05 Ottobre 2026
“Errare è umano”, oltre 160 opere per riscoprire Biagio Caldarelli
Bari celebra Biagio Caldarelli con la mostra “Errare è umano”.

di Pietro Fabris
La Città Metropolitana di Bari ha dedicato una grande retrospettiva a Biagio Caldarelli (Bari, 1951-1999), artista dalla ricerca originale e visionaria, profondamente legato alla Puglia e capace di dialogare con la scena artistica internazionale.
La mostra “Errare è umano”, prodotta e organizzata dalla Città Metropolitana di Bari, è stata inaugurata venerdì 2 ottobre allestita tra il Salone del Colonnato del Palazzo della Città Metropolitana e la Pinacoteca Corrado Giaquinto. Immaginare è viaggiare è la chiave per entrare nell’universo creativo di Caldarelli.
L’esposizione, curata da Paola Marino in collaborazione con la Galleria Valentina Bonomo e con la ricerca di opere e prestiti affidata a Giovanni Giusto, rappresenta la più ampia ricognizione mai realizzata sul lavoro dell’artista barese. Il coordinamento generale è stato affidato a Emma Lobalsamo, responsabile UOC della Pinacoteca Metropolitana.
Alla presentazione sono intervenuti il sindaco di Bari Vito Leccese, la consigliera metropolitana Micaela Paparella, vulcanica e coinvolgente delegata alla tutela e valorizzazione del patrimonio della Pinacoteca, il dirigente del Settore Promozione e Coordinamento Sviluppo Economico e Culturale Raffaele Nicola Vitto, la curatrice Paola Marino e la gallerista Valentina Bonomo.
In mostra oltre 160 opere in un corpus finora mai presentato in modo così ampio e organico. Il percorso attraversa le diverse fasi della produzione dell’artista, restituendone la varietà di tecniche, materiali e linguaggi.
Si tratta di un viaggio nella ricerca di un autore che ha fatto dell’esplorazione la propria cifra espressiva. Nel corso della sua intensa carriera, interrotta prematuramente nel 1999 a soli 47 anni, Caldarelli ha attraversato epoche, stili e suggestioni differenti, trasformandoli attraverso uno sguardo personale, libero e poetico.
Per l’artista, immaginare significava viaggiare. Attraverso le sue opere lo spettatore è invitato a immergersi in spazialità emotive, a trasformare antiche mappe geografiche in itinerari interiori e a vivere la creatività come esperienza immersiva, dove il cielo diventa un rebus e la vita un enigma.
L’ironia dei destini si traduce in un intreccio di linguaggi e significati, in una sorta di Babele che cela e insieme svela, rivela la conoscenza. L’intera produzione di Caldarelli è orientata verso la ricerca di un “oltre”, spesso invisibile a uno sguardo superficiale.
Dietro opere che possono apparire come semplici mappe stellari o cartine geografiche si nascondono visioni più profonde, capaci di mettere in discussione ciò che crediamo di vedere. Arte che ci invita a specchiarci e a interrogarci!

La sua creatività è complessità che si cela dietro un’apparente semplicità. È un linguaggio che si mostra a chi sa fermarsi, osservare e cogliere la forza del segno, il dialogo aulico tra linee e forme. In questo contesto, “Errare è umano” diventa una riflessione sulla libertà, sull’esperienza e sulla possibilità di orientarsi nei labirinti dell’esistenza.
Quei labirinti non sono semplici rughe del tempo, ma cicatrici che diventano consapevolezza. Di fronte al rumore e all’ingombro di molte espressioni contemporanee, Caldarelli sceglie la sintesi e la discrezione, costruendo e preferendo espressioni visive capaci di dare forma a un vortice interiore inquieto ma sempre alla ricerca di un approdo.
Nelle sue opere emerge il bisogno di una solitudine costruttiva, spazio necessario per alimentare la riflessione e la ricerca. È una tensione che si traduce in silenzi vibranti e in interrogativi continui sull’esistenza. Le sue creazioni restano così sospese tra domanda e risposta, intinte in correnti sotterranee e invisibili.
Accanto alla produzione artistica, rimane il ricordo di una figura generosa, sempre disponibile al confronto e al sostegno degli altri artisti, nella costante ricerca di un senso capace di illuminare il mistero dell’esperienza umana.
“Errare è umano” rappresenta dunque un’occasione preziosa per riscoprire la complessità e la libertà della ricerca di Biagio Caldarelli, artista che ha posto al centro del proprio percorso creativo l’esplorazione, il viaggio, l’errore e la tensione verso ciò che sfugge allo sguardo ma continua a interrogare la nostra esistenza.


