28 Settembre 2026
Luce e Haridas a Bari: il festival dell’Umanità e la Festa Gargaolistica

Di Fabia Tonazzi
Da quando è stato aperto il Parco Gargasole (Ex Caserma Rossani) a Bari è stato possibile dedicare spazio e tempo ad eventi di diverso tipo, in particolare legati al mondo del sociale ed olistico come IL FESTIVAL DELL’UMANITÀ svoltosi il 12-13 settembre, al quale è seguito sabato 26 settembre la festa Gargaolistica.
Noi del Sudest ci siamo chiesti…ma cosa è di preciso il Festival dell’Umanità?
Parlando con gli organizzatori degli eventi e documentandoci, il Festival dell’Umanità, nasce come uno spazio di incontro, condivisione e ricerca dedicato alla persona nella sua dimensione più autentica e profonda. Durante il week end (12-13 settembre) c’è stato uno scambio tra le persone interessate ai diversi stand e i rappresentanti di associazioni e scuole olistiche e non, che hanno promosso una visione del benessere attraverso iniziative gratuite, conferenze, presentazioni di libri, test, bagni di suoni, biodanze… Il Festival, attivo in tutta Italia, invita a rallentare, a ritrovare connessione con se stessi e riscoprire il valore della relazione con gli altri.
Durante il Festival hanno trovato spazio diverse esperienze dedicate alla crescita personale e al riequilibrio psicofisico: yoga, meditazione, pratiche energetiche, discipline olistiche, lavoro sul respiro, suono e percorsi di consapevolezza.
Durante la Festa Gargaolistica del 26 settembre, è stata ricreata un’atmosfera simile a quella del festival: erano presenti sportelli olistici ad accesso libero per lezioni di yoga, yoga della risata, biodanza, consulti, trattamenti individuali e informazioni, om chanting della luna piena, baratto libero, presentazione di associazioni di volontariato ed esposizione di manufatti artigianali.
Non semplici eventi, dunque, ma un’occasione per creare una comunità fondata sull’ascolto, sulla consapevolezza e sulla condivisione.
Entrambi gli eventi si sono rivolti a chi desidera avvicinarsi al mondo delle discipline olistiche, ma anche a chi è semplicemente curioso di conoscere nuove pratiche e incontrare persone accomunate dal desiderio di stare meglio e vivere con maggiore consapevolezza.
Un invito, quindi, a fermarsi per qualche ora, respirare, ascoltare e condividere.
Proprio in merito a questo abbiamo avuto modo di intervistare Luce e Haridas,operatori olistici e maestri di benessere attivi principalmente in Puglia che hanno partecipato a entrambi gli eventi.
Partiamo da: Festival della Nuova Umanità: cosa ha significato per voi partecipare a un evento che mette al centro benessere, consapevolezza e relazione tra le persone?
Ha rappresentato per noi la possibilità di conoscere tanta gente con la nostra stessa visione,con la volontà di espandere un energia di consapevolezza fratellanza , unione.
La parola “umanità” richiama immediatamente il rapporto con l’altro. Quanto è importante, secondo voi, recuperare oggi una dimensione autentica di ascolto e di connessione?
E’ fondamentale per la salute psichica , nel corpo e nelle parti più profondi di noi senza il contatto dell’ altro l’umano non avrebbe un identità.
Il vostro lavoro unisce discipline olistiche, yoga, ascolto del corpo e ricerca interiore. In che modo queste pratiche possono contribuire a una trasformazione individuale e, di riflesso, collettiva?
Sicuramente contribuiscono ad un solo obbiettivo stare bene nel corpo ,nella mente , e nella parte consapevole di noi e se questo non c’è noi diamo la possibilità di osservare ,nutrire, ascoltare nei nostri percorsi di crescita personale.
Durante il Festival avete incontrato persone con percorsi, sensibilità ed esigenze molto diverse. Che cosa vi ha colpito maggiormente nelle persone che hanno partecipato alle vostre attività?
Ci ha colpito la loro voglia di connettersi con parti di se più profonde che nella routine quotidiana è quasi impossibile osservare.
Quanto il corpo può diventare una porta d’accesso alla consapevolezza? E quali segnali dovremmo imparare nuovamente ad ascoltare?
Il corpo è uno strumento importante per osservare la nostra consapevolezza, la mente mente…il corpo no! se impariamo ad osservarlo guardiamo parti di noi profonde e consapevoli di ciò che siamo.
Nel vostro approccio ricorre il tema del respiro. Che ruolo ha il respiro nel ritrovare equilibrio, presenza e connessione con sé stessi?
Attraverso il respiro riusciamo a entrare in uno spazio di rilassamento estremo necessario alla pratica meditativa.
Il Festival proponeva esperienze e pratiche, non soltanto momenti di ascolto. Perché, secondo voi, è importante “fare esperienza” del benessere anziché limitarsi a parlarne?
l’esperienza è quella che rimane impressa nella nostra memoria psitica ,solo così si può godere dei risultati dei lavori proposti.
Viviamo in una società caratterizzata da velocità, sovraccarico informativo e disconnessione. Qual è il primo passo concreto che una persona può compiere per tornare ad ascoltarsi?
porsi 2 domande, chi sono davvero è perché sono qui su questo piano fisico.
Quanto è importante la dimensione della comunità nei percorsi di crescita personale? Possiamo davvero evolvere senza relazione con gli altri?
è indispensabile rapportarsi con gli altri ,gli altri sono il nostro specchio e ci aiutano ad osservare la diversità pur avendo intenti comuni.
Il vostro centro si fonda sull’idea che “il corpo ascolta, il respiro guida, l’anima si espande”. Come avete tradotto questa visione concreta nelle attività proposte al Festival?
attraverso il bagno sonoro le cellule recepiscono le frequenze degli strumento ancestrali da noi suonati,la mente si rilassa inducendo stati alterati di coscienza che portano visioni chiarezze e stati d’animo indotti , attraverso questa esperienza si ha una connessione con l’anima.
Luce, come naturopata, counselor olistica, operatrice olistica e insegnante di Kundalini Yoga, e Haridas, attraverso il vostro percorso professionale: quali strumenti ritenete oggi più efficaci per accompagnare una persona verso una maggiore consapevolezza?
la meditazione,la pratica quotidiana delle dispiline da noi proposte ( Yoga kundalini e thai chi- Qi gong ) cerchi di condivisioni e sessioni di gruppo o individuali.
Che cosa significa per voi, personalmente, “nuova umanità”? È un cambiamento sociale, spirituale, relazionale o prima di tutto interiore?
cambiamento sociale che parte da un punto di vista più profondo e consonsapevole della connessione con l’altro e con tutte le forme di vita esistenti , tenendo ben presente che tutto è interconnesso.
Guardando al futuro, quale ruolo vorreste che avessero le discipline olistiche nella costruzione di una società più consapevole, inclusiva e attenta alla persona?
Deve essere inserita sin dai primi anni di scuola, dobbiamo imparare a saper comportarci nel futuro in modo consapevole, compassionevole e con sentimenti di fratellanza, per una umanità migliore è più coesa.


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