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Il grande e bellissimo disegno di legge di Trump

Resta che le chiacchiere producono miliardi come coriandoli ma nella realtà non abbiamo 6 milioni di euro per lo screening mammografico.

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Credit foto https://www.tvsvizzera.it/tvs/trump-firma-legge-contro-i-porno-generati-dall%27ia/89346595

Di Fulvio Rapanà

Leggo che Hollywood sia in crisi di idee, di progetti e di soldi eppure TACO  di spunti e storie da raccontare ne sforna tutti giorni,   tanto per cominciare potrebbero fare un remake di un Robin Hood che al contrario toglie ai poveri per dare allo sceriffo di Nottingham .  Mercoledì ha minacciato di arrestare e deportare Mamdani il candidato sindaco Democratico di New York ,  giovedì ha promesso ritorsioni agli ex Repubblicani che sia al Senato che alla Camera hanno votato contro la riforma fiscale insieme ai Democratici. Oggi ha ancora una volta attaccato il Presidente della FED Powell , che lui ha nominato,   definendolo un incompetente. Trump ha dovuto anche contrastare i “falchi del debito” nel suo partito che  hanno minacciato di non votare il progetto perché rispetto all’entità dei tagli delle tasse previsti non sono stati fatti adeguati risparmi nel bilancio federale,  “il DOGE non è stato sufficientemente selettivo è quindi necessario aumentare l’intensità dei tagli”.  Numeri alla mano hanno ragione e centrano una delle questioni su cui si basano le contestazioni più tecniche secondo cui il DOGE ha tagliato spese federali per soli 190 miliardi di dollari, all’anno, rispetto ai 2.000 promessi dal duo Trump/Musk  e mentre questa manovra costa al bilancio federale 3.500 miliardi di dollari al 2035. Tagli di spesa che non sono nemmeno sicuri perché i Tribunali sono intasati di cause intentate da singoli o gruppi di dipendenti delle varie amministrazioni ed agenzie federali che non possono essere licenziati per decreto. Trump ha superato le obiezioni di senatori e deputati recalcitranti, come si fa in Italia, promettendo  “azioni esecutive” e altre misure che lui e la sua amministrazione potrebbero adottare per cambiare il modo in cui la legge verrà applicata. Il deputato Repubblicano Andy Harris è stato convinto dalla promessa “siamo giunti a importanti accordi con l’amministrazione che hanno modificato in modo significativo l’intero pacchetto, sia all’interno che all’esterno del disegno di legge“.  Ora che è stato approvato il “bellissimo disegno di legge per tagliare le tasse”  ma anche i servizi sociali, l’assistenza medica ecc. dobbiamo  aspettare che produca gli effetti su circa 42 milioni di persone. Del tutto inutile specificare le varie e numerose articolazioni della legge, si è capito che non le conosce nemmeno Trump ma pare le abbia capite Musk, che certamente sarà uno dei maggiori usufruitori  degli sgravi fiscali, ma che a differenza della gran parte di quelli che rientrano nelle agevolazioni fiscali, che fanno i soldi con la finanzia speculativa  , Musk è un produttore, un industriale di auto, satelliti, e che è preoccupato dei risvolti sociali negativi, per una parte rilevante dei cittadini americani, che questa manovra avrà sui consumi. Musk si è messo contro Trump non perché ha tolto le agevolazioni fiscali per le auto elettriche ma perché stracciando tutti i contributi al sistema della transizione  verde, dell’energia rinnovabile e l’efficienza energetica Trump sta condannando  l’ economia degli Stati Uniti all’arretratezza e alla marginalità rispetto ad un processo  che in 20 o 30 o 50 anni si indirizzerà verso economie e società più ecologiche e pulite rispetto a quelle attuali.                                                                                                              I commenti dei giornalisti sui giornali come il Times o il Post rispetto alla “bellissima legge”sono variegati. Daniel McCarthy sul Times “gli americani meritano di trattenere una parte maggiore del denaro che guadagnano, quindi la portata e l’entità dei tagli fiscali rappresentano l’aspetto migliore del disegno di legge. Curt Mills “ Il presidente ha il mandato di combattere l’immigrazione illegale. Il disegno di legge  punta a infonde denaro e personale all’Immigration and Customs Enforcement e alle agenzie correlate. È giustificato”. David Brooks: “L’aumento di (almeno) 3.000 miliardi di tagli alle tasse non possono essere la priorità quando abbiamo bisogno di un rafforzamento militare e di una riduzione del deficit”. Matt Labash “frega i poveri e premia i ricchi. Chiunque si illude ancora che questa sia un’amministrazione populista deve capire che “per il popolo” significa “solo una parte del popolo”, di solito i milionari e i miliardari. Katerine Mangu-Ward “Le implicazioni sul debito sono semplicemente folli, come osservato da  Maya MacGuineas, la presidentessa del Comitato per un Bilancio Federale Responsabile. Curt Mills, “Una causa del malessere americano in patria è il suo illegittimo, odiato e inconcludente  impero all’estero. Il complesso militare-industriale statunitense non mette l’America al primo posto”. Daniel McCarthy,  “approvare una legge così importante con una maggioranza così ridotta alla Camera è un’impresa di straordinario acume politico, che piaccia o no. Trump è tornato al potere con obiettivi politici altissimi e ha dato al suo partito la disciplina necessaria per raggiungerli”. Matteo Schmitz “Stephen Miller ha definito il “grande, splendido” disegno di legge come “l’agenda MAGA in forma legislativa”. Ha ragione, ed è un programma con la contraddizione fondamentale: non si può continuare a tagliare le tasse rifiutandosi di ridurre la spesa pubblica. A un certo punto, Trump dovrà scegliere tra tagli fiscali e sussidi”.

Il tutto come affermato dal Presidente della FED Jerome Powell “si va a intrecciare con la questione dei dazi, l’aumento dell’inflazione, il deprezzamento del 15% del dollaro in due/tre mesi, questioni  che messe tutte insieme non permettono di abbassare il costo del denaro per imprese e famiglie che resta piuttosto alto”. Come ho già scritto “il caos di Mao Tze Tung memoria” si conferma ancora come l’unica soluzione politica che Trump capisce o conosce.  Ma anche in Italia abbiamo vissuto in questi giorni un momento politico trampiano  con la firma sul documento NATO che prevede l’ aumento delle spese militari fino al 5% del PIL entro il 2035. In Italia, a differenza degli Stati Uniti,  il governo ha già tagliato o fortemente ridotto tutte le misure che incidono sul miglioramento del  welfare : superbonus e bonus edilizi, reddito di cittadinanza, riduzioni delle accise sui carburanti,  fondo per la povertà, il bonus per le persone con disabilità, il bonus Renzi,  cancellato le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa per gli under 36, ridimensionato il bonus bollette, ridimensionato bonus per asili nido, e per ultimo di questi giorni il ministro dell’Economia non approva la spesa di 6 milioni di euro all’anno per lo screening mammografico.. dico 6 milioni non 6 miliardi, roba da morti di fame!!. A questo, sempre a differenza di trampone,  la Meloni ha aumentato le tasse portandole dal 36,8% al 37,3% come certificato dall’ISTAT. Quindi la Meloni a differenza di Trump i compiti li ha fatti bene, almeno sulla carta, a spese di chi non si può difendere. Il momento  trampiano  che viviamo in Italia sta nelle dichiarazioni successive alla firma sul protocollo NATO fatte sia dalla Meloni che da Crosetto. Entrambi specificano meglio che “le  ulteriori spese militari complessive 2025/2035,  quantificabile in circa 770 miliardi di euri , saranno assorbite senza alcun taglio della spesa”. Crosetto specifica meglio in Parlamento che “l’1,5% del Pil riguarda importi già stanziati nel bilancio nazionale 2023/2025 su altre voci  che saranno riallocate nelle “spese  militari” . Per il 3,5% riservato alle armi Crosetto afferma che  “siamo già al 2%” (errato siamo all’1,37%) per arrivare al 3,5% abbiamo 10 anni per centrare l’obiettivo che arriverà con la crescita dell’economia”. Si tratta delle solite sòle che propinano le destre. A livello sistemico la sòla o l’ha già data la Meloni tagliando la spesa e aumentando le tasse o la darà Trump tagliando le tasse senza tagliare la spesa. Per l’accordo NATO sul ReArm Europe che abbiamo venduto a Trump la sòla o l’abbiamo data noi  a Trump vendendogli come aumento “monumentale” della spesa della difesa mettendo dentro cespiti che già erano nel bilanci degli stati e che saranno riallocati come “costi militari” con aumenti molto graduali per “arrivare” fra 10 anni al 3,5% oppure la sòla l’ha data Trump all’Europa facendo finta di credere, per questioni di politica interna, che l’Europa si è arresa alle sue richieste. Resta che le chiacchiere producono miliardi come coriandoli ma nella realtà non abbiamo 6 milioni di euro per lo screening mammografico.

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