeggia la strada statale. Una di quelle panchine su cui si fermava a leggere in compagnia del padre.

Un testimone dichiara di aver visto una ragazza che camminava lentamente con un libro in mano e cercava con lo sguardo una panchina su cui sedersi.

Abbiamo quindi un primo dato certo: Rossella non aveva cambiato abitudine. Voleva fermarsi a leggere, come sempre.

La titolare di un negozio di alimentari a Tai di Cadore dichiara che il 21 agosto, nel pomeriggio, vede passare davanti al suo negozio un fuoristrada.

Vede, all’interno del veicolo, una ragazza riversa, come se dormisse, con un golf verde sulle spalle.

Rossella indossava un golf verde.

Negli anni sono state battute molte piste.

Rossella, in una lettera scritta il 17 agosto 1975, cita un ragazzo. Gianni, che ogni anno passa le vacanze a Tai di Cadore.

Gianni ha una sorella, Giuliana. Il 13 giugno 2018 la trasmissione “Chi l’ha Visto?” riferisce che sono stati rintracciati. Non ricordano nulla e non possono essere di aiuto.

Dopo anni di buio, nel 2015 arrivano le dichiarazioni di Angelo Izzo.

Izzo è uno degli aguzzini di Donatella Colasanti e Rosaria Lopez. Il massacro del Circeo.

Izzo è estremista di destra, condannato anche per altri omicidi.

Secondo le dichiarazioni di Angelo Izzo, Rossella sarebbe stata rapita, violentata e uccisa da due gruppi.

Uno è il gruppo della strage del Circeo, il secondo guidato da Francesco Narducci, il medico sospettato di essere il Mostro di Firenze e morto nel 1985 in circostanze ritenute da molti misteriose.

Secondo Izzo, il rapimento di Rossella Corazzin viene pianificato nella casa di Cortina di Gianni Guido, che parteciperà poi al massacro del Circeo.

L’omicidio di Rossella sarebbe avvenuto nella villa di Francesco Narducci, durante una cerimonia esoterica che prevedeva un sacrificio umano.

Come già specificato è stato accertato che il Gianni della lettera non era Gianni Guido.

Sono credibili le dichiarazioni di Angelo Izzo? Per i magistrati no, nel 2019 archiviano la nuova indagine sulla scomparsa di Rossella.

Del resto la storia criminale di Izzo è nota e la sua attendibilità scarsa.

I delitti del Mostro di Firenze e il massacro del Circeo hanno un fattore comune: le vittime sono state sempre «esibite», mai fatte sparire. Mostrare le vittime è parte del piacere maligno degli autori di questi orrendi delitti.

Rossella, invece, scompare nel nulla.

Inoltre, come sapevano che quel pomeriggio Rossella Corazzin era sola?

Rossella incontra qualcuno la mattina del 21 agosto?

È stato un predatore solitario che ha avuto la fortuna di trovare Rossella da sola?

O qualcuno che poteva osservare quotidianamente i movimenti della ragazza e approfittare del momento favorevole?

Proviamo a fare delle considerazioni. Quando esce di casa prende sia la macchina fotografica Kodak Instamatic che il libro “I passi perduti” di Alejo Carpentier.

Credit foto Ebay.it

Due oggetti che potrebbero dare una preziosa indicazione. Rossella Corazzin voleva “viaggiare” come solo i libri sanno fare ed esplorare/immortalare ciò che la circonda.

Questo stato d’animo può averla portata ad una certa distanza dagli abituali sentieri. A diciassette anni il mondo non ha confini.

Trovando, forse, un luogo che ha attirato la sua attenzione. Luogo dove potrebbe aver trovato dei malintenzionati. O qualche insidia naturale che accidentalmente ne segna il destino. La Kodak Instamatic aveva un obiettivo che costringeva ad avvicinarsi molto per avere fotografie dettagliate e a spostarsi spesso per avere della panoramiche il più possibile ampie.

Non a caso queste erano le prime piste investigative. Che sono spesso le più attendibili.

Un prelevamento violento per strada è ipotizzabile ma avrebbe lasciato delle tracce. Soprattutto se organizzato.

Il prelevamento con l’inganno presuppone un consolidato rapporto fiduciario che in una piccola comunità non sarebbe passato inosservato.

Per capire cosa è successo a Rossella bisogna ripartire da lei e dai luoghi della scomparsa.

Tenendo sempre a portata di mano il rasoio di Occam.

Si potrebbe creare una “mappa” delle persone che, anche superficialmente, Rossella conosceva a Cai di Cadore. Fare nuove ricerche in prossimità dei luoghi che potevano attirare la sua attenzione.

Nessuno ha potuto salvare Rossella.

Non è stata una favola.

Nessun «vissero felici e contenti».

Nemmeno un fiore sulla sua tomba.

Non resta che offrire a Rossella una preghiera e la verità.