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12 Aprile 2026

Il generale Roberto Boemio, ucciso a Bruxelles: un delitto rimasto senza verità

Omicidio irrisolto del generale Boemio tra NATO e Ustica.

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Di Pierdomenico Corte Ruggiero

La sera del 12 gennaio 1993, in una strada tranquilla di Bruxelles, un uomo uscì dall’auto dopo una cena con un collega. Pochi istanti dopo fu aggredito e ucciso.

Credit foto archivio “L’Unità” 14 gennaio 1993 pag. 11

La vittima era Roberto Boemio, generale in congedo dell’Aeronautica militare italiana e consulente nel settore aeronautico. Il suo assassinio, archiviato inizialmente come una rapina finita male, nel tempo ha assunto i contorni di uno dei casi più enigmatici legati agli ambienti militari italiani degli anni Novanta.

Un ufficiale ai vertici dell’Aeronautica

Nato nel 1934, Boemio aveva costruito la propria carriera all’interno dell’Aeronautica Militare, ricoprendo incarichi di rilievo nella struttura operativa e nello Stato maggiore.

Tra i ruoli più importanti vi fu quello di capo di Stato maggiore della Terza Regione Aerea di Bari, una delle articolazioni territoriali più rilevanti della forza armata.

Nel corso della sua attività professionale Boemio aveva lavorato a stretto contatto con organismi internazionali, tra cui la NATO, occupandosi di cooperazione militare e programmi aeronautici.

Una volta lasciato il servizio attivo, aveva intrapreso la carriera di consulente nel settore dell’industria della difesa, collaborando con la società aeronautica Alenia.

La sera dell’omicidio

Il 12 gennaio 1993 Boemio si trovava a Bruxelles per motivi di lavoro.

Quella sera cenò con un amico ed ex ufficiale dell’Aeronautica, l’ingegnere Giorgio Sulprizio. Dopo aver trascorso alcune ore insieme, i due si separarono nei pressi del luogo in cui il generale aveva parcheggiato l’auto.

Poco dopo, secondo le ricostruzioni investigative, Boemio fu aggredito da uno o più assalitori e ucciso durante quello che apparve come un tentativo di rapina. Strana rapina.

Boemio viene pugnalato sul marciapiede di fronte al suo garage in rue Jean Baptiste Colyns n. 68. Una sola coltellata. Il portafoglio non viene portato via. Le impronte nell’auto usata dagli assassini vennero cancellate, secondo quanto riferito dalla stampa, in modo professionale.

Le autorità belghe orientarono immediatamente le indagini verso la criminalità comune. L’ipotesi principale fu quella di una rapina degenerata in omicidio.

Il dettaglio che fece nascere i sospetti

All’interno dell’auto del generale gli investigatori, così riportano le cronache, trovarono documenti di una certa importanza.

La circostanza non venne considerata sufficiente per cambiare la natura dell’indagine, ma contribuì ad alimentare interrogativi mai del tutto chiariti.

Quei documenti avevano un qualche collegamento con il movente dell’omicidio?

Le autorità belghe non trovarono elementi concreti per sostenere un’ipotesi diversa dalla rapina. Tuttavia la presenza di quella documentazione rimase uno dei punti più discussi del caso.

L’ombra della strage di Ustica

Nel corso degli anni il nome di Boemio è stato citato anche in relazione al contesto storico della Strage di Ustica, il disastro aereo del 1980 in cui precipitò un DC-9 della compagnia Itavia causando la morte di 81 persone.

Durante quel periodo Boemio ricopriva incarichi nell’Aeronautica e aveva accesso a informazioni relative alle attività operative e agli incidenti aerei di quegli anni.

Alcuni osservatori hanno ipotizzato che potesse essere a conoscenza di elementi utili a chiarire quel contesto. Tuttavia non è mai emersa alcuna prova concreta che colleghi direttamente il suo assassinio alla vicenda Ustica.

Come non è mai emersa prova che colleghi alla vicenda di Ustica anche l’anomalo omicidio del Generale dell’Aeronautica Militare Licio Giorgieri. Avvenuto a Roma il 10 marzo 1987. Omicidio su cui ritorneremo.

Come ritorneremo su altri aspetti da approfondire della strage di Ustica https://ilsud-est.it/attualita/2022/06/27/27-giugno-1980-la-lunga-notte-di-ustica/ .

Un’indagine senza colpevoli

Nonostante le indagini avviate dalla magistratura belga, l’omicidio di Roberto Boemio non ha mai portato all’individuazione certa dei responsabili.

Il caso rimase sostanzialmente fermo all’ipotesi iniziale della rapina. Con il passare degli anni, la mancanza di elementi investigativi decisivi ha trasformato il delitto in uno dei tanti episodi rimasti senza una verità giudiziaria definitiva.

Un caso dimenticato

A oltre trent’anni dall’omicidio, la morte del generale Boemio continua a comparire solo sporadicamente nelle ricostruzioni storiche sulle vicende militari italiane degli anni della Guerra fredda tardiva.

Nessun processo conclusivo, nessuna condanna, nessuna verità ufficiale.

Solo una scena del crimine lontana dall’Italia e un interrogativo rimasto aperto:

l’assassinio di Roberto Boemio fu davvero il risultato di una rapina casuale o un episodio legato a dinamiche più complesse che non sono mai state chiarite?

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