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31 Marzo 2025

La Democrazia in Collasso: L’Assedio di Trump alla Magistratura e l’Effetto Contagioso dell’Autoritarismo

Disobbedienza alle decisioni giudiziarie, attacchi alle istituzioni e intimidazioni al potere giudiziario: gli Stati Uniti vivono un collasso istituzionale sotto Trump, e il mondo osserva con preoccupazione l’avanzare dell’autoritarismo.

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Di Marlene Madalena Pozzan Foschiera

Disobbedienza alle decisioni giudiziarie, attacchi alle istituzioni e intimidazioni al potere giudiziario: gli Stati Uniti vivono un collasso istituzionale sotto Trump, e il mondo osserva con preoccupazione l’avanzare dell’autoritarismo.

L’attacco frontale al potere giudiziario

La democrazia americana affronta una crisi senza precedenti. Da quando è tornato alla presidenza nel 2025, dopo una controversa modifica costituzionale che ha reso possibile la sua rielezione, Donald Trump ha attuato un progetto autoritario che ora colpisce direttamente il cuore del sistema istituzionale: il potere giudiziario. Analisti politici come Steven Levitsky e Daniel Ziblatt, autori di How Democracies Die, avevano già avvertito dei rischi rappresentati da un leader che disprezza le norme democratiche. Ora questi avvertimenti si concretizzano in fatti reali — e allarmanti.

Trump non si limita a sfidare la giustizia con una retorica incendiaria. Disobbedisce apertamente agli ordini dei tribunali, soprattutto in materia di immigrazione e diritti civili. Ad esempio, nel marzo 2025, una sentenza del Tribunale Distrettuale di New York aveva sospeso le deportazioni di massa degli immigrati senza documenti, ma gli agenti governativi hanno continuato ad arrestare ed espellere persone, ignorando l’ingiunzione. Questo oltraggio istituzionalizzato — un presidente che si pone al di sopra della legge — mina la credibilità del sistema giudiziario agli occhi dell’opinione pubblica.

Inoltre, il governo agisce dietro le quinte per ristrutturare i tribunali federali. Secondo i rapporti del Brennan Center for Justice, il Dipartimento di Giustizia, guidato da un alleato di Trump, ha proposto di ricollocare i giudici considerati “ostili” in regioni remote, mentre accelera la nomina di magistrati vicini al governo. Parallelamente, tagli di bilancio brutali sono stati imposti ai tribunali. Gia nel 2024, il budget del sistema giudiziario è stato ridotto del 30%, provocando il blocco di migliaia di procedimenti e il degrado delle strutture fondamentali.

Silenziare la giustizia significa soffocare la democrazia

La stampa americana, inizialmente restia a trattare il problema con la dovuta gravità, ha cominciato finalmente a denunciare ciò che sta accadendo: lo smantellamento sistematico dello Stato di diritto negli Stati Uniti. Secondo il Washington Post, diversi giudici federali hanno ricevuto minacce di morte, e sentenze importanti — come quelle che tutelano i diritti civili — non vengono più eseguite. Quello che un tempo era un solido sistema di pesi e contrappesi comincia a crollare. La magistratura, ultimo baluardo della democrazia, è sotto assedio.

Ma ciò che sta accadendo negli Stati Uniti non è un episodio isolato. Abbiamo già visto questo stesso copione altrove — e i risultati sono stati devastanti.

Il copione autoritario già conosciuto

In Ungheria, Viktor Orbán ha iniziato attaccando la magistratura con il pretesto di “ripulire il sistema”. Ha imposto pensionamenti forzati, preso il controllo dei tribunali e nominato giudici fedeli. Il risultato: il Paese si è trasformato in un’autocrazia elettorale, dove la separazione dei poteri è stata demolita, la stampa messa a tacere e i diritti civili svuotati, secondo i rapporti della Freedom House.

In Turchia, dopo il tentato colpo di Stato del 2016, Recep Tayyip Erdoğan ha incarcerato migliaia di giudici e procuratori, creato tribunali speciali e trasformato la magistratura in un braccio dell’esecutivo. Il risultato è stato la repressione delle libertà civili, la persecuzione degli oppositori, giornalisti in esilio e arresti arbitrari di massa, come documentato da Amnesty International.

In Polonia, le riforme giudiziarie promosse dal governo conservatore hanno compromesso gravemente l’indipendenza della magistratura. La Commissione Europea ha classificato il Paese come esempio di erosione dello Stato di diritto. Le conseguenze? Sfiducia nelle istituzioni, fuga di investimenti, emigrazione di intellettuali e isolamento politico nell’Unione Europea, secondo le analisi dell’European Council on Foreign Relations.

Cosa hanno perso questi Paesi?

Questi Paesi non hanno perso solo le loro istituzioni democratiche. Hanno perso la libertà di stampa, l’indipendenza dei poteri, i diritti dei lavoratori, le garanzie individuali, la trasparenza pubblica, l’autonomia accademica, la partecipazione politica e la dignità sociale. Ma hanno perso anche qualcosa di più concreto e crudele: la qualità della vita della popolazione.

La distruzione istituzionale ha portato a una concentrazione del potere e della ricchezza nelle mani di una piccola élite, mentre la maggioranza della popolazione è sprofondata nella povertà, nella precarietà e nell’esclusione sociale. Lo smantellamento dei servizi pubblici, i tagli agli investimenti in istruzione e sanità, la repressione dei movimenti popolari e la perdita dei diritti del lavoro hanno acuito le disuguaglianze. Il risultato è ben noto: milioni di persone impoverite, dipendenti da sussidi minimi, senza protezione sociale e senza voce politica, che vivono in regimi che si definiscono “democratici” solo perché mantengono elezioni formali — ma senza giustizia, senza libertà, senza diritti reali.

L’effetto domino: dagli Stati Uniti all’Argentina

L’impatto del collasso democratico negli Stati Uniti va ben oltre i confini nazionali. Il mondo osserva — e imita. Ed è esattamente ciò che sta accadendo in Argentina, dove il governo di Javier Milei segue lo stesso copione autoritario: attacchi alla magistratura, disprezzo per le decisioni legali, tagli ai fondi istituzionali, distruzione delle politiche sociali e scontro con i settori popolari.

Quando il Paese più potente del mondo si piega all’autoritarismo istituzionalizzato, si apre un pericoloso precedente per tutta l’America Latina — e per il mondo intero. Ci troviamo davanti a un momento storico. E la domanda non può più essere rimandata: chi difenderà la democrazia quando l’ultimo giudice indipendente verrà messo a tacere?

Se cade la magistratura americana, cadrà con essa l’idea stessa che l’autoritarismo possa essere contenuto attraverso i canali istituzionali. E questo sarà un disastro non solo per gli Stati Uniti, ma per tutte le nazioni che ancora lottano per mantenere viva la loro democrazia. Perché quando si distrugge la giustizia, il passo successivo è distruggere la libertà. E quando si perde la libertà, non si tratta solo di governi che cambiano — si tratta di popoli che soffrono, società che si ammalano, nazioni che scompaiono.