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Esteri

Le destre contro i giudici e contro la democrazia liberale?

Mentre il mondo liberale ruota intorno alla Costituzione e ai partiti , la destra si basa sul “capo”. E’ da lui che vengono le regole. E’ il capo che decide cosa è bene e cosa non lo è, quali sono i reati o le azioni da perseguire. Le Costituzioni restano ma sono svuotate dal di dentro in quanto è il volere del capo che decide la diversa modulazione delle regole e delle leggi.    

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Di Fulvio Rapanà

Nelle moderne Costituzioni liberali i giudici, come anche gli avvocati,  formano il “potere giudiziario” riconosciuto e indipendente e  non dovrebbero essere una fonte diretta di controversia politica  ma operare in modo imparziale rispetto all’oggetto del contendere. Tuttavia, le democrazie del ventunesimo secolo stanno rinunciando a questi principi, non a causa della condotta dei magistrati, ma dell’emergente di populismi autocratici, con governi che si scagliano contro qualsiasi istituzione che li costringe a rispettare la Costituzione e le leggi.

L’elenco degli scontri tra governi populisti di destra e il potere giudiziario  è vastissimo. Limitandoci agli ultimi vent’anni:

  • Ungheria: Orbán, per sottomettere i giudici alla volontà governativa, ha minacciato di tagliare gli stipendi a chi non avesse firmato un accordo che concedeva al ministro della Giustizia il controllo su concorsi e nomine dei dirigenti degli uffici.
  • Polonia: Nel 2023, il presidente Duda ha firmato la “legge-bavaglio”, che di fatto abolisce l’autonomia giudiziaria. Andrzej Zoll, ex presidente della Corte costituzionale, ha denunciato: «Questa legge allontana la Polonia dal sistema giudiziario europeo, subordinandolo al potere esecutivo».
  • Turchia: Erdogan, dopo il presunto golpe del 2016, ha epurato la magistratura: oltre 1.600 avvocati e giudici sono stati arrestati con accuse di terrorismo.
  • Argentina: Il presidente Milei, in conflitto con i magistrati che limitano le sue politiche da “motosega” , ha nominato direttamente due giudici della Corte Suprema tramite decreto.
  • Brasile: Bolsonaro ha cercato di influenzare l’elezione dei giudici della Corte Suprema per eludere le leggi su stampa e diritti sindacali.
  • Venezuela: Durante la crisi del 2017, Maduro ha accusato di tradimento i magistrati della Corte Suprema, costringendo 23 di loro all’esilio.
  • Italia: In Italia fra i governi di destra e i giudici la situazione è di scontro grave ma non serio. Al grido di “pericolose toghe rosse”, sia dai governi Berlusconi che da quello attuale, amplificati dai giornali di destra,  sono arrivati attacchi continui alla magistratura con l’obiettivo di mettere sotto tutela il “potere giudiziario”. In merito alle decisioni, sul caso Albania, sia del Tribunale che della Corte d’Appello di Roma, Salvini ha parlato “dell’ennesima decisione dei giudici che impedisce di allontanare i clandestini dal territorio italiano, una scelta che mette in pericolo la sicurezza e il portafogli degli italiani”, Dimenticando completamente il miliardo di euri speso inutilmente per il centro di detenzione in Albania Lo scontro è degenerato dopo il “caso Almasri” e il vittimismo della Meloni che ha attaccato il  procuratore Lo Voi, di simpatie di destra, non per un “avviso di garanzia” ma per “un atto dovuto e non voluto” di “comunicazione di iscrizione nel registro delle notizie di reato”  La situazione si è complicata con l’apertura di un fascicolo della Corte Penale Internazionale contro l’Italia per non avere effettuato l’arresto e la custodia di Almastri su cui pende un mandato di arresto della Corte.
  • Israele: Il governo Netanyahu ha approvato leggi per controllare le nomine dei giudici della Corte Suprema e licenziare il Procuratore Generale, che ha indagato il premier per corruzione e ne chiede il processo.
  • Stati Uniti: E’ certamente il caso più grave, per l’importanza che ha a livello mondiale la democrazia statunitense,  di un o scontro giornaliero sta avvenendo fra Trump e i giudici americani che a seguito di  denuncie e ricorsi da parte di cittadini, istituzioni e organizzazioni vittime della violenza di trampone  bloccano con una certa continuità i tazebao che Trump firma in mondovisione. Trump ha chiesto al Congresso di rimuovere il giudice Boasberg,    che ha ordinato di bloccare i decreti anti-immigrazione, utilizzando una “procedura di  impeachment”contro il giudice  James E. Boasberg che ha vietato la deportazione  di persone  senza alcuna giustificazione giuridica utilizzando i poteri derivanti da una normativa di guerra del 1785. In risposta alla richiesta di Trump di mettere sotto accusa il giudice Boasberg, il presidente della Corte Suprema John Roberts, di area conservatrice,   ha affermato: “Per più di due secoli, è stato stabilito che l’impeachment non è una risposta appropriata al disaccordo riguardante una decisione giudiziaria”.

Le  motivazioni dell’attacco delle destre populiste alla magistratura sono di ordine politico:

  1. Controllo del potere: I governi populisti vedono i giudici come un ostacolo alle modifiche in senso illiberali delle leggi e delle attività poliziesche.
  2. Narrazione vittimista: Dipingono i magistrati come difensori delle élite anti-popolari .
  3. Sovvertimento costituzionale: La delegittimazione del “potere giudiziario prepara il terreno per riforme che rafforzano l’esecutivo sugli altri poteri.

Ma ha anche radici ideologiche:

Tutte le Costituzioni moderne che si definiscono liberali e democratiche da cui promana sia il potere “politico” di governare che quello “giudiziario” che la “separazione dei poteri”  promana dall’Illuminismo e dalla rivoluzione industriale anglosassone. E’ la borghesia che prende il potere e  abolisce le costituzioni monarchiche che prevedevano la superiorità semi incontrollata del potere del re sugli altri poteri che esistevano e agivano su mandato del re. A questo ceppo primario nel XX° secolo si è inserita la cultura marxista che a quelli originali  ha aggiunto nuove istanze come il rispetto e il giusto compenso del lavoro,  il riconoscimento delle associazioni dei lavoratori come i sindacati o  il diritto ad una assistenza sanitaria per tutti  pagata dallo stato che trattiene le imposte dirette ai salariati. Questo è il collante ideologico interclassista che ha creato l’infrastruttura giuridica e politica alle prime costituzioni liberali di fine ‘800 e inizi del ‘900. La prima reazione del conservatorismo si è avuta fra le due guerre con le rivolte di destra fasciste e naziste che in nome del nazionalismo hanno messo in cima ai valori condivisi dalla società i concetti di  patria,  di razza e di religione e piegando a questi tutti gli altri valori presenti nelle costituzioni liberali. Con la sconfitta rovinosa di queste rivolte dal ’45 in poi le costituzioni hanno provato a rafforzare le costituzioni liberali rendendole democratiche con il voto alle donne e della libertà di stampa . Risulta evidente che gli attuali partiti di destra,  che non hanno contribuito alla stesura delle costituzioni e all’affermazione dei principi su cui queste si basano, attuano politiche eversive  piegando  le Costituzioni e le leggi ai loro principi. Quello che fanno le destre non sono rivoluzioni contro le costituzioni ma rivolte striscianti sostanzialmente eversive verso i principi liberali e democratici che sono sanciti nelle Costituzioni e nelle quali non si riconoscono. Un’ultima nota personale. Ho conosciuto il mondo della destra e del MSI negli anni ’70 e ho compreso bene cosa quel mondo contiene. La destra è il  “capo” . Mentre il mondo liberale ruota intorno alla Costituzione e ai partiti , la destra si basa sul “capo”. E’ da lui che vengono le regole. E’ il capo che decide cosa è bene e cosa non lo è, quali sono i reati o le azioni da perseguire. Le Costituzioni restano ma sono svuotate dal di dentro in quanto è il volere del capo che decide la diversa modulazione delle regole e delle leggi.    

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